premio strega donatella di pietrantonio chiara valerio fulvio abbate

FULVIO ABBATE SI CUCINA QUEL CHE RESTA DEL PREMIO STREGA: “AL DI LÀ DELLA PREVEDIBILE VITTORIA ANNUNCIATA DI DONATELLA DI PIETRANTONIO, VOLTO DA RASSICURANTE PROF DI SOSTEGNO MORALE, ASSUME PERÒ QUEST’ANNO LE FORME DI UNA SOLENNE DOVEROSA FESTA DI CRESIMA DELLA SCRITTRICE CHIARA VALERIO, AUTRICE DALLA LINGUA IMPROBABILE, SE NON RISIBILE. APOTEOSI DEL SEMPRE PIÙ EGEMONE AMICHETTISMO, REIFICAZIONE DEL GIÀ DOMINANTE VELTRONISMO, PENSIERO LETTERARIO PER CETI INTELLETTUALMENTE MEDI, IN TUTTO MEDI: CRICETI” - UNA MAIL DEGLI “AMICI DELLA DOMENICA” ANNUNCIA CHE I POSTI DURANTE LA FINALE DEL PREMIO STREGA SONO STATI RIDOTTI PER ESIGENZE TELEVISIVE E QUINDI SARANNO OSPITATI SOLO I… - VIDEO!

 

 

 

Fulvio Abbate per https://mowmag.com

 

fulvio abbate foto di bacco

La cerimonia finale del Premio Strega, che ogni anno, puntuale, si manifesta nella cornice d'afa del Ninfeo di Villa Giulia, tra suggestioni etrusche e totemiche botticine mignon del liquore-sponsor, acme mondana di molto rassicurante, soprattutto con sé stesso, generone romano - le giovani dame di Collina Fleming o piuttosto di via Frattina in abito lungo matrimoniale, i cavalieri con abiti da prima comunione a Santa Maria sopra Minerva o piuttosto davanti alla Navicella del Celio, ancor prima che letterario, quest’anno è da immaginare “con prenotazione obbligatoria”, presidiato innanzitutto da un bisogno di cura televisiva.

 

Il Premio Strega al Ninfeo di Villa Giulia a Roma

Riservata a pochi, prescelti, raccomandati, creature, personcine, direbbe Alberto Arbasino in “Fratelli d’Italia”, “che se te li porti in casa mai userebbero il tuo personale accappatoio per ballare il cha-cha-cha in ciabatte”, come narra la mail ricevuta dagli “Amici della domenica”, ormai (quasi) mille votanti che un tempo avevano diritto alla presenza fisica, alla canicola serale, all’osservazione di blazer e cinti erniari di anziani direttori editoriali, a far caso alla concitazione ridicola delle insostenibili fanatiche signorine “grandi firme” degli uffici stampa, talvolta preclaramente caretteriali, all’aria annoiata dei grandi vecchi, alle velette delle contesse ormai trapassate, e ancora, appunto, al trofeo delle mignon da riporre infine, modesto trofeo, nei trumeau di casa, invece esclusi;

i libri finalisti del premio strega 2024

 

poco importa se scrittori o piuttosto naturali, curiosi, osservatori, o doverosi imbucati, abusivi pervicaci che, mano sulla patta, facevano caso soprattutto alla presenza del buffet; il sale della terra d’ogni circostanza pubblica romana destinata alla piccola cronaca del ministeriale “Messaggero”, dell’abisso culturale trasfigurato in occasione narcisistica editoriale.

 

il buffet al Premio Strega

Lo Strega, detto in breve, al di là della prevedibile vittoria annunciata di Donatella Di Pietrantonio, volto da rassicurante prof di sostegno morale, assume però quest’anno le forme di una solenne doverosa festa di cresima della scrittrice Chiara Valerio, autrice dalla lingua concettualmente e sintatticamente improbabile, se non risibile, riservata soprattutto proprio a lei, apoteosi del sempre più egemone amichettismo, reificazione del già dominante veltronismo, pensiero letterario per ceti intellettualmente medi, in tutto medi: criceti, si direbbe con maggiore pertinenza filosofica.

Donatella Di Pietrantonio vince il Premio Strega Giovani 2024 con 'L'eta fragile'

 

Esclusi i testimoni, meglio ritrovarsi in pochi, calore intimo di una società letteraria ormai terminale, tuttavia mortuariamente soddisfatta di sé, segnata dalla “cupiditas serviedi”, cancellato così ogni possibile coraggio antagonistico destinato a rispondere ai luoghi comuni, all’ovvio, all’ottuso, al già menzionato risibile; apoteosi degli unicorni innalzati come idoli in nome della “sorellanza” già propugnata dalla compianta "santa badessa" Michela Murgia.

