steve mcqueen day of the champion - 5

IL FILM CHE SALVÒ LA VITA A STEVE MCQUEEN – ARRIVA STASERA SU SKY “DAY OF THE CHAMPION”, IL FILM DOCUMENTARIO SULLA FORMULA UNO CHE PER UNA SERIE DI RAGIONI NON HA MAI VISTO LA LUCE, FINO AL RITROVAMENTO DI ALCUNE BOBINE CHE SI PENSAVA FOSSERO ANDATE DISTRUTTE – MCQUEEN ERA IMPEGNATO NELLA PREPRODUZIONE QUANDO DECLINÒ L’INVITO DI SHARON TATE A UNA FESTA NELLA VILLA IN CIELO DRIVE. LA STESSA IN CUI GLI ADEPTI DI CHARLES MANSON MASSACRARONO CINQUE PERSONE E IL BAMBINO CHE LA MOGLIE DI ROMAN POLANSKI PORTAVA IN GREMBO… - VIDEO

 

Andrea Carugati per “La Stampa”

 

steve mcqueen day of the champion 4

«Questa è la storia mai raccontata del miglior film mai realizzato». Parola di David Letterman, il conduttore di talk show più famoso al mondo e grande appassionato di automobilismo, che con una battuta descrive perfettamente Steve McQueen - Il film perduto, in onda su Sky stasera che ricostruisce il dietro le quinte di un'avventura molto particolare che vide l'attore impegnato nel suo più grande sogno e nel suo più grande fallimento, ovvero il tentativo di realizzare, a metà Anni Sessanta, un film sulla Formula 1 intitolato Day of the Champion, film che per molteplici ragioni non ha però mai visto la luce e di cui solo recentemente sono state ritrovate alcune bobine di girato che si pensava fossero andate distrutte.

 

steve mcqueen in le 24 ore di le mans

L'attore di La Grande Fuga, Papillon, Bullit, pellicole che lo hanno consacrato come icona spericolata, tanto da renderlo in quegli anni l'attore più famoso al mondo e a guadagnarsi il soprannome di The king of cool, forse inebriato dal successo e dalla sua passione per le corse, decise di realizzare un film che narrasse dei pericoli insiti in quello sport, affidandone la regia a John Sturges, con cui aveva appena finito di girare La Grande fuga.

 

Il documentario, ricco di immagini spettacolari e retroscena, racconta la genesi e il naufragio del progetto, ispirato al libro The Cruel Sport di Robert Daley.

 

L'autore aveva stretto la mano a McQueen e Sturges, dando loro e alla Warner Bros il permesso di girare il film, ma nello stesso tempo aveva siglato un accordo con la Mgm, dando il via a una gara di velocità tra studi cinematografici.

 

polanski sharon tate

Nelle sale infatti sarebbe stato proiettato solo uno dei due film, quello realizzato più velocemente. Il film di McQueen partì nel migliore dei modi.

 

Fu il primo ad iniziare, al Nurburgring, nel 1965, con tanto di immagini girate a 300 chilometri all'ora dagli abitacoli delle automobili e spettacolari riprese aeree, parte di quelle ritrovate recentemente, ma si dovette fermare perché sia lui che parte della troupe vennero colpiti dall'influenza, dando modo ai concorrenti di avvantaggiarsi.

 

steve mcqueen day of the champion 1

Alla fine Warner, visti i ritardi dovuti anche all'atteggiamento dell'attore e ai contrasti creativi interni alla produzione, annullò The Day of the Champion e il Grand Prix diretto da John Frankenheimer arrivò nei cinema, con grande successo, alla fine del 1966, con protagonista James Garner, che aveva lavorato con McQueen nella Grande Fuga.

 

Un evento che segnò i rapporti tra i due attori: l'accettazione del ruolo da parte di Garner fu vista come un tradimento da McQueen, suo vicino di casa sulle colline di Hollywood. Maniacale, poco incline al compromesso, molto sicuro di sé, in contrasto con quasi ogni regista e produttore con cui lavorava, McQueen vide dunque infrangersi il suo sogno anche se questo fallimento gli salvò letteralmente la vita.

steve mcqueen day of the champion 3

 

 Impegnato nella preproduzione del film, McQueen declinò infatti l'invito a un festa tenuta da Sharon Tate nella villa in Cielo Drive che condivideva con il marito Roman Polanski, e fu proprio durante quella festa che gli adepti di Charles Manson commisero il famigerato massacro, cinque persone morte più il bambino che la Tate portava in grembo, narrato recentemente da Quentin Tarantino in C'era una volta a Hollywood: McQueen era infatti il primo della lista di morte dello psicopatico Manson, mandante della strage.

 

charles manson

L'attore da quel momento in poi sviluppò una sorta di paranoia, cominciò a girare sempre armato e per via delle sue nuove manie, incluso il perfezionismo, rallentò le riprese di Day of the Champion, condannandolo all'oblio.

 

Oblio che ora diventa solo parziale grazie a questo documentario e allo sforzo di Richard Wiseman, un archivista incaricato di trovare alcune immagini inedite di McQueen nel film Le Mans.

 

DAMIAN LEWIS - STEVE MCQUEEN IN ONCE UPON A TIME IN HOLLYWOOD

Durante la ricerca l'archivista ha trovato più di quanto cercasse, mettendo le mani su diverse bobine inedite: «Quando le ho viste non potevo crederci. Anche il figlio di Steve, Chad, pensava fossero state distrutte.

 

Invece qualcuno, non sappiamo chi, le ha conservate nascondendole sotto il palcoscenico di un teatro di posa in California. Erano impolverate e dimenticate da tutti, ma abbastanza ben conservate e ci hanno aperto un nuovo mondo». E resuscitato il sogno di McQueen.

DAMIAN LEWIS - STEVE MCQUEEN IN ONCE UPON A TIME IN HOLLYWOOD

margot robbie nel ruolo di sharon tate in c'era una volta a hollywood

la manson familysharon tatemanson family 2sharon tate roman polanskisharon tate e roman polanski 4sharon tate e roman polanskisharon tatemargot robbie nel ruolo di sharon tate in once upon a time in hollywood margot robbie nel ruolo di sharon tate in once upon a time in hollywood poster ufficialesteve mcqueen day of the champion 2sharon tatesteve mcqueen day of the champion polanski sharon tatepolanski sharon tatesteve mcqueen day of the champion 5steve mcqueen day of the champion 4 steve mcqueen day of the champion3steve mcqueen sul set di day of the championthe day of the champion steve mcqueen day of the champion 2

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?