mainetti cerasa

GIRO DI VALTER – MENTRE “IL FOGLIO” ASPETTA IL PARERE DELL’AVVOCATURA DI STATO SUI CONTRIBUTI PUBBLICI ARRIVA LA RASSICURAZIONE DELL’EDITORE: MAINETTI È PRONTO AD ASSUMERE I GIORNALISTI CHE ATTUALMENTE FANNO CAPO ALLA COOPERATIVA, E EDITARE DIRETTAMENTE IL GIORNALE – “NON CI SARANNO RIPERCUSSIONI SULLA PUBBLICAZIONE”

 

 

 

Goffredo Buscaglia per www.affaritaliani.it

 

valter mainetti

A giorni è atteso il parere dell’avvocatura dello Stato richiesto dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria di Palazzo Chigi riguardo al fermo amministrativo del saldo dei contributi alla Cooperativa,  che edita “Il Foglio quotidiano”, per l’anno 2018, attuato a fronte della contestazione,  da parte della Guardia di Finanza, di 6 milioni di euro di contributi,  ricevuti negli anni 2009 e 2010.

 

La Cooperativa ha recentemente presentato le sue controdeduzioni. In particolare, le copie di giornale vendute in blocco a prezzo di costo, secondo la finanza a stregua di omaggio e quindi non ascrivibili alla percentuale di copie vendute, devono essere invece considerate una vendita vera e propria per fini promozionali.

CLAUDIO CERASA E GIULIANO FERRARA

 

Ancora più deboli appaiono le contestazioni che riguardano l’influenza che avrebbe avuto la proprietà della testata sulla cooperativa, e il fatto che il movimento politico a cui faceva riferimento il giornale fosse fittizio, e del quale al contrario viene comprovata l’esistenza.

 

claudio cerasa saluta valter mainetti (2)

La “batosta" per la Cooperativa che edita “Il Foglio” arriva a quasi tre anni dall’acquisizione del cento per cento di Foglio Edizioni srl, che possiede la testata “Il Foglio quotidiano”, da parte di Valter Mainetti. Il noto imprenditore e collezionista, oltre a sottolineare che Foglio Edizioni srl è completamente estranea alla vicenda, tiene a far sapere che qualsiasi fosse l’esito della contestazione della Guardia di Finanza non si avrà alcuna ripercussione sulla pubblicazione del giornale.

claudio cerasa foto di bacco

 

Mainetti ad Affaritaliani.it si dice infatti pronto ad assumere attraverso Foglio Edizioni srl i giornalisti, che ora fanno capo alla Cooperativa, e ad editare così direttamente il giornale, sviluppando ulteriormente lo spazio che, grazie al fondatore Giuliano Ferrara e al direttore  Claudio Cerasa, “Il Foglio quotidiano” ha conquistato fra i media nazionali. 

 

valter mainetti foto di bacco

Il caso del “Foglio” è stato portato dal giornale stesso in cima alle cronache editoriali a fine dicembre. La cooperativa, oggi presieduta dal fondatore Giuliano Ferrara, che edita il giornale, risulta al centro di un’indagine della Guardia di Finanza avviata ben sette anni fa. Dormiente per lungo tempo, l’accertamento è ripreso nei primi mesi dell’anno, costringendo di fatto il Dipartimento dell’editoria a lasciare in stand by la liquidazione della seconda tranche dei contributi per il 2018.

 

claudio cerasa con valter mainetti

Nel frattempo non sono mancati numerosi attestati di solidarietà a “Il Foglio’’ da parte delle forze politiche anche di opposti schieramenti. Lo stesso presidente del consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa di fine anno, ha auspicato un chiarimento che non comprometta il contributo pubblico. “Ma l’accertamento - ha sottolineato - non l’ha fatto il governo, ma la guardia di finanza in applicazione delle norme. Ora si vedrà come si concluderà quel dossier’’.   

 

denis verdini ai funerali di paolo bonaiutiberlusconi veronica lario

Com’è noto Musa Comunicazione, società del gruppo Sorgente ha acquisito il completo controllo della società proprietaria della testata del giornale solo quattro anni fa, mentre all’epoca delle contestazioni della Guardia di Finanza, sempre alla Cooperativa,  le quote appartenevano ancora a Veronica Lario (38%), al costruttore Sergio Zuncheddu (25%), a Denis Verdini (15%), a Giuliano Ferrara (10%) e allo stampatore Luca Colasanto (10%).

 

claudio cerasa

Poi nel 2011 la ricapitalizzazione per perdite portò al passaggio delle quote dalla ex moglie di Silvio Berlusconi al fratello Paolo, mentre restarono pressoché le stesse quelle possedute da Zuncheddu, Verdini e Ferrara. Ed è ad essi che nel 2015 la società di Mainetti è subentrata. In un primo tempo insieme a Matteo Arpe, per poi acquisire il completo controllo l’anno dopo.

 

valter mainetti

Inoltre da quando “Foglio Edizioni” rientra nelle attività editoriali del gruppo Sorgente, il rapporto con “Il Foglio Quotidiano società cooperativa”,  destinataria dei contributi statali, è regolato da un dettagliato contratto di affitto per la pubblicazione della testata, rinnovabile o disdettabile, di biennio in biennio, che prevede a fronte di un ‘’canone’’ anche la totale autonomia, tanto nella gestione economica che nella linea politica, tenuto conto che la nomina del direttore è prevista di esclusiva spettanza della società cooperativa. In particolare nel contratto si precisa che “Foglio Edizioni lascia piena e totale autonomia a Il Foglio Quotidiano per la gestione della linea politica e dei contenuti del Quotidiano, che saranno di pertinenza esclusiva de Il Foglio Quotidiano Società Cooperativa nella sua autonomia di impresa editrice”.

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)