 

La mail ricevuta dagli "Amici della domenica" appare in questo senso come un manifesto di ciò che eufemisticamente chiameremo il “nuovo corso” per “anime belle” opportunamente selezionate. È il caso di riportarne i passi più significanti: “Gentili Amiche e Amici, come sapete giovedì 4 luglio si concluderà il Premio Strega 2024. Il premio cresce di anno in anno e con esso crescono le richieste di partecipazione alla serata finale in misura da non poter assicurare la presenza a tutta l’ampia giuria, né ci sembra opportuno operare scelte discrezionali.

dario voltolini, raffaella romagnolo, donatella di pietrantonio, chiara veleria, tommaso giartosio e paolo di paolo

 

La nuova direzione del Museo Etrusco ci ha ricordato che il limite massimo della capienza del giardino centrale è fissato a 600 persone; inoltre, per esigenze televisive, è stato ampliato il palco riducendo ulteriormente lo spazio disponibile per la platea. Saranno quindi presenti a Villa Giulia – con la sestina finalista e le case editrici interessate – gli organi del premio e della fondazione, i sostenitori che ci accompagnano tutto l’anno e che rendono possibili molte delle nostre attività, con i loro ospiti, gli esponenti delle principali istituzioni, gli organi di stampa.

chiara valerio

 

Sono certo che comprenderete come queste scelte siano dettate, oltre che da esigenze oggettive, dalla volontà di garantire la migliore riuscita della serata”. Il riferimento agli “ospiti” dei “sostenitori”, va intuito, è il “puctum”, direbbe Roland Barthes, del progetto di desertificazione progressiva di un evento cerimoniale che annualmente a buon diritto mondano e antropologico trasfigurava il Ninfeo in un’appendice per nulla apocrifa dell’estenuante “grande bellezza” capitolina. In questo senso, ci sembra opportuno offrire al lettore inerme, se non ignaro della vera sostanza narrativa della serata finale dello Strega, alcuni incunaboli filmati delle scorse edizioni contenuti nel canale di chi scrive, Teledurruti.

 

gennaro sangiuliano premio strega

Per una serena valutazione dei libri in gara quest’anno, giunti alla “sestina”, ci affidiamo a un post consegnato a Facebook da una lettrice attenta, Gianna Brezzi: “Stavo leggendo alcuni stralci e iperboliche recensioni dei libri in sestina e riflettevo su quello che certi (troppi) autori, certe scuole di scrittura (sic!) e certi meccanismi a metà strada tra la setta religiosa, la confraternita del burraco e la carboneria hanno fatto alla letteratura italiana: trasformarla nella celebrazione di un’eiaculazione sterile e senza orgasmo, in un’orgogliosa ostentazione della propria goffaggine e della propria faticosa relazione con la lingua italiana o ancora, e questo è l’aspetto più deplorevole, nella pretesa di educarci alla mediocrità in nome di una fantomatica sorellanza che salverà il mondo.

chiara valerio

 

A questo proposito copio un paio di eloquenti frasi pescate da quello che è ormai noto come il romanzo favorito per la vittoria: ‘Non mi riconoscevo più e volevo qualcuno che mi dicesse chi ero’, ‘Studiavo tanto, me ne volevo andare ma senza farlo vedere, speravo fossero le cose a portarmi via’, ‘Si fallisce ma non bisogna pensare che difendere le persone che si amano sia impossibile, per questo non bisogna amarne troppe, difendere è faticoso”.

 

Ogni considerazione ulteriore sul silenzio adolescenziale di molti scrittori su ciò che solo agli ingenui potrebbe sembrare un problema logistico, dunque di semplice agibilità, appare adesso inessenziale, perfino fuori luogo. Ogni possibile dialettica risulta infine sconfitta davanti a chi fa degli unicorni un topos letterario, al bla bla presuntamente complesso; meste seghe, mesti ditalini, pietose eiaculazioni.

 

Chiara Valerio, Paolo Di Paolo, Donatella Di Pietrantonio, Tommaso Giartosio, Raffaella Romagnolo, Dario Voltolini

Al di là d’ogni possibile ironia sull’inadeguatezza addirittura ontologica dell’attuale, angelico, ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, sarà proprio la presenza istituzionale, doverosamente “d’ufficio”, di quest’ultimo a garantire l’esistenza dell’umano, la prosecuzione, perfino nell'errore, della verità nella cornice etrusca del Ninfeo, a officiare il toccante momento della cresima della vincitrice morale, in tunica bianca e cordoncino virginale, la scrittrice convinta che Simone Weil e Lady Oscar siano la stessa persona, Chiara Valerio.

 

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”