giletti fedez

GILETTI C'È (PURE IN RADIO) - IL GIORNALISTA HA PRESO IL POSTO DI BRUNO E FEDERICO VESPA NELLA MATTINA DEL VENERDÌ SU RTL 102.5. PRIMO OSPITE? FEDEZ, CHE HA PARLATO DI COME È CAMBIATA LA SUA PERCEZIONE DEI 'FIGLI DI' DA QUANDO HA UN FIGLIO CHE OGNI GIORNO È SOTTO I RIFLETTORI DI INSTAGRAM (E NON PER MERITO SUO) - DOMENICA RIPARTE ''NON È L'ARENA'', SENZA BONAFEDE CHE NON HA MAI PRESO LE DISTANZE DALLE FRASI DEI BOSS. ''LA POLITICA NON LA ESCLUDO'' DICE GILETTONE. SI CANDIDA SINDACO DI TORINO?

 

1. FEDEZ A RTL 102.5: “IN ITALIA LA MERITOCRAZIA C’E’ SOLO IN ALCUNI SETTORI”

FEDEZ

 

Fedez è stato intervistato questa mattina nella prima puntata del programma “GILETTI C’E’” su RTL 102.5 condotto da Massimo Giletti e Luigi Santarelli.

 

Oggi venerdì 25 settembre esce il nuovo singolo del rapper milanese dal titolo “BELLA STORIA”.

 

L’argomento della puntata di oggi è stato la meritocrazia e Fedez è intervenuto così: “La meritocrazia in Italia c’è in alcuni settori e in altri meno, i settori dove il merito viene attribuito da terzi è più probabile sia meno meritocratico”.

 

“I figli di personaggi con cognomi altisonanti si portano questo peso: anche io sono cresciuto con il pregiudizio che i “figli di” fosse qualcosa da cui stare lontano poi ho avuto un figlio anche io e analizzi un po' più in profondità la cosa e capisci che è una fortuna, ma a volte può essere un fardello. Spesso mi chiedo se nella società di oggi per mio figlio sarebbe un peso avere due genitori come me e Chiara”.

 

MASSIMO GILETTI

“Nella mia esperienza, penso che il mio talento sia quello di non averne, la fortuna è importante e nel mio caso penso siano stati tanti gli elementi che si sono uniti nel momento giusto. Quando sono uscito con il mio primo disco e ho ricevuto le attenzioni della case discografiche e del pubblico, il mio lavoro aveva una forte connotazione sociale e politica, in un periodo in cui il rap non parlava più di società e di politica. Ho portato qualcosa di nuovo e di diverso nel momento giusto”.

 

 

 

2. « MI SENTO SOLO DOPO LE MINACCE LA POLITICA? NON LA ESCLUDO»

Emilia Costantini per il ''Corriere della Sera''

 

«Sono molto dispiaciuto per la solitudine in cui mi sono trovato», esordisce Massimo Giletti presentando la sua quarta stagione a La7 con Non è l'Arena , da domenica 27 alle 20,30. «Non ho avuto messaggi di solidarietà nemmeno da persone che credevo mi fossero vicine, né dai colleghi. Mentre i mafiosi tornavano a casa in grandissimo silenzio, sono stato lasciato solo e quando sei isolato diventi un obiettivo. Questa è l'unica amarezza che ho, oltre al fatto che è stato un anno durissimo, avendo perso mio padre. Devo ringraziare l'editore Cairo - aggiunge -, perché difficilmente avrei potuto affrontare la battaglia che ho condotto in un'altra rete».

MASSIMO GILETTI LUIGI SANTARELLI

 

Poi sottolinea: «Quanto ai politici, ho ricevuto solidarietà da tutti, tranne che dai 5 stelle: l'unica che mi ha telefonato è stata la sindaca Raggi». Trattandosi del suo ultimo anno di contratto con La7, aggiunge: «Il mio futuro in politica? Non escludo nulla. Sono stato contattato più volte, ma questo è normale, è capitato ad altri prima di me, come Lilli Gruber o David Sassoli. Ma il mio impegno nel giornalismo, è già fare politica». E nella prima puntata continua la battaglia del giornalista.

massimo giletti con giubotto antiproiettile

 

Oltre, infatti, ad avere ospite Flavio Briatore, «che per la prima volta racconterà come ha vissuto la sua situazione», e poi il professor Zangrillo con «alcuni virologi, per capire cosa succede anche tra loro, dato che spesso sono in disaccordo», andrà in onda il seguito della sua inchiesta sui mafiosi tornati a casa, con un'intervista al pm Di Matteo. «Abbiamo invitato anche il ministro Bonafede, che ha declinato l'invito dicendo che non era il caso. Devo dire - osserva Giletti - che quando il boss Graviano ha fatto una sorta di endorsement nei confronti del ministro della Giustizia, dicendo che stava facendo un ottimo lavoro e che io, invece, gli stavo rompendo le scatole, Bonafede avrebbe dovuto prenderne le distanze».

 

Quindi il giornalista, che vive sotto scorta per le minacce subite, risponde alle critiche di Claudio Fava, riguardo alle sue foto scattate l'estate scorsa con il giubbotto antiproiettile: «Un vecchio adagio cinese, dice: vuoi che parlino bene di te? Fai il morto. Fava ha invocato la sobrietà e ho troppo rispetto per suo padre, assassinato dalla mafia. Ma quelle foto sono state scattate quando c'era un'afa di 35 gradi! Avrei dovuto mettermi la giacca sul giubbotto per non farlo vedere?».

nino di matteo intervistato da massimo giletti a non e l arena

 

Domenica è previsto anche un focus sul guru di Instagram, Mirko Scarcella: «È stato accusato di far diventare importanti, con like gonfiati per i quali viene pagato, personaggi che non lo erano. Le Iene ne hanno già fatto un'inchiesta. Viviamo tutti in un mondo dominato dai social: cosa siamo disposti a fare, pur di ottenere un like? Una questione per me molto preoccupante, tant' è vero che, volutamente, non compaio sui social». Per quanto riguarda la pandemia del Covid-19, Giletti ragiona: «La parola negazionismo mi fa paura, mi ricorda i negazionisti ai tempi della Shoah. Ma sono preoccupato per come il mondo occidentale si è mostrato debole, si è fermato. Ora, è sacrosanto prendere le dovute precauzioni, la salute resta al primo posto, ma il vero dramma è l'economia. I fondi miliardari che dovrebbero arrivare sono quasi tutti a debito. Se continuiamo così, si blocca tutto».

nino di matteo intervistato da massimo giletti a non e l arena

 

 

LUIGI SANTARELLI RTL 102 5

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...