amadeus fiorello 2020 sanremo

FIUMI DI PAROLE ALL’ARISTON – MATTIOLI: "E SE L'ALLUVIONALE DURATA DELLE SERATE DEL SANREMONE FOSSE L'ENNESIMO SINTOMO DELL'INSOPPORTABILE LOGORREA NAZIONALE? INUTILE ACCUSARE SANREMO O RICORDARE CHE CON BAUDO ANDAVA PURE PEGGIO. LA COLPA NON È DEL FESTIVAL, MA DEGLI ITALIANI. LA COLPA DI QUEST'INCONTINENZA VERBALE VA RICERCATA IN QUELLA CATASTROFE CHE È STATA L'ABOLIZIONE DEL…"

Alberto Mattioli per "la Stampa"

fiorello amadeus

 

E se l' alluvionale durata delle serate del Sanremone fosse l' ennesimo sintomo dell' insopportabile, insopprimibile, inarrestabile logorrea nazionale? Il festival è lo specchio dell' Italia (e viceversa) anche per la pessima abitudine di usare due parole quando ne basterebbe una o, come nel caso dei testi del programma, meglio ancora sarebbe stare zitti. All' Ariston tutti parlano, parlano, parlano.

 

Amadeus e Fiorello, ospiti e controspiti, tutti, tranne i cantanti che sono zittiti dall' emozione e devono conservare il loro fiato (poco, si direbbe ascoltandoli) per la canzone, la tirano in lunghissimo. E allora monologhi fluviali come quelli di Shakespeare, ma purtroppo scritti molto peggio, introduzioni e divagazioni che non finiscono più, spiegazioni di bizantina complessità.

 

fiorello 9

Di conseguenza, la scaletta si allunga più della Grande Muraglia, le serate diventano nottate, le classifiche arrivano alle due del mattino e il povero Nicola Savino, che conduce il Dopofestival, si lamenta che il suo orario sembra quello di UnoMattina. All' una e un quarto del mattino di ieri, mentre tramortiti attendevamo Zarrillo per il definitivo colpo di grazia e di sonno, zac!, a tradimento ecco l' omelia di una collega del Tg1 sulla libertà di stampa e la lettera di un' altra alle sue figlie, argomenti ovviamente indispensabili per qualsiasi festival della canzone. «Parole, parole, parole», cantava Colei che aveva capito tutto e lo ha cantato meglio di chiunque altra.

amadeus fiorello 12

 

Inutile accusare Sanremo o ricordare che con Pippo Magno andava pure peggio (per Baudo, qualsiasi spettacolo di durata inferiore alle cinque ore è uno spot). La colpa non è del festival, ma degli italiani. La sintesi non è esattamente una caratteristica nazionale. E' l' Italia chiacchierona dove si dice «problematiche» invece di problemi (d' accordo, sono solo cinque lettere sprecate, ma da moltiplicare per i nostri infiniti problemi) e un presidente del Consiglio «avvia interlocuzioni» con Pinco e Pallino invece semplicemente di parlare con loro, o meglio ancora scrivere, e dove chiunque ti racconta «quella che è la situazione» invece di raccontarti direttamente la situazione, e stop. Tornasse a visitarlo Goethe, parlerebbe del Paese dove fiorisce il blablabla.

amadeus 11

 

Al solito, la colpa di quest' incontinenza verbale va ricercata in quella catastrofe che è stata l' abolizione del latino nella scuola dell' obbligo. Avrebbe abituato tutti a non sprecare il fiato e le parole, a usarne il minimo necessario, ad andare al sodo, a essere logici, chiari e sintetici. Meno monologhi e più versioni (soprattutto Tacito, ovviamente).

silvia truzzi alberto mattiolifiorello amadeus

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…