david bowie morgan

“AMADEUS MI HA CHIESTO DI ANDARE A SANREMO E POI NON MI HA VOLUTO. MI E’ STATO FATTO UNO SGAMBETTO. PER IL FESTIVAL HO ANCHE RINUNCIATO ALLA MIA CANDIDATURA A SINDACO DI MILANO…” -  MORGAN ATTACCA IL CONDUTTORE, VAGHEGGIA UN SANREMO CONDOTTO DA LUI E CELENTANO E POI RICORDA DAVID BOWIE A 5 ANNI DALLA MORTE: "NON HO ANCORA ELABORATO IL LUTTO. ERA UN FUTURISTA. LA SUA MUSICA ERA STRANIANTE ALL’ASCOLTO. UNA MUSICA ORECCHIABILE E' UN RINCOGLIONIMENTO. L'ITALIA E' LA PATRIA DELL'ORECCHIABILE..." - VIDEO

 

Ernesto Assante per la Repubblica

 

morgan 3

«Se devo dire la verità la scomparsa di Bowie ancora non l' ho metabolizzata, non ho ancora elaborato il lutto». Morgan, Marco Castoldi, è sempre stato un grande fan di Bowie, non solo ha ascoltato appassionatamente la sua musica, ma l' ha suonata, interpretata, l' ha fatta sua, prendendo la lezione dell' artista inglese come una mappa utile per muoversi nel mondo della musica.

 

A cinque anni dalla morte di Bowie, scomparso il 10 gennaio 2016, Morgan ancora non riesce a rendersene conto: «Non ci si può rendere conto dell' impensabile. È come per Carmelo Bene, che diceva di essere un artista postumo, hanno talmente rappresentato la loro morte, che nel momento in cui accade non sembra che siano morti.

 

morgan

Nella cruda realtà la sua mancanza è di estrema gravità, era un maestro e questo tipo di assenze sono incolmabili. Era un futurista capace di vedere lontano, curioso, inventivo. Ogni opera era un esperimento, in ogni disco inventava qualcosa, anche a costo di sbagliare. Tant' è che nella sua carriera ha toppato un sacco di volte, ma ne andava fiero, sbagliava ed era contento».

 

Quindi è un personaggio ancora presente?

«È così ma non c' è lo stesso approccio di massa come con Jim Morrison o Freddie Mercury. Resta una figura algida, distante. La sua devianza, l' obliquità, lo straniamento che si prova ascoltando le sue canzoni, con accordi strani, sonorità spinte, testi difficili da capire, lo hanno sempre tenuto lontano dalle folle e dai primi posti nelle classifiche».

 

La sua non era, comunque, musica pop?

morgan

«Sì, ma era straniante all' ascolto, per cui la parola "orecchiabile" non può essere usata. Mentre da noi, in Italia, è una parolaccia che resta concessa. Che categoria rappresenta? Il fatto che lo devo ricordare? Orecchiabile significa banale, una cosa già sentita, brutta, che non ha peso. Quando una musica non è orecchiabile invece è nuova, rivoluziona la nostra conoscenza, ci destabilizza ma ci fa progredire, allarga le visioni e ci fa crescere. La musica orecchiabile è una bastonata in testa, un rincoglionimento. L' Italia è la patria dell' orecchiabile, i discografici lavorano solo con chi fa qualcosa di già sentito. Non capiscono che pop è De André, pop è Sinatra, mica la brodaglia che propinano loro».

 

Non trova che in Italia ci sia una rivoluzione musicale in atto da qualche anno?

«Ma no, siamo sempre a livello imitativo, nulla di originale. Gli italiani non sanno scrivere canzoni intelligenti, fanno cose banalissime, su accordi di merda. Solo pochi, Battiato, Fossati, altri due o tre, sono andati oltre. Gli altri hanno lavorato su accordi comprati al supermercato».

 

Niente di interessante nelle nuove generazioni?

«C' è sempre qualcosa di interessante ma deve avere spazio per crescere, migliorare, evolvere. E questo spazio in Italia non c' è».

morgan

 

Eppure lei ha partecipato alle selezioni di AmaSanremo.

«Sì, ma nel ruolo del giudice non mi sono mai sentito a mio agio».

 

Cosa è successo tra lei e Amadeus? Perché non l' hanno presa a Sanremo?

«Semplice: mi ha chiesto di andare e poi non mi ha voluto. Non è che io avessi voglia di andarci ma Amadeus mi ha chiesto di partecipare alla gara, io ci ho pensato su e poi ho detto di sì. Avevo fatto AmaSanremo, ho anche rinunciato alla mia candidatura a sindaco di Milano, che era un' idea divertente ma poteva diventare una cosa seria, perché sennò non avrei potuto partecipare. Ho scritto le canzoni e gliele ho mandate e poi mi è stato fatto uno sgambetto, che non merito. Amadeus non solo non ha scelto la canzone ma ha pensato che sarebbe stato bello vedermi in giuria nell' ultima puntata del programma mentre ascoltavo lui che diceva che non aveva scelto me e aveva scelto Bugo. Un brutto tiro, che bisogno c' era? Da lui mi aspettavo cose diverse, mi aveva visto lavorare, se non gli piacevo bastava non chiedermi di partecipare».

 

Ce l' ha ancora con Bugo?

morgan bugo

«No, è lui che ce l' ha ancora con me.

"Voglio la mia rivincita su Morgan" ha detto, ma non c' è nessuna rivincita. Se la gente lo conosce è per merito mio».

 

Niente Sanremo quest' anno, ma intanto ha mandato un messaggio a Celentano. Certo che un' edizione presentata da voi due

«Anni fa Sanremo lo guardavamo insieme, ci siamo visti il Sanremo della Clerici sul suo divano, mangiando le orecchiette preparate da Claudia. Commentandolo e ridendo ci dicevamo "dobbiamo presentarlo noi". Tempo dopo l' ho chiamato, lui stava iniziando a fare il suo cartone animato, aveva in casa trenta disegnatori coreani, mi disse che non aveva tempo e che se l' avessimo fatto io e lui sarebbe caduto il governo Allora gliel' ho richiesto, sarebbe una bella botta per quanto siamo belli! Abbiamo un grande feeling e se lo facessimo noi verrebbero tantissimi grandi artisti, Conte, Paoli, Fossati, Bennato, verrebbe anche Vasco, sarebbe la rinascita della musica italiana, una rinascita cultural e non un' occasione che sprecano ogni anno».

AMADEUS INSEGUE MORGAN DOPO LO SCAZZO CON BUGO SUL PALCO DI SANREMO

 

E nel frattempo cosa fa?

«Ho tanti progetti, scrivo canzoni, come quella per Sanremo che ho pubblicato su Instagram. Faccio musica perché sono musicista.

Cinque ore di musica sono nell' audiolibro che è uscito da poco, L' audiolibro di Morgan (io, l' amore, la musica, gli stronzi e Dio).

Ascoltandole si capisce cosa fa Morgan»

lite bugo morgan a sanremo 1

 

LA FACCIA DI AMADEUS DOPO LO SCAZZO TRA MORGAN E BUGO

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?