zanichelli parole per ricordare. dizionario della memoria collettiva

DA “A BABBO MORTO” A MAGO ZURLÌ: SAPETE COSA SIGNIFICA? IL LIBRO “PAROLE PER RICORDARE. DIZIONARIO DELLA MEMORIA COLLETTIVA” DI MASSIMO CASTOLDI E UGO SALVI RACCONTA LA STORIA ITALIANA ATTRAVERSO LA TV, FUMETTI, EVENTI TRAGICI, POLITICA E MODI DI DIRE – “ABBIAMO ESPLORATO UNA ZONA DELLA LINGUA NON RAPPRESENTATA. SE CERCO AZZECCAGARBUGLI IN UN DIZIONARIO NON LO TROVO. MOLTE PAROLE SONO CONDIVISE ANCHE SE NESSUNO SA PIÙ DA DOVE VENGANO: NON SI DICE PIÙ 'QUELL'UOMO È UN CARNERA', MA…"

Francesca Nunberg per “il Messaggero”

 

JO CONDOR

Vedi alla voce del verbo ricordare. Ma ricordare bene. Perché se invece del mitico E che, c'ho scritto Jo Condor? col passare degli anni il nome dell'avvoltoio di Carosello è diventato Giocondo, significa che avete bisogno di un dizionario. 

 

Parole per ricordare. Dizionario della memoria collettiva di Massimo Castoldi e Ugo Salvi racconta tutta la storia: il villaggio di montagna in pericolo, l'arrivo del Gigante amico e il lieto fine con le barrette di cioccolata. 

 

Che si tratti di un dizionario anomalo non c'è dubbio: non inizia con Abaco ma con A babbo morto, (espressione toscana riferita a debiti saldati con un'eredità), per arrivare alla z di Mago Zurlì, passando per la h di Ha da passa' a nuttata di Eduardo, la o di O così o Pomì e la q di qb, acronimo di quanto basta. 

Zanichelli Parole per ricordare. Dizionario della memoria collettiva

 

COME ERAVAMO

La verità è che non basterebbe mai. La trama è quella della nostra storia, gli show della tv quando c'era solo quella, il cinema, i modi di dire, i fumetti, ma anche gli eventi tragici, la politica, le tradizioni popolari. Com' eravamo ma senza nostalgia perché il nuovo avanza comunque: troviamo la voce Quattro più quattro di Nora Orlandi (coro nato nel 1964, usato oggi per designare persone che parlano all'unisono) ma anche il Concertone del Primo maggio, il Dadaùmpa delle gemelle Kessler e il Dopofestival di Sanremo. 

 

È un dizionario che comprende usi evocativi, allusivi, metonimici e antonomastici della lingua italiana. Ma che ne sarà dell'uomo del monte (quello dei succhi di frutta) o di Tafazzi (il personaggio di Aldo, Giovanni e Giacomo) quando nessuno ricorderà più le loro apparizioni in tv? 

tafazzi

 

«Abbiamo esplorato una zona della lingua non rappresentata dai dizionari di uso e dalle enciclopedie - spiega Massimo Castoldi, 61 anni, filologo e docente di Filologia italiana a Pavia, milanese come l'altro autore, Ugo Salvi, 61 anni, fisico in pensione - Normalmente se cerco azzeccagarbugli in un dizionario non lo trovo, e se lo trovo non so cosa rappresenti per la collettività.

 

Quindi siamo partiti dall'antonomasia, nomi propri che diventano nomi comuni e viceversa, come l'Avvocato, il Pirata, Penelope, paparazzo e torquemada (crudele generale dell'Inquisizione), poi siamo passati alla dimensione metonimica e evocativa del linguaggio, come borsalino o chianti. Ma il terreno è fluido, alcune parole diventano antonomasie e altre no: esiste la carrambata, da Carràmba! Che sorpresa, mentre il meteorologo Bernacca che pure inseriamo nel dizionario, non ha dato origine alla bernaccata. Insomma abbiamo messo insieme un dizionario quasi impossibile, a nostra assoluta e totale discrezione». 

carramba! che sorpresa 1

 

Settemila voci, circa mille in più e pochissime in meno rispetto alla prima edizione di 18 anni fa. Ci sono Caporetto e Vermicino, l'abominevole uomo delle nevi e bimbominkia di renziana memoria, c'è l'eskimo e il caschetto alla Vergottini, la bella mbriana (fata che protegge dal munaciello di Napoli), i cavoli a merenda, i quattro salti in padella e le gambe che fanno giacomo giacomo. Espressione che deriverebbe dalla stanchezza dei pellegrini giunti al santuario di Santiago de Compostela dove erano custodite le spoglia dell'apostolo Giacomo... 

CARNERA

 

«Molte parole sono condivise anche se nessuno sa più da dove vengano - spiega Castoldi - non si dice più quell'uomo è un carnera, dal pugile friulano campione dei pesi massimi nel 1933, e forse nemmeno Nuvolari, ma questi termini hanno ancora un forte potere evocativo. Abbiamo inserito uomo di mondo, nelle due accezioni: quella di Manzoni che fa definire così i bravi a Don Abbondio e quella di Totò che dice Sono un uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo». 

achille lauro

 

ACHILLE LAURO 

Si volteggia tra la storia (Addavenì Baffone per Stalin, il Bagnasciuga, soprannome di Mussolini che usò il termine per errore al posto di battigia) e la cronaca (troviamo il biondino della spider rossa, il killer di Milena Sutter, ma anche Bolzaneto, la caserma dei pestaggi durante il G8 di Genova del 2001). Alla voce Achille Lauro c'è però la storia dell'armatore napoletano, il sequestro nell'85 da parte dell'Olp, i risvolti politici con Craxi e Andreotti, ma manca l'Achille Lauro dei nostri giorni, il rapper che quest' anno tornerà a Sanremo. 

 

«Ci dev' essere sfuggito - ammette Castoldi - però lo citiamo nella voce Me ne frego, che è il titolo della sua canzone ma anche il motto dei legionari dannunziani a Fiume». Nessuno ricorda più l'astronomo dilettante Paneroni, ma le sue teorie hanno avuto un revival con il terrapiattismo dei giorni nostri. 

 

nave achille lauro

Ma tra un secolo che senso potrà mai avere lavato con perlana? «Anche le voci destinate a cadere rimangono nella memoria collettiva - risponde Castoldi - E se oggi uno scrittore usa questa espressione in un romanzo, magari tra cent' anni a qualcuno verrà il ghiribizzo di aprire il dizionario per recuperarne il significato». 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?