milena gabanelli dataroom rai-6

GABA-GABA, BYE-BYE: “HO VOLTATO PAGINA, IN RAI NON TORNO – IL PD CHE PROTESTA PER LA LOTTIZZAZIONE E LE PROFESSIONALITA’ UMILIATE NEL SERVIZIO PUBBLICO E’ IL BUE CHE DA’ DEL CORNUTO ALL’ASINO - RAPPORTI CON I GRILLINI? MAI AVUTO RAPPORTI CON NESSUN AMBIENTE POLITICO; SONO INVECE STATA CONSULTATA IN DIVERSE OCCASIONI SU TEMI DI CUI HO QUALCHE COMPETENZA. POI NESSUNO MI ASCOLTA…

milena gabanelli dataroom rai 6

Maurizio Caverzan per La Verità

 

Anche Milena Gabanelli rallenta per l’estate. Ma, dall’epicentro della sua attività multitasking - due pezzi a settimana per il Corriere della Sera, altrettanti video per il sito di Dataroom, le ospitate su La7 - può rispondere alle domande della Verità e riflettere sulla sua nuova vita fuori dalla Rai.

 

Poco più di sei mesi di Dataroom: facciamo un bilancio? Più riscontri cartacei o dai video?

milena gabanelli dataroom rai 4

«Sono riscontri diversi perché seguono strade differenti: quelli su cartaceo più tradizionali e istituzionali (magari ti telefona un ministro), i video hanno un pubblico più giovane e non si bruciano nella giornata di pubblicazione. Ce ne sono alcuni che diventano virali dopo un mese perché vengono intercettati dalle infinite vie del Web. I numeri in sei mesi? Un centinaio di video, accompagnati da altrettanti articoli di approfondimento». 

 

 Il video con più visualizzazioni?

«La storia dell’acquisto del Milan e dei soldi che il cinese non aveva. La domanda di chi fossero quei 700 milioni è sempre aperta e appetitosa».

 

Altri riscontri?

milena gabanelli dataroom rai 8

 «Si sta alimentando il dialogo con quel mondo che si informa solo nelle piazze virtuali. Un’utenza molto difficile, diffidente, piena di pregiudizi e poco disponibile al confronto, anche perché quasi nessuno ha voglia di esporre le proprie viscere a chi sembra non ascoltarti nemmeno. Ti chiedi: ma perché devo replicare a uno che dopo averti smontato il pezzo con considerazioni basate sul nulla, ti manda “a darla via per strada”? Bisogna essere un po’ masochisti, no? Però il verminaio può solo proliferare se non si fa la fatica di entrarci e confrontarsi. Rispetto a qualche mese fa vedo che è un po’ cambiato il tono; sanno che rispondo e quindi interloquiscono in modo meno violento e io preferisco dialogare con chi non la pensa come me».

 

Da quante persone è composta la redazione di Dataroom?

«Da due giornalisti e due grafici, però si interagisce anche con tutti i colleghi del Corriere».

 

In base a quali criteri sceglie gli argomenti?

milena gabanelli dataroom rai 10

«Scelgo temi che possono essere rappresentati attraverso l’oggettività dei numeri, in modo da comprenderne le ricadute e le possibili soluzioni. Faccio un esempio: di quanto aumentano ogni anno gli acquisti online? Parallelamente di quanto è aumentato il traffico pesante in città per le consegne della merce acquistata su internet? La maggior parte di questi furgoni sono classe euro 3. In conclusione: ogni volta che acquisti online un prodotto venduto anche nel negozio sotto casa, contribuisci ad aumentare l’inquinamento».

 

Anche questo è giornalismo di servizio.

«Il giornalismo è per sua natura di servizio, altrimenti è solo servo».

Da servizio pubblico, sarebbe stato perfetto in Rai.

«Sarebbe, ma così non è stato».  

 

milena gabanelli zucchero 9

Parlando di Rai, qualche giorno prima che fossero nominati i consiglieri di amministrazione, ha scritto un pezzo pieno di numeri in cui ha sottolineato il ritardo dell’informazione online: un vuoto lasciato dal rifiuto dell’ad Mario Orfeo di accogliere il suo progetto di Rai.it.

