ferragni damiano maneskin michielin elodie

INFLUENCER CHIC, INFLUENZA ‘STO PIFFERO – CHIARA FERRAGNI, DAMIANO DEI MANESKIN, SAVIANO, ELODIE, MICHIELIN E COMPAGNIA TWITTANTE RACCOLGONO 52 MILIONI DI FOLLOWER. MA GLI ELETTORI DELLE LORO UBBIE ANTI-MELONI SE NE SONO BELLAMENTE IMPIPATI – L’ESPERTO: “GLI INFLUENCER VIP NON SONO RIUSCITI A SPOSTARE VOTI PERCHÉ NON INFLUENZANO DAVVERO. SENZA MEDIA TRADIZIONALI, MOLTI SAREBBERO DIMENTICATI. CHI DAVVERO INFLUENZA UNA DECISIONE, SONO LE…”

Francesco Maria Del Vigo per “il Giornale”

 

fedez chiara ferragni 3

Non c'è solo il centrosinistra tra i grandi sconfitti della tornata elettorale della scorsa domenica. Ci sono anche tutti quelli che, in un modo o nell'altro, hanno cercato - pensando di riuscirci - di influenzare l'opinione pubblica. A partire, appunto, dagli influencer.

 

Cioè coloro i quali, tra una marchetta di mutande e lo spot di un paio di calze, con un post o una «storia» avrebbero dovuto decidere le sorti della repubblica italiana. Ecco la nuova élite digitale che imbraccia gli smartphone e - dall'alto dei propri attici - combatte un'eroica e strenua resistenza contro il nemico (cioè, giusto per capirci, il pericolosissimo elettore medio italiano). Risultati e numeri alla mano, invece, dal punto di vista politico non hanno spostato un bel niente.

 

Facciamo un calcolo spannometrico, esaminando solamente alcuni dei personaggi pubblici che negli ultimi mesi e giorni sono scesi in campo contro il centrodestra. Partiamo ovviamente da Chiara Ferragni, regina assoluta di Instagram e paladina dei diritti Lgbtq+ che, con 27,9 milioni di follower, è in assoluto una delle personalità italiane più apprezzate sui social. Certo, lei, come il frontman dei Maneskin, è una star internazionale, quindi i suoi seguaci non sono tutti esclusivamente italiani, dunque calcoliamo per difetto.

APPELLO AL VOTO DI CHIARA FERRAGNI

 

Mettendo insieme l'imprenditrice digitale e suo marito, passando per Saviano, Elodie, Francesca Michielin, Luciana Littizzetto, Damiano e una manciata di attrici, cantanti e comparse varie che hanno ritenuto opportuno denunciare il gravissimo rischio che la democrazia nostrana stava correndo, superiamo agevolmente nientepopodimeno che i 52 milioni di follower, più dell'intero corpo elettorale di tutt' Italia. Una potenza di fuoco, a livello teorico, sterminata, capace di raggiungere molti più (e)lettori di qualsivoglia media tradizionale.

 

Non a caso si è parlato a lungo di un possibile «partito degli influencer», ipotesi più che realistica, specialmente in un Paese nel quale un movimento nato dalla rete e dal blog di un comico è riuscito a diventare il primo partito ed esprimere un presidente del Consiglio. Ipotesi che tuttavia si è schiantata contro il muro di carta delle schede elettorali. Riepiloghiamo: la maggior parte degli influencer-vip ha fatto una scelta di campo netta e ha preso posizione contro la vittoria del centrodestra.

DAMIANO MANESKIN 56

 

Nessuna novità, in questo i vip digitali hanno lo stesso tic dei loro predecessori analogici: pendono sempre e inesorabilmente verso sinistra e non riescono neppure a camuffare l'odio antropologico verso chi la pensa in un altro modo. Ma alla fine, quanto ha pesato questo molto ipotetico esercito da decine di milioni di follower? Molto poco, a giudicare dal risultato delle elezioni.

 

Anzi, se l'obiettivo degli influencer chic era bloccare Giorgia Meloni, hanno ottenuto l'effetto opposto. Fratelli d'Italia, rispetto alle elezioni del 2018, ha accresciuto le proprie preferenze del 401%, cioè quasi 4,7 milioni di voti in più. E, analizzando il risultato complessivo, le schede perse dai colleghi di Lega e Forza Italia sono state comunque redistribuite all'interno della coalizione. Insomma la resistenza non è stata poi così irresistibile. Un caso di studio e quindi cediamo la parola agli esperti.

x factor francesca michielin

 

«Perché gli influencer non sono riusciti a spostare voti? - si chiede sulla sua pagina Facebook Marco Camisani Calzolari, esperto e pioniere digitale, docente universitario e volto noto di Striscia la notizia -. Perché non influenzano davvero. Suscitano curiosità, che è diverso. Peraltro in molti casi sono personaggi che vivono prevalentemente sui media tradizionali. Alcuni online hanno molti fake follower. Per cui non l'audience che ci si aspetta.

 

Senza media tradizionali, molti sarebbero dimenticati. Chi davvero influenza una decisione, sono le persone autorevoli in quel campo. Non si influenza a caso. Non si influenza facendo le faccette sexy su Instagram».

 

Insomma, quella degli influencer in politica, almeno per ora, era una bolla. Ed è esplosa

ELODIE SU VANITY FAIR ELODIE SU VANITY FAIR iannone elodie 1

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…