vittorio feltri massimiliano parente

“FELTRI È LA PERSONA PIÙ LIBERALE CHE IO CONOSCA” - ANCHE MASSIMILIANO PARENTE CORRE IN SOCCORSO DI VITTORIO FELTRI: “LA POLEMICA SUI MERIDIONALI NON LA CAPISCO. ERA OVVIO CHE INTENDESSE INFERIORI ECONOMICAMENTE - I BENPENSANTI NON HANNO CAPITO CHE, ESISTENZIALMENTE, NON GLIENE FREGA NIENTE DI UN CAZZO, E DICE QUELLO CHE VUOLE. UNICA COSA CHE NON CAPISCO DI VITTORIO È PERCHÉ NON MANDA AFFANCULO L’ORDINE DEI GIORNALISTI. RACCONTO ANCHE UN ANEDDOTO CHE NON SA NESSUNO, È PRIVATO MA SIGNIFICATIVO…”

Lettera di Massimiliano Parente a Dagospia

 

VITTORIO FELTRI MASSIMILIANO PARENTE

Caro Dago, sono amico di Vittorio Feltri ormai da molti anni, e i miei amici di sinistra mi dicono «Ma come fai a essere amico di Vittorio Feltri?». Io rispondo sempre «Non sapete cosa vi perdete», e comunque si facciano i cazzi loro. Tra l’altro casomai dovrebbero chiedersi come faccia Feltri a essere amico mio, che sono bisessuale, ateo, scientifico fino al midollo, odiato sia dalla sinistra che dalla destra. Un lettore ieri mi ha scritto che non leggerà più i miei libri perché ne ho scritto uno con Feltri, e io gli ho detto chissenefrega, sei tu che non mi piaci ai miei libri non loro a te, leggiti la Murgia.

PARENTE FELTRI IL VERO CAFONE

 

Non sempre siamo d’accordo, io e Vittorio. Nell’ultima telefonata abbiamo discusso su Matteo Salvini, che per lui è il meno peggio e per me sono tutti uno peggio dell’altro, forse Salvini peggio di tutti perché gli altri sono il nulla ma lui è il nulla che bacia il cuore immacolato di Maria tra un selfie dove addenta un panino e l’altro dove si traveste da poliziotto, quando non viene a suonarti al citofono per accusarti di spaccio, un politico con un guardaroba da vomito e con una culturina da ultras da stadio che rispetto a lui perfino Zingaretti sembra un professore anziché il mio commercialista.

 

MASSIMILIANO PARENTE

Ma la polemica sui meridionali non la capisco. Come ha fatto notare Giuseppe Cruciani, era ovvio che Vittorio intendesse inferiori economicamente, e lì non c’è dubbio. Gli si obietta che molti meridionali nel dopoguerra sono andati a lavorare al Nord, appunto, perché al Nord c’era lavoro, mentre il Sud si regge ancora sulla mafia. Quella mafia che Roberto Saviano denunciò di essere arrivata al Nord, anche qui appunto, esportata dal Sud. Oltretutto si è scandalizzato Parenzo, cartina tornasole del fatto che abbia ragione Feltri.

 

vittorio feltri 4

Senza contare che Feltri, tra l’altro, è la persona più liberale che io conosca. Con lui parliamo spesso contro l’idiozia delle religioni (cosa fondamentale per essere davvero miei amici), gli ho presentato il mio compagno e la mia compagna, ci ha invitati spesso insieme a cena e sempre offrendo lui perché non sono mai riuscito a offrirgli neppure un caffè, e per il resto non ha nessuno schema mentale o ideologico che hanno molti altri, di destra o di sinistra che siano.

 

vittorio feltri 5

La prima volta che glielo dissi, che ho un fidanzato, una fidanzata, e diverse amanti (all’epoca, oggi mi sono rotto i coglioni anche del sesso, al massimo vado da una prostituta, costa meno di una donna), mi rispose: «Pensa che fortuna, e io che sono solo etero e devo accontentarmi solo delle donne».

 

Con lui puoi parlare di tutto, e lui parla di tutto in privato e anche in pubblico, facendo irritare i benpensanti perché non hanno capito che, esistenzialmente, non gliene frega niente di un cazzo, e dice quello che vuole, e come direttore, io ne sono la prova, ti dà anche la libertà che vuoi. Quando difende gli omosessuali e le unioni civili nessuno dice niente, quando dice «frocio» come dicono anche gli omosessuali tra di loro scatta l’indignazione.

 

vittorio feltri 7

Ti racconto anche un aneddoto che non sa nessuno, è privato ma significativo. Quando Feltri passò da Libero al Giornale, si portò dietro un gruppo di suoi giornalisti fidati, più uno scrittore, me, non certo di destra, e lasciandomi carta bianca come ha sempre fatto. All’epoca la mia collaborazione con Libero, in forma cessione diritti d’autore, era di sedicimila euro l’anno. Quando mi chiamò il direttore amministrativo del Giornale, Gianni di Giore, mi chiese quanto volevo. Io pensai di alzare la posta e proposi venticinquemila. Dopo due ore Di Giore mi richiamò: «Il direttore non è d’accordo». «Capisco», dissi rassegnato. «E quindi quanto mi date?». «Dice che sei troppo bravo, ti propone quarantacinquemila». Non mi è mai successo nella vita, figuriamoci a Roma, dove vivo, dove casomai ti propongono collaborazioni dove non ti pagano proprio o il minimo indispensabile.

 

vittorio feltri 6

Unica cosa che non capisco di Vittorio è perché non manda affanculo l’ordine dei giornalisti. Una volta, per un articolo che io scrissi su Libero o sul Giornale, non ricordo, partì anche una mozione dell’Ordine contro di me per espellermi, senza accorgersi che non sono iscritto all’Ordine, non sono neppure un pubblicista, sono uno scrittore che riceve solo compensi di diritti d’autore. Ma credo che quella di Vittorio sia una questione di principio. Potrebbe andarsene quando vuole, è il direttore più pagato d’Italia da decenni, ma forse continuare a restare nell’Ordine, senza che l’Ordine riesca a cacciarlo, perché è il suo modo di mandarli affanculo ogni giorno.

Baci,

Massimiliano Parente

un giovane vittorio feltri

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...