 «Il rifiuto fu del Consiglio d’amministrazione prima dell’arrivo di Orfeo, che lo subordinò alla riforma complessiva del piano news. E quando lo scorso giugno arrivò Orfeo ha preferito non porre più la questione. Alla fine non hanno fatto né la riforma né il sito di news online. Credo sia l’unica tv pubblica al mondo a non averlo».

 

Quel pezzo poteva essere letto come una ripicca o come una candidatura a futura memoria: né l’uno né l’altro?

«Ci vogliono molta malizia e poca memoria per pensare questo. Quell’articolo era solo l’ultimo di una lunga serie. Avevo dedicato puntate di Report alla modalità di reclutamento del Cda Rai (la prima nel 2007 e l’ultima nel 2014), esponendomi al rischio che non venisse rinnovato il mio contratto. L’ho fatto perché non si può rompere le scatole a mezzo mondo e non guardare mai nel piatto dove mangi. Perché non dovrei farlo adesso che non ci mangio più?».

milena gabanelli zucchero 8

 

In Rai è stata candidata a tutto: presidente, ad, direttore del Tg1. Invece?

«A me nessuno ha mai chiesto nulla. A scanso di equivoci: ho un impegno con il Corriere della sera e intendo onorarlo».

Molte di queste indiscrezioni nascono dal suo presunto rapporto con ambienti grillini. Cosa c’è di vero?

«Non ho mai avuto rapporti con nessun ambiente politico; sono invece stata consultata in diverse occasioni, ora come in passato, su temi di cui ho qualche competenza. Poi nessuno mi ascolta, ma questa è un’altra storia».

 

Conosce Marcello Foa e il suo lavoro sulla manipolazione dell’informazione? Che cosa pensa delle polemiche sul suo conto?

milena gabanelli zucchero 7

«L’ho incontrato in occasione di un paio di miei interventi all’Università del Ticino, dove lui mi aveva invitata. Penso che il suo lavoro sugli spin doctor sia ottimo, mentre non condivido nulla delle sue ultime esternazioni».

 

Vediamo protagonisti di stagioni di lottizzazioni appena concluse tagliare giudizi spietati sui nuovi candidati. Che cosa ne pensa?

«Mi sembra il bue che dà del cornuto all’asino. Il timore non è la lottizzazione in sé, che c’è sempre stata, tant’è che la Rai lottizzata ha prodotto grandi cose quando i partiti indicavano dirigenti con competenze dimostrate. La deriva della politica negli anni invece ha umiliato le professionalità, dentro e fuori dalla Rai».

Per allontanare la politica dalla Rai bisogna…?

«Cambiare la legge, magari ispirandosi al modello inglese del trust per la scelta della governance».

Se ci si affida alla buona volontà dei partiti che hanno vinto le elezioni quanto è difficile che i soliti sistemi cambino?

«Anche quelli che non hanno vinto insistono: il Pd ha ri-piazzato Rita Borioni, già consigliera nel precedente Cda. In virtù di quale merito?».

Quando ha lasciato la conduzione di Report voleva stare fuori dal video o solo cedere il timone?

gabanelli

«Dopo vent’anni la ritenevo un’esperienza conclusa. Report era nato da un modello produttivo molto economico e da un linguaggio innovativo, il videogiornalismo. Quello che mi interessa ora è riprendere la sperimentazione di un linguaggio più adatto ai mezzi dove si formano e informano le nuove generazioni sfruttando l’esperienza maturata».

 

Qualche mese dopo era pronta a tornare per una striscia dopo il Tg1.

«La striscia di 3 minuti di datajournalism l’ho proposta a Orfeo lo scorso ottobre, quando ho capito che il sito di news, al quale avevo lavorato da gennaio, non si sarebbe fatto. Orfeo non l’ha ritenuta di interesse, mi sono dimessa e Dataroom l’ho realizzato per il Corriere».

Quanto le manca la Rai?

