cochi renato

“LA GENTE CREDE CHE SIA MORTO…” – COCHI PONZONI SI RACCONTA IN UNA BIOGRAFIA: "TRA ME E RENATO NON C' È STATA ALCUNA LITE, SIAMO SEMPRE AMICI" – LE NOTTI DEL DERBY, LA MALAVITA “ROMANTICA”, GABER, JANNACCI (“QUANDO E’ MORTO E’ COME SE AVESSI PERSO UNA GAMBA”), ALBERTO SORDI E QUELLA SCAZZOTTATA DI TEO TEOCOLI IN UN CIRCOLO DI FASCISTI - 'LA GALLINA'? ANCORA OGGI NÉ IO NÉ RENATO ABBIAMO CAPITO DEL PERCHÉ LA CANZONE È COSÌ AMATA" – VIDEO

Alessandro Ferrucci per “il Fatto Quotidiano”

 

COCHI E RENATO

Alla classica agitazione, magari ansia da prestazione (attoriale), all' immancabile reflusso gastrico, alle scaramanzie, alle cene dove è opportuno presenziare, ai dati di ascolto o di botteghino, Cochi Ponzoni risponde stupito: "Non ho mai un incubo. Mia moglie sostiene che ogni tanto la notte scoppio a ridere; spesso anche i miei sogni sono umoristici".

 

Quindi riflette, prima con gli occhi, poi con la testa, e continua: "Mi sono veramente divertito".

E così la vita (l' è bela) del 78enne Cochi è come una perenne parte ragionata di un copione cesellato oltre le sue aspettative, quasi da diventare una commedia in stile hollywoodiano: l' amico d' infanzia è ancora tale (Renato Pozzetto), poi il gruppetto del bar composto dal gotha dell' intellighenzia milanese (Lucio Fontana, Dino Buzzati, Luciano Bianciardi e Piero Manzoni); alcuni "maestri" niente male (Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Dario Fo) e alla fine "ho realizzato esattamente la carriera che desideravo".

 

Aggiungiamo: dopo cinquanta e passa anni di palco, televisione e cinema, il duo Cochi e Renato resta sinonimo di avanguardia della risata, di sperimentazione, di surrealismo non ancora superato, tanto da dedicargli studi, puntate sulla Rai (benedetto Techetechetè), libri, l' ultimo dei quali è La biografia intelligente (di Andrea Ciaffaroni e Sandro Paté per Sagoma editore), nel quale oltre a parlare con i due protagonisti, si dà voce agli amici e ai colleghi del periodo.

COCHI E RENATO LIBRO

 

Senza ansia, è una rarità.

Sempre stato un incosciente, non ho mai subito particolarmente le difficoltà; eppure l' esordio è arrivato prestissimo: già a 14 anni mi esibivo all' oratorio con canzoni popolari, alcune anarcoidi.

 

E andava per locali

Quello poco dopo: a 16 anni uscivo la sera con Renato; noi due avevamo molta libertà di movimento, forse troppa, tornavamo a casa tardissimo, e solo ogni tanto ho preso qualche cazzotto da mia madre. Ma veramente ogni tanto, perché non si preoccupava, infatti è morta a 101 anni (riflette). E così ho conosciuto sia Gaber che Jannacci.

 

Gaber era il suo insegnante di chitarra.

Esatto, ed è stato proprio Giorgio a presentarmi Enzo: una sera entro in un locale e lo trovo avvolto dal suo pianoforte. Appena l' ho sentito cantare, me ne sono innamorato, le sue parole arrivavano da un' altra dimensione personale, culturale e morale.

 

Addirittura.

Enzo è stato un punto di riferimento, ci ha regalato la sua amicizia e ci ha insegnato la disciplina; e poi ci passava dei testi importanti da leggere come Mrozek, Ionesco o gli autori russi.

 

Scuola di vita.

cochi e renato

All' inizio teneva anche i contatti per noi, ci aiutava nella produzione e senza mai interessarsi a un ritorno economico. Era solo per amicizia. Ed è grazie a lui se siamo riusciti a firmare per la Rca, a Roma.

 

Allora, una potenza.

Ricordo un appuntamento proprio a Roma, e dai discografici: Enzo porta Vengo anch' io, no tu no, e noi La gallina. Entrambi i brani li ascolta un celebre conduttore radiofonico e resta totalmente inorridito.

 

E …

Organizzano una riunione con tutti i dirigenti, e lì Enzo parte con un monologo di dieci minuti, un monologo completamente incomprensibile, una sorta di supercazzola in stile Amici miei, dove ogni tanto si comprendeva un vocabolo, solo uno, fino a concludere il tutto con un moto d' imperio: "Per noi va bene così". Discorso chiuso.

 

Aveva ragione Jannacci.

cochi e renato

Eccome, poi si sono tramutati in due grandi successi anche se ancora oggi né io né Renato abbiamo capito del perché La gallina è così amata (cambia tono). Davvero, Enzo ci seguiva solo per amore, una volta ho sentito una telefonata paradossale, nella quale rifiutava un paio di ingaggi importanti e solo "perché devo stare con Cochi e Renato".

 

Anche Jannacci partecipava alle vostre prime esibizioni al bar?

Era un ambiente multicolore: c' era quello di passaggio, quello stabile, il gruppo di amici, amici improvvisati, e lì si creava inconsapevolmente e altrettanto inconsapevolmente acquisivamo i primi rudimenti di un mestiere, fino a quando ci hanno consigliato di riproporre su un palco vero le scenette che improvvisavamo tra quei tavolini.

 

Vi interessava la politica?

In quegli anni tutto era politica (ride). Comunque allora potevi cadere in qualunque situazione: ci ingaggiano per una serata ad Arezzo, era di lunedì, quindi giorno di pausa, e con un buon cachet. Ci ritroviamo sul palco di un circolo culturale, io e Renato iniziamo, ma neanche una risata. Gelo in sala.

 

memo remigi cochi ponzoni foto di bacco

Tocca a Jannacci che intona Il primo furto non si scorda mai, in cui c' è una strofa che recita "quel tacchino micidiale era un' aquila imperiale", con chiaro riferimento ironico al fascio.

 

E qui applausi, ad Arezzo.

Al contrario iniziano a piovere monetine e insulti sempre più pesanti, un crescendo, fino a quando Teocoli, presente in platea, si lancia in una scazzottata incredibile. Da solo. E conclusa con un bel viaggio insieme alla celere.

 

Addirittura.

Non avevamo capito che quello era un circolo di fascisti che si chiamava "Giovani d' Italia": eravamo finiti in una trappola.

 

Che trappola?

Scritturati per umiliarci.

RENATO POZZETTO

 

Qualcosa di simile la racconta Jacopo Fo nel libro dedicato ai genitori.

Allora poteva accadere (cambia tono). Dario ci ha regalato momenti irripetibili e, dietro alla reale bellezza o apparente leggerezza, nascevano vere lezioni di teatro che si tramutavano in strumenti di vita.

 

Un esempio.

All' inizio dell' estate, io e Renato scappavamo da Milano per raggiungere Dario e Franca Rome a Cesenatico; un giorno, in spiaggia, proprio Dario si alza in piedi, si piazza sul bagnasciuga e poco dopo inizia a gridare di un naufragio all' orizzonte. Ed era convincente.

cochi ponzoni foto di bacco (2)

 

Quindi I turisti iniziano a fermarsi e in pochissimo tempo si raduna un gruppetto di persone; noi due capiamo la situazione, ci alziamo e offriamo il nostro contributo: qualcuno dei presenti ipotizzava la presenza reale di quel naufragio, una sorta si suggestione collettiva e indotta.

Così all' improvviso siamo stati protagonisti di una grande lezione di recitazione: l' attore deve far credere, credendoci. Ah, ovviamente c' era Jannacci.

 

Sempre insieme.

Come dicevo, eravamo un gruppo indissolubile di amici, sodali, parenti non di sangue. Quando è morto Enzo è come se avessi perso una gamba (Sorride). Un anno siamo partiti per l' India e il viaggio è durato un mese, ci sentivamo come i Beatles.

 

Torniamo al bar: in quel gruppo c' erano Manzoni, Fontana e Buzzati Ed era normale proseguire insieme fino a mattina, invertire la notte con il giorno e magari crollare per il sonno sui banchi di scuola. Manzoni folle.

 

Aveva una concezione propria del pericolo, da artista sentiva l' esigenza di affrontare in faccia i rischi; personalità come la sua hanno gonfiato il nostro coraggio con la loro filosofia di vita e relativizzato una concezione del mondo che già a Milano si stava avviando verso una mera valutazione economica.

 

RENATO POZZETTO 4

Il "Derby