cam girl

FAIDA ALL’ULTIMA MUTANDA - LE CAM-GIRL PROFESSIONISTE SONO IN GUERRA APERTA CONTRO LE PORNOSTAR, LE SPOGLIARELLISTE, E LE PROSTITUTE CHE, A CAUSA DEL CORONAVIRUS, SI SONO RITROVATE SENZA LA POSSIBILITÀ DI LAVORARE, E SI SONO IN MASSA RIVERSATE SUI SITI DI SEX-CAM, APRENDO PROFILI, FREGANDO CLIENTI, MA QUEL CHE È PEGGIO SATURANDO IL MERCATO - BARBARA COSTA: “LE RAGAZZE SI LITIGANO I CLIENTI PIÙ DANAROSI, E LE VETERANE HANNO MANO FACILE A FREGARE LE NUOVE, CHE NON SONO ABITUATE ALLE 40 (MINIMO) ORE SETTIMANALI DI SESSO VIRTUALE” - VIDEO

CAMGIRL SHOW ON IMLIVE.COM:

https://bit.ly/2XWAYr4

 

https://bit.ly/3bxHb0D

 

Barbara Costa per Dagospia

 

imlive.com 7

“Caro Joe Buck, che hai da fare? Niente, visto che le partite sono sospese. Ti andrebbe di mantenerti in esercizio lavorando per noi, facendo la telecronaca delle nostre ragazze che in cam si spogliano e si toccano e mugolano per arrapare i nostri clienti?”. Sembra uno scherzo, e invece sono stralci della lettera vera che il capo di "ImLive.com", uno dei più grandi siti di cam-girl e cam-trans (più di 80 mila bellezze, per un’utenza di milioni e milioni di membri vispi sparsi nel mondo) ha inviato a Joe Buck, celebre telecronista sportivo americano. Vuole ingaggiarlo affinché aiuti ad "accendere" gli utenti di "ImLive" ipo e non vedenti, che reclamano di non ricevere appagante servizio per i loro bisogni onanistici.

 

Non so nulla della risposta di Mr. Buck, e però vorrei avvertirlo che il mondo del sesso via cam è in piena rivolta. Le cam-girl professioniste sono in guerra aperta contro le pornostar, le spogliarelliste, e le prostitute che, a causa del coronavirus, si sono ritrovate senza la possibilità di lavorare, e si sono in massa riversate sui siti di sex-cam, aprendo profili, fregando clienti, ma quel che è peggio saturando il mercato.

 

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"Newsweek" ha indagato, interpellando cam-veterane incaz*ate nere, donne e trans che hanno impiegato anni a crearsi un nome e una clientela fissa, e che ora non ci vogliono stare a competere con "colleghe" incapaci, improvvisate, che squalificano una professione che niente ha a che vedere con il pornare sui set, spogliarsi e ballare nei locali, battere in strada o a casa propria.

 

Sono soprattutto i clienti a essere diversi, a cercare nelle cam-girl un sesso diverso, giochi e impulsi specifici, da creare in chiave visiva-psicologica. E tra le cam-girl riciclatesi tali, c’è chi ammette la sua imbranataggine: si scopre che fare sesso in cam è difficile, più stancante che stare a gambe/ano aperti sui set porno, e molte confessano di non aver pazienza coi clienti virtuali, specie con quelli che per "venire" chiedono di essere coperti di insulti, o quelli che vogliono che le ragazze in cam usino sex-toys strambi, sex-toys che esse non hanno, o non sanno usare, in pose che le vedono maldestre, affatto seducenti, pose che fanno ammosciare, scappare i clienti.

 

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Tra le richieste più complicate: il cunnilingus e l’anilingus via cam, dove la cam-girl deve mettersi con la vagina o con l’ano belli aperti davanti alla telecamera e gemere di piacere mentre la lingua vera del cliente, al di là dello schermo, finge di leccare. Altra richiesta insostenibile: le chiacchiere.

 

Pare che i tempi assurdi che stiamo vivendo portino molti clienti di cam-girl a non volere dalle ragazze show sessuali, né che si spoglino, ma solo che parlino con loro, stiano lì pazienti ad ascoltare le loro paure, angosce, delusioni coniugali.

 

joe buck

Ma le cam-girl, in primis le nuove arrivate, non ci stanno, va bene che il tassametro gira anche se il cliente è lì solo per sfogarsi, ma insomma, che tedio, che p*lle, mica siamo la voce amica, e mica è solo lui ad avere la vita sconvolta, rivoluzionata dal coronavirus! Infatti alcune cam-girl protestano, pure loro sono depresse, anche loro hanno problemi di soldi, famiglie da mantenere, ma mica possono permettersi di disperarsi! Non si disperano ma tra vecchie e nuove si fanno i dispetti, truffe, e ci sono cam-girl che chiamano gli avvocati perché denunciano che le nuove gli copiano i nomi d’arte, o ne usano di simili, e non lo possono fare, è violazione di diritto di denominazione, o qualcosa del genere, comunque un reato.

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Insomma, pare che il mondo sex-cam, già iper-competitivo di suo, stia divenendo un inferno, le ragazze si litigano i clienti migliori, ovvio i più danarosi, e le veterane hanno mano facile a fregare le nuove, che non sono abituate alle 40 (minimo) ore settimanali di sesso virtuale che bisogna fare se vuoi guadagnare. Tra le nuove, molte rinunciano, aspettano che riapra il porno, che a sc*pare e farsi sc*pare sui set si guadagna di più, con meno fatica, e qualche vero orgasmo lì sì che è garantito!

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