«La mia storia professionale è nata e cresciuta lì. La Rai è stata il luogo dei miei ideali, un pezzo di famiglia, ma ho voltato pagina e i miei pensieri oggi sono da un’altra parte».

gabanelli big tech 6

Alla presentazione dei palinsesti di La7 Urbano Cairo e Andrea Salerno hanno detto di aver provato a convincerla a tornare in tv. Per che cosa nello specifico e cosa manca?

«Mi hanno chiesto di preparare qualche prima serata. Quello che manca è il tempo per fare questo e quello. E io preferisco fare Dataroom».

 

Che opinione si è fatta dell’idea di Enrico Mentana di un giornale digitale?

«Tutto il bene possibile. Si parla tanto di dare opportunità ai giovani, lui lo fa mettendoci dei soldi suoi.  Mi auguro che lo facciano anche altri, nei settori di loro competenza».

Che cosa pensa dell’idea di Davide Casaleggio per il quale in futuro la democrazia rappresentativa del Parlamento potrà essere superata dalla democrazia diretta della Rete? Non è una previsione super ottimistica?

milena gabanelli debito italia euro

«L’idea mi pare fosse già del padre Gianroberto. Non sono abbastanza visionaria da immaginare quanto il progresso tecnologico modificherà la democrazia rappresentativa. C’è un tema però: la libera formazione delle opinioni passa da una corretta informazione. Raccogliere notizie richiede tempo, analisi e verifiche.

 

mario orfeo

Oggi si pretende di accedere a ogni informazione via Web gratuitamente, il che significa che chi produce quelle informazioni, lo fa a tempo perso perché per mantenersi fa un altro mestiere, oppure ruba il lavoro degli altri. Non è una bella prospettiva, visto che in qualche lustro il Web sarà il mezzo utilizzato da tutta la popolazione. Perciò, prima di parlare di democrazia diretta della Rete, vorrei poter avere gli strumenti per distinguere cosa c’è dentro la Rete».

 

I nuovi poteri forti sono i grandi marchi della new economy tipo Apple, Amazon, Facebook?

«Sono poteri opachi, depositari di miliardi di informazioni gestite da algoritmi di cui non sappiamo nulla. Chiunque, da qualunque parte del mondo può interferire, senza filtri, negli orientamenti politici di un Paese alla velocità della luce. E quando te ne accorgi è sempre tardi».

Con la robotizzazione dell’economia auspicata dai big dell’hi tech saremo sempre meno produttori. È malizioso pensare che il reddito di cittadinanza serva a farci restare ugualmente consumatori, possibilmente senza troppa capacità critica?

urbano cairo andrea salerno, marco ghigliani

«Ma cosa me ne faccio della capacità critica se a fine mese ritiro uno stipendio senza dover produrre alcunché? Sarebbe un mondo fantastico, ma più che malizia ci vuole molta fantasia. Credo che la robotizzazione dell’economia sia un tema molto serio e che andrà governato con ben altro che il reddito di cittadinanza». 

GABANELLI

 

Ha un’idea per neutralizzare fake news e haters?

«Formazione nelle scuole, a partire dalle elementari. Bisogna insegnare a ragazzi e ragazze i processi di verifica prima di credere ad una notizia e condividerla».  

Quali sono le sue letture quotidiane?

«I quotidiani e un romanzo che mi prende molto prima di andare a dormire. Ho appena finito l’ultimo di Maurizio De Giovanni e mi sento già un po’ sola».

Che cosa guarda in tv?

«Il tg e quello che in quel momento mi cattura».

Qualche preferenza?

GABANELLI

«Ho un debole per i programmi musicali, vado a cercarli ovunque. La musica mi dà felicità e sottili malinconie».

 Che cosa le dà speranza, oggi?

gabanelliMILENA GABANELLI LAUREA JOHN CABOTSIGFRIDO RANUCCI MILENA GABANELLI

 «Lo stato di avanzamento del declino. Domani sarà per forza un giorno migliore. Sono una credente, sa?».

ranucci gabanelli

Ultimi Dagoreport

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO -  TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE....

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...