the irishman-20

“COSÌ L'IRLANDESE MI CONFESSÒ DI ESSERE L'ASSASSINO DI HOFFA SU ORDINE DI COSA NOSTRA” - CHARLES BRANDT, EX PROCURATORE GENERALE DELLO STATO DEL DELAWARE, AUTORE DEL LIBRO DA CUI SCORSESE HA TRATTO “THE IRISHMAN”, SVELA I RAPPORTI CRIMINALI TRA LA MAFIA E IL CAPO DEL SINDACATO PIÙ POTENTE D’AMERICA. LA MAFIA FU DECISIVA NELL’ELEZIONE DI KENNEDY, HOFFA IN QUELLA DI NIXON

Gabriele Santoro per ''Il Messaggero''

 

the irishman 1

Senza il corpo, senza nessuna prova. Dal 30 luglio 1975 l' America s' interroga sulla sparizione di Jimmy Hoffa, che il 14 ottobre 1957 dopo un' ascesa prepotente era stato eletto capo dell' International Brotherhood of Teamsters, il sindacato più influente della nazione.

the irishman-11

 

Qual è stata la fine di Hoffa, spregiudicato protagonista per vent' anni della vita economica, politica e criminale degli Stati Uniti? La domanda è tuttora irrisolta, nonostante i decenni d' indagini dell' Fbi e le miriadi d' ipotesi. In questo vuoto, che è un' ossessione nell' immaginario della società nordamericana, si è inserito con forza il lavoro del newyorchese Charles Brandt, avvocato ed ex Procuratore generale dello Stato del Delaware.

jimmy hoffa

 

Il suo libro I heard you paint the houses, pubblicato per la prima volta nel 2004, è uscito in una nuova edizione e oltreoceano è in vetta alle classifiche di vendita. La storia e la scrittura di Brandt hanno conquistato Martin Scorsese e Robert De Niro, con cui l' autore ha collaborato per la trasposizione cinematografica.

 

In Italia l' ha portato la casa editrice Fazi col titolo The Irishman (traduzione di Giuliano Bottali e Simonetta Levantini, 469 pagine, 18 euro). Brandt, ospite d' eccezione di Più libri più liberi (Sabato 7, ore 17.45, con Pif nella Nuvola all' Eur), ha cercato le risposte che mancano nella confessione di Frank Sheeran, raccolta in una serie d' interviste dal 1991 al 2003.

the irishman 9

 

L' irlandese, al ritorno dai campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale, era un autotrasportatore che cercava una vita migliore. Nella sua ricostruzione, questa ricerca lo ha reso un killer del crimine organizzato e poi un uomo di Hoffa.

Al crepuscolo dell' esistenza, malato di cancro, Sheeran ha rivelato a Brandt di essere l' assassino di Hoffa su ordine di Cosa nostra.

 

Brandt, in quale modo il reduce Sheeran ottenne la fiducia di un capomafia della caratura di Russell Bufalino?

get hoffa

«È una domanda fondamentale, che ho posto più volte a Frank nei cinque anni d' incontri con lui. Bufalino gli affidava commissioni importanti, perché ne apprezzava la determinazione e l' obbedienza. Le famiglie mafiose di New York erano quasi esclusivamente italiane, mentre Russell aveva un' attitudine aperta nei confronti dei non italiani. Si erano conosciuti casualmente nel 1955 in un' area di servizio. Il camion di Sheeran era in panne e Bufalino si offrì di aiutarlo. Da quel momento svilupparono un rapporto solido di reciproca utilità».

 

Perché Bufalino è stato il ponte tra Sheeran e Hoffa?

the irishman 18

«Frank voleva sistemarsi nel sindacato. Teamsters era il più potente a livello nazionale, poiché controllava il settore nevralgico dei trasporti. Hoffa non si pose scrupoli riguardo allo spessore criminale degli uomini con cui si alleò per raggiungere i suoi obiettivi mediante la violenza e l' intimidazione mafiosa. Il fondo pensioni dei Teamsters, creato da Hoffa, divenne una ricchissima fonte di finanziamento degli affari di Cosa nostra».

 

Qual è stato il ruolo di Hoffa nelle elezioni presidenziali del 1960?

jimmy hoffa

«Quando si diffuse la notizia dell' assassinio del presidente John F. Kennedy, Hoffa fece innalzare la bandiera americana che sventolava sul tetto della sede Teamsters. Nel 1971 Hoffa uscì dal carcere per la grazia concessagli dal presidente Nixon, di cui aveva finanziato la campagna elettorale. La morte di JFK interruppe il lavoro del fratello Robert, che prima come consigliere della Commissione d' inchiesta McClellan e poi nella veste di Procuratore generale è stato il suo acerrimo nemico. Robert F. Kennedy perseguì l' infiltrazione di Cosa nostra nel sindacato».

the irishman 3

 

Hoffa è stato il tentativo di corrompere l' anima degli Stati Uniti o parte di un sistema?

«Per un ventennio è stato al centro delle relazioni pericolose tra economia, politica e mafia. Il sindacato Teamsters, presieduto oggi dal figlio di Hoffa, si trasformò in un possedimento personale. Al costo della vita non seppe rinunciarvi. Una volta uscito dal carcere, Hoffa voleva riprendersi la guida del Teamsters, mentre i boss erano soddisfatti del compromesso di Under Fitzsimmons e commissionarono l' omicidio preventivo. Il fantasma di Hoffa corrisponde all' incapacità dell' America di fare pienamente luce e i conti con un' epoca decisiva della propria storia».

 

Sheeran è un testimone pienamente credibile?

the irishman 14

«La sua biografia è parte integrante della storia americana. È stato una delle poche persone davvero vicine a Hoffa. La prima volta si parlarono al telefono mediante Bufalino. Ho saputo che dipingi le pareti, gli disse Hoffa. Sapeva che Sheeran era un killer. Lo fece diventare un alto dirigente del Teamsters, ma soprattutto era uno della famiglia Hoffa e il tradimento lo ha lacerato».

 

jimmy hoffa 3

Lei com' è diventato il confessore di Sheeran?

«Da avvocato sono riuscito a ottenere la sua scarcerazione per motivi di salute. L' irlandese era stato educato da una famiglia cattolica praticante. Mi ha usato come se fossi un sacerdote, dopo averne incontrato uno vero. Mi ha rivelato numerosi delitti irrisolti dalla giustizia e presentato a boss di alto calibro come il suo biografo.

Dall' alba delle indagini, l' Fbi non aveva mai collegato Sheeran alla scomparsa di Hoffa, poi ha acquisito il materiale delle nostre conversazioni».

 

Scorsese l' ha coinvolta nell' intero processo creativo del film?

«Sì. La prima volta mi ha telefonato De Niro, che voleva interpretare Sheeran. A Manhattan Scorsese mi ha dato la sceneggiatura con la richiesta di mandargli le mie osservazioni. Ho partecipato anche ad alcune riprese. Le due opere vivranno in simbiosi».

 

al pacino e robert de niro sul set di the irishmanrobert de niro e martin scorsese sul set di the irishman 1the irishmanrobert de niro sul set di the irishmanmartin scorsese sul set di the irishmanTHE IRISHMAN AL PACINO ROBERT DE NIROmartin scorsese e joe pesci sul set di the irishmanthe irishman al pacino e robert de niromartin scorsese sul set di the irishman 1the irishman al pacino e robert de niro 1jimmy hoffa 2

 

jimmy hoffajimmy hoffa 1the irishman 16THE IRISHMAN AL PACINO ROBERT DE NIROrobert de niro e martin scorsese sul set di the irishman

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO