lux vide

“DON MATTEO” INTERNATIONAL – IN UN MONDO DOMINATO DAI COLOSSI DELLO STREAMING, PICCOLO NON È PIÙ TANTO BELLO: ANCHE “LUX VIDE”, LA SOCIETÀ DI PRODUZIONE FONDATA NEL 1992 DA ETTORE BERNABEI, È VICINA ALLA VENDITA. IN CORSA CI SONO "SONY PICTURES" E SOPRATTUTTO "FREMANTLE" – LA NASCITA GRAZIE ALLA LIQUIDAZIONE DA 800 MILIONI DI LIRE DELL’EX DG RAI E IL SUCCESSO CON CONTENUTI POSITIVI (E UN OCCHIO ATTENTO AL MONDO CATTOLICO)

luca e matilde bernabei

1 – LUX VIDE VICINA ALLA VENDITA: SONY E FREMANTLE IN CORSA PER IL BIG DELLA FICTION ITALIANA

Andrea Biondi per “il Sole 24 Ore”

 

Lux Vide vicina alla vendita. E al momento ci sono due giganti del settore in pole sul dossier, a quanto risulta al Sole 24 Ore: l’europea Fremantle e l’americana Sony Pictures Television.

 

lux vide

Anche per la società, che è fra le big in Italia ed è la casa di produzioni come “I Medici” o “Don Matteo” o ancora “Leonardo” fra le ultime – fondata nel 1992 da Ettore Bernabei, storico direttore generale della Rai – sembra quindi essere arrivato il tempo di concedersi a un grande gruppo internazionale. Del resto, piccolo non è più tanto bello in un contesto come quello attuale in cui i grandi colossi dello streaming – da Netflix, a Disney+ ad Amazon Prime Video su tutti – stanno cambiando le regole del gioco nella produzione e distribuzione audiovisiva a livello mondiale.

 

don matteo

Va detto che la Lux Vide non è la prima. Altri campioni nazionali hanno già fatto questa scelta. Sei anni fa Wildside è stata venduta a Fremantle; tre anni fa Cattleya (Gomorra, Romanzo Criminale , Suburra fra le produzioni) vende agli inglesi di Itv Studios e un anno e mezzo fa Palomar (Il Commissario Montalbano, Braccialetti rossi) cede la maggioranza a Mediawan (società francese fondata dal banchiere d’affari ed editore di “Le Monde” Matthieu Pigasse, dal fondatore di Iliad Xavier Niel e dal produttore televisivo Pierre-Antoine Capton).

 

che dio ci aiuti

Il dossier Lux Vide è gestito dalla banca d’affari specializzata Gca Altium e, a quanto risulta al Sole 24 Ore, l’operazione dovrebbe arrivare a conclusione entro fine giugno. Una riunione del Cda la prossima settimana farà il punto e l’approdo potrebbe essere una vendita in toto o di una parte della società alla quale secondo alcune fonti finanziarie guarderebbero anche altre due società oltre a Fremantle e Sony Pictures Television.

 

Il management – guidato dalla presidente Matilde Bernabei e dall’ad Luca Bernabei – dovrebbe comunque, come peraltro accade in queste situazioni, rimanere nella società.

 

don matteo con belen escort

La quale ha una storia ed è arrivata a oggi annoverando fra gli azionisti, oltre alla famiglia Bernabei con la maggioranza (Rml Comunicazione ha il 51,77%), la Prima Tv di Tarak Ben Ammar (15,33%), Fondazione Scienza e Fede che è una fondazione del Vaticano (16,99%) e la famiglia Capaldo (10,88%). Stando agli ultimi bilanci disponibili sul Cerved, a fine 2019 la Lux ha realizzato un valore della produzione di 64,4 milioni di euro con 5,4 milioni di utile netto (18,3 milioni i profitti netti fra 2015 – unico dei cinque anni in perdita – e 2019).

ettore bernabei

 

Sul dossier sarebbero in pole la tedesca Fremantle (di Rtl Group) e Sony Pictures Television. Nel primo caso, con 1.5 miliardi di fatturato nel 2020 Fremantle è una delle società leader a livello mondiale nell'ideazione, produzione e distribuzione di contenuti scripted e unscripted: da Got Talent, a L’Amica Geniale a The Young Pope.

 

Peraltro ha una rete internazionale di produzione, società ed etichette in oltre 30 Paesi, fra cui l’Italia con Wildside e The Apartment. Quanto a Sony, il colosso giapponese è entrato nel business delle produzioni cinematografiche nel 1989 dopo aver acquistato l’americana Columbia Pictures Entertainment. Della Sony Pictures Entertainment fa parte la Sony Pictures Television (Cobra Kai e The Good Doctor solo per citare due titoli).

doc prodotto da lux vide

 

2 – SPIRITUALITÀ E CONTENUTI POSITIVI: L’EREDITÀ DI ETTORE BERNABEI

Andrea Biondi per “il Sole 24 Ore”

 

L’idea a Ettore Bernabei, direttore generale di quella che anche ora è ricordata come la Rai di Bernabei (1961-74), venne nel 1991. Come andò, lo stesso ex dg Rai l’ha ricordato varie volte. A un gruppo di persone, che con lui condividevano valori e una vicinanza alla cultura cattolica, disse che avrebbe impegnato la sua liquidazione di circa 800 milioni di lire per costituire una nuova società per azioni.

 

i medici

In 10 risposero fra cui Alberto Falck, Francesco Merloni, Giovanni Bazoli, Giampiero Pesenti, Giovanni Arvedi, Pellegrino Capaldo. In un secondo momento entrò anche Tarak Ben Ammar che Bernabei aveva conosciuto durante la produzione del “Gesù di Nazareth” di Franco Zeffirelli.

 

Con 8 miliardi di lire nacque così la Lux Vide, per un’idea di Tv e di contenuti che Bernabei – fiorentino, grande amico di Amintore Fanfani, direttore fino al 1991 dell’Italstat, finanziaria dell’Iri – aveva ben chiara e che ha portato avanti con i due figli Matilde – sposata con Gianni Minoli – e Luca, sposato con Paola, professoressa universitaria, con cui ha avuto 6 figli.

 

Per la Lux Vide – che lavora (molto) con la Rai ma anche con Mediaset e Sky, e che lavora in “pre-acquisto”, vale a dire l’autofinanziamento di progetti mantenendo i diritti (da qui anche i 41 milioni di debiti a fronte di un valore della produzione di 64,4 milioni nel 2019) – good feeling, prodotti basati un una componente di spiritualità e contenuti positivi sono i capisaldi.

LUX VIDE

 

Lux si avvicina così ai 30 anni di attività e alle 500 prime serate totalizzate negli anni in Italia e non solo. Al management da gennaio si sono aggiunti Valerio Fiorespino, come Chief Corporate Officer dopo due anni come Cco di Sparkle, controllata di Tim e un passato in Rai, ed Elena Bucaccio, una delle più importanti sceneggiatrici italiane, come head of drama. Sempre da inizio anno è stata annunciata una nuova divisione interamente dedicata alla realizzazione di podcast, con progetti in partnership con Rtl 102.5.

don matteo 10don matteo con belen

Ultimi Dagoreport

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…