renzo arbore

“FIORELLO E’ IL MIO EREDE. UN RIMPIANTO? NON ESSERMI FATTO UNA FAMIGLIA” - RENZO ARBORE TORNA IN RAI CON “STRIMINZITIC SHOW”: “DE LUCA HA TEMPI COMICI PERFETTI, CON IL “FRATACCHIONE” A FAZIO SI E’ SUPERATO. DOVEVO FARE I CONCERTI CON L'ORCHESTRA ITALIANA MA E’ TUTTO FERMO. SONO PREOCCUPATO PER MUSICISTI E ORCHESTRALI: SE NON SUONANO NON GUADAGNANO. SONO STATI DIMENTICATI DAL GOVERNO, CONTE HA DEFINITO GLI ARTISTI "PERSONE CHE CI FANNO DIVERTIRE". SÌ, MA SONO LAVORATORI COME GLI ALTRI, E HANNO DIRITTI PURE LORO”

Silvia Fumarola per “la Repubblica”

 

RENZO ARBORE IN COLLEGAMENTO CON DA NOI A RUOTA LIBERA 1

Insiste sul concetto dell' allegria «perché nei periodi difficili è importante ritrovarla, aiuta a vivere e a guardare al futuro». Renzo Arbore, 82 anni, luminare di goliardia, fan del nonsense, dice che la cosa più importante è regalare sorrisi. Torna in tv con un varietà dal titolo che è tutto un programma, Striminzitic show , dall' 8 giugno su Rai 2; debutto in prima serata (due ore), quindi venti appuntamenti quotidiani notturni di un' ora. Complici: il regista Luca Nannini, il suo autore storico, Ugo Porcelli e l'amico Gegè Telesforo, che lo accompagna nel viaggio tra i successi della carriera (celebrata nel libro La rivoluzione gentile di Vassily Sortino, appena uscito).

RENZO ARBORE CON IL CARTONATO DI GIANNI BONCOMPAGNI

 

Arbore, di striminzito in questo show però c' è poco.

«Stando a casa mia con due cameramen, senza studio, per me è un programma "domestic" e "striminzitic". È davvero una scommessa. Solo l' idea di aver fatto tutte le riunioni su Zoom, lavorando a distanza, è un esperimento: giovedì ci siamo incontrati tutti insieme per la prima volta».

 

Che significa per lei tornare in tv?

«Tornare al mio lavoro in Rai, che considero la mia milizia. Stiamo attingendo da ben diciotto format, da Speciale per voi fino a Non è la Bbc . Nella mia vita ho fatto malefatte di ogni tipo: sono andato a Sanremo, ho fatto due film, gli show, i concerti; guardando indietro non posso lamentarmi. Gli altri sono ottimi amministratori, io mi considero un creativo».

renzo arbore foto di bacco (3)

 

Come ha organizzato le puntate di "Striminzitic"? Per temi, personaggi, anni?

«No no. Il mio è un "Arbore & friends", un pot-pourri di follie con colleghi amici. Frassica fa così ridere, e gli sono grato per questo. Sono momenti selezionati anche dal Renzo Arbore Channel, il mio canale che è pieno di curiosità. Ma non è Storia di un italiano, sono frammenti di tv da rivedere».

 

Con che spirito nasce?

«Super positivo: la gente ha bisogno di sorridere. Sui social, chi vede il Renzo Arbore Channel mi scrive: "Grazie per il sorriso". Distrarsi un po' nel momento in cui siamo preoccupati è fondamentale; il mio compito è intrattenere il pubblico. Amo la tv, sono il primo divoratore di programmi».

renzo arbore foto di bacco (5)

 

Anche quelli di politica?

«Non partecipo all' agone ma sono un avido telespettatore di talk show, basandomi sempre sul principio del "pasqualismo" di Totò: "Vediamo dove vogliono arrivare". Conosce la gag, no? Totò incontra un tizio che lo riempie di schiaffi, gli grida: "Pasquale tieni questo, figlio di un cane, beccati 'sto cazzotto". Lui invece di difendersi, ride. A Mario Castellani che chiede: "Perché non hai reagito?", risponde: "Che importa, mica sono Pasquale, chissà 'sto stupido dove vuole arrivare"».

 

Criticano tutti la tv, lei no.

«Abbiamo avuto la televisione più bella del mondo, quella di Bernabei e di Agnes, la Rai di Cattaneo e anche quella della Moratti che guardava con attenzione all' intrattenimento. Gli americani e gli inglesi se la sognano una tv come la nostra».

 

RENZO ARBORE E L ORCHESTRA ITALIANA

Coltiva la nostalgia?

«No, penso che dobbiamo inventare un linguaggio nuovo per l' intrattenimento. In questi mesi la tv ci ha tenuto compagnia, sono aumentati gli ascolti e qualche riflessione va fatta. Il bordello di prima, ovvero i costumi diventati troppo vivaci - per dirla elegantemente - deve finire; adesso bisogna ragionare, capire che non si vive di solo gossip, risse verbali e cattiverie».

 

I mesi di lockdown cosa ci hanno insegnato?

«Che conta la competenza, ringrazio chi si è messo al servizio del paese. Ma la guerra no, non è paragonabile all' emergenza coronavirus. Io venivo da una famiglia benestante e durante la guerra non mangiavamo, vivevamo nel terrore dei bombardamenti, al buio... La fame e quella paura non te le scordi per il resto della vita. Io - lo dico col massimo rispetto nei confronti di chi ha perso i propri cari - resto un positive thinker. Vedo il bicchiere mezzo pieno: abbiamo ancora l' ansia addosso, ma ci riprenderemo».

 

RENZO ARBORE E L ORCHESTRA ITALIANA

Pensa anche che siamo diventati più buoni?

«Non lo so. Ma forse riusciremo a recuperare l' educazione, che non è una parola antica legata all' uso delle posate da pesce; è il gesto di togliersi il cappello per salutare anche se non ci si conosce, come succede a Napoli».

 

È fiducioso sul futuro dello spettacolo dal vivo?

«Dovevo fare i concerti con l' Orchestra italiana, ne abbiamo fatti 1500, dalla Cina all' Australia. Tutto fermo. Sono preoccupato per i miei musicisti e per tutti gli orchestrali: se non suonano non guadagnano. Sono stati dimenticati dal governo, Conte ha buttato un occhio, ha definito gli artisti "persone che ci fanno divertire". Sì, di sicuro fanno divertire ma sono lavoratori come gli altri, e hanno diritti pure loro».

 

renzo arbore

Il personaggio del momento?

«Vincenzo De Luca, formidabile. Tempi comici perfetti, dopo aver chiamato "fratacchione" Fabio Fazio ha superato se stesso».

 

Chi è il suo erede?

«Fiorello. Perché improvvisa e perché porta l' allegria: lo sento il più vicino a me. Alla radio mi piacciono Lillo e Greg, e mi sento in sintonia con Elio (con e senza le Storie tese)».

 

Un rimpianto?

«Forse quello di non essermi fatto una famiglia mia. Ma ho i nipoti, i ragazzi dell' orchestra e gli amici, i miei "arborigeni". Con loro non mi sento mai solo».

arbore, marenco e boncompagni

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…