proust d'annunzio

GABRIELE D’ANNUNZIO CHE OCCUPO’ FIUME VENNE ARRUOLATO DA PROUST NELLA "RECHERCHE" – L'ARTICOLO DELLO SCRITTORE FRANCESE, CHE USCI' SU "LE MATIN" L'11 DICEMBRE 1919 E PARLA DELLA PRESA DELLA CITTA’ CAPEGGIATA DAL VATE, ERA STATO PENSATO PER INCLUDERLO NELLA SUA OPERA MONUMENTALE. MA POI VENNE ESPUNTO - L'EQUIVOCO SUL CONSENSO DI NITTI ALL'AZIONE

proust

Ecco, per gentile concessione dell'editore Luni, un brano dell'articolo di Proust che uscì su Le Matin l'11 dicembre 1919 e che era stato pensato per includerlo nella Recherche. Nel colloquio con madame de Villeparisis, il marchese di Norpois parla di Gabriele d'Annunzio e della occupazione di Fiume, che era iniziata tre mesi prima.

 

Il brano dell'articolo di Proust che uscì su Le Matin l'11 dicembre 1919

 

Ecco, vi ho portato il Corriere della Sera ed Il Giornale d'Italia. Ho anche il Temps. Voglio guardare le notizie di borsa, aggiunse con lo stesso interesse che se si fosse trattato delle notizie di una persona malata.

 

E, infatti, aggiunse subito: - Le nostre rendite sono meglio distribuite, ma le miniere restano deboli. La De Beerse rialza rapidamente, forse troppo rapidamente. Bisognerebbe che poi non ribassassero!

Le Petrolifere ricominciano a mostrare dell'attività. Ma, leggete dunque Il Giornale d'Italia; è il giornale di Sonnino.

d'annunzio fiume

Dopo un lungo silenzio, Mm.

 

Di Villeparisis domandò: - Sonnino, non è forse parente di M. di Venosa?

- Ma no, rispose M. di Norpois con tono sdegnoso, è un giudeo inglese che si chiama Sidney (ma che non ha niente a che vedere col delizioso Sidney Schiff). Sembra che sia una rara competenza ma ha un carattere detestabile.

 

M. di Norpois continuò a leggere il giornale.

- Avete pensato a far visita al ministro, gli domandò Mm. Di Villeparisis con la severità dell'amore temperato dalla dolcezza degli anni.

- Sì, son passato da lui, prima di andare da Salviati. Mi ha raccontato delle cose molto curiose.

d'annunzio fiume

 

Ignoravo, difatti, che quando Briand era al potere aveva spedito a Palazzo Farnese un telegramma in cui diceva che «se il governo italiano avesse domandato l'espulsione di Caillaux non bisognava opporsi». Ciò era malizioso e prova un'abilità diplomatica nella quale purtroppo gli italiani son diventati maestri di maniera che essi si guardarono bene dal domandar niente. Egli ha messo in relazione due telegrammi di Ribot a Jonnart che ignoravo egualmente. Nel primo, Ribot preoccupato dell'azione violenta di Jonnart che teneva un atteggiamento risoluto verso il re Costantino, gli consiglia moderazione e l'avverte che egli agisce sotto la propria responsabilità. Poi, dato che Jonnart riuscì, Ribot, che non c'entrava affatto, gli spedisce un telegramma dei più calorosi, lo felicita di tutto cuore e aggiunge: «Voi sapete d'altra parte che se aveste incontrato il menomo ostacolo sarei stato pronto ad aiutarvi con tutte le mie forze per superarlo».

fiume - gabriele d'annunzio

 

Questo modo sbrigativo di trarsi d'impiccio non toglie niente alla simpatia che io ho per Ribot. Piaccia a Dio che ci faccia avere sempre degli uomini come lui e come Briand!

- E questa famosa Fiume? - domandò di lì a un momento la de Villeparisis.

 

- Ma, diversamente da quel che io pensavo Nitti, del quale credevo che d'Annunzio fosse un vero e proprio ad latus, non è fiumano. C'era dal ministro uno scrittore francese perfettamente ignoto, certo Marcel, di cui non ricordo il cognome, che, egli sì è pieno di calore per D'Annunzio; egli paragona l'esilio volontario che quegli ha passato in Francia a quello di Dante; e ha ricomposto nuovamente o meglio retrospettivamente, tre versi di Virgilio nei quali Enea, passando dinanzi a Fiume evoca D'Annunzio; ha citato un verso di Hugo, può darsi del Piccolo re di Galizia, nel quale la maniera di prendere le città rassomiglia molto a quella di D'Annunzio e sembra che anche nei drammi di D'Annunzio vi sia indicato quel luogo con una funzione storica. Ma il governo italiano prende le cose più al serio se non al tragico.

fiume - gabriele d'annunzioproust cover

 

Egli vuole naturalmente salvare le apparenze ma non si tratta più di elevare D'Annunzio al trono né di accordargli un appannaggio. Si vuole piuttosto in un modo o in un altro, ridurlo all'impotenza, e poiché mi è stato chiesto il mio parere, ho suggerito, esponendo naturalmente tutte le mie riserve sulla politica del Risorgimento, che sarebbe pericolo prolungare le conversazioni poiché tutto ciò potrebbe degenerare in una specie di guerra di fazioni, che rischierebbe di mettere fuoco alle polveri e di far perdere all'Italia il suo posto intorno al tappeto verde.

proustPROUST 56fiume - gabriele d'annunzio

 

gabriele d'annunzio e l impresa di fiume gabriele d'annunzio a fiume con i bersaglierigabriele d'annunzio a fiume gabriele d'annunzio e l ammiraglio enrico milloproust cover

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)