t series vs pewdiepie

LA GUERRA PER IL DOMINIO DI YOUTUBE – DAL 2013 AL 2019 È SEMPRE STATO “PEWDIEPIE” LO YOUTUBER PIÙ SEGUITO DEL MONDO SUL SITO, MA POI È ARRIVATA L’ETICHETTA INDIANA “T-SERIES” – C’È UN CONTATORE LIVE CHE TIENE IL CONTO DELLA SFIDA (VIDEO) ED È PARTITA UNA LOTTA CON INSULTI E COLPI BASSI – CARTELLONI A “TIMES SQUARE” E CAMPAGNE NAZIONALISTICHE: TUTTE LE TAPPE DELLO SCONTRO

 

Angelo Allegri per “il Giornale”

 

pewdiepie

È iniziata come una simpatica competizione, in cui i due contendenti ostentavano un cavalleresco distacco. Poi la situazione è degenerata: sono arrivati gli insulti personali e razziali, l' hackeraggio di siti e pagine social, la diffusione di virus informatici per mettere in difficoltà i sostenitori dell' avversario. La guerra, perché di guerra ormai si tratta, ha per oggetto un titolo di prestigio, con qualche ricaduta di business: il primato di canale con più utenti registrati su Youtube.

 

t series

Da una parte il blogger svedese Felix Kjellberg, 29 anni, meglio conosciuto come PewDiePie, dall' altra T-Series, un' etichetta indiana che produce canzoni e film di Bollywood, guidata da Bhushan Kumar. Per anni, e per la precisione dal 2013, lo youtuber svedese non ha avuto rivali. Dall' inizio del 2019 il confronto si è fatto sempre più serrato e alla fine di marzo, per quasi una settimana, gli indiani hanno avuto la meglio. Sui siti di appassionati il testa a testa viene aggiornato quotidianamente e in questi giorni i due rivali navigano entrambi intorno a quota 92 milioni di appassionati.

t series 1

 

La volata, però, è in corso da mesi e i sostenitori di Kjellberg non hanno risparmiato le trovate. Per fare pubblicità al collega, Justin Roberts, altro popolare (e danaroso) blogger, è arrivato ad affittare un enorme cartellone pubblicitario in Times Square a New York. Costo dell' operazione: un milione di dollari. MrBeast, ovvero il signor bestia, per nascita Jimmy Donaldson, idolo internettiano degli adolescenti americani, si è presentato all' ultimo Superbowl distribuendo magliette che inneggiavano a PewDiePie e avviando una campagna a suo favore.

 

pewdiepie 1

Da parte sua lo stesso Kjellberg, attraverso il canale web, non ha esitato a prendere di petto i rivali: insieme a un rapper molto popolare negli Usa, ha diffuso tra l' altro una canzone, «Bitch Lasagna» (letteralmente: puttana lasagna), in cui si fa beffe dell' inglese non certo oxfordiano usato dagli indiani nell' approccio al mondo femminile. L' attacco gli è subito valso una salva di cosiddetti «diss track», «canzoni insulto», lanciate contro di lui via internet da decine di blogger indiani.

 

pewdiepie

La squadra di T-Series (a curare il canale sono una dozzina di persone) ha il vantaggio di rappresentare un Paese in cui internet, e Youtube in particolare, sono diventati un passatempo nazionale. Le società di telecomunicazioni locali hanno negli ultimi anni puntato su campagne commerciali a tappeto per diffondere connessioni internet ad alta velocità, anche in zone marginali o economicamente depresse.

 

pewdiepie

Il risultato è che 500 milioni di indiani sono connessi alla Rete (secondo paese al mondo la Cina) e quasi la metà di loro segue regolarmente Youtube via telefonino. In più Bhushan Kumar, figlio del fondatore del gruppo, ucciso qualche anno fa da un fanatico indù, può contare sui talenti di Bollywood e le giovani promesse dello show business locale, fino ad animare 28 sotto-canali.

 

pewdiepie

A suo modo l' India è perfettamente attrezzata per affrontare la nuova realtà globale: chiunque abbia fatto qualche anno di scuola parla la lingua del mondo, l' inglese. Così, personaggi come Anisha Dixit, video-blogger di 28 anni, indiana per nascita ma cresciuta in giro per il mondo, e poi tornata a Mumbai per sfondare, è diventata popolare più di attrici e presentatrici tv.

 

t series vs pewdiepie

Al successo di T-Series non è estraneo nemmeno il sentimento nazionalistico. L' ultimo slogan utilizzato dal canale è stato «Making India Proud», rendiamo orgogliosa l' India. Utile per mobilitare gli internauti del subcontinente, anche se con una controindicazione: durante l' ultima fase di tensione politica con il Pakistan, decine di siti del vicino Paese islamico si sono mobilitati a favore del rivale svedese.

 

marzia bisognin 8

Dalla parte di PewDiePie, c' è la sua popolarità, che per motivi che rimangono ai più misteriosi, non conosce davvero confini: a Tallin, capitale dell' Estonia, si è svolta di recente una manifestazione di piazza in suo favore. Alcuni hacker americani hanno preso di mira centinaia di migliaia di stampanti e smart tv collegati in Rete, diffondendo messaggi per sostenerlo. Parte della sua fama è legata anche all' Italia: da anni è legato affettivamente a Marzia Bisognin, 26 anni di Arzignano, anche lei blogger di successo con il nome di CutiePieMarzia.

 

marzia bisognin 6

I due (che per un certo periodo hanno anche vissuto nella Penisola) hanno spesso girato video assieme, almeno fino a quando nell' ottobre del 2018 la Bisognin ha annunciato di ritirarsi da Youtube. Non sempre la popolarità di Kjellberg è andata a suo vantaggio: nel 2017 il Wall Street Journal individuò alcuni video in cui lo svedese aveva usato espressioni anti-semite. In uno erano filmati due uomini che tenevano in mano un cartello con la scritta «Morte agli ebrei». La denuncia è valsa al giornale americano un attacco informatico dei sostenitori del blogger, l' interessato, però, accusato di razzismo, ha perso un ricco contratto con al Walt Disney. Ancora peggio è successo di recente: prima di iniziare il folle raid nella moschea di Christchurch, in Nuova Zelanda, l' autore del massacro ha registrato un messaggio poi lasciato in Rete: «Sottoscrivete il canale di PewDiePie».

marzia bisognin 10t series vs pewdiepie 1pewdiepie pewdiepiemarzia bisognin 13pewdiepie gag antisemite

Ultimi Dagoreport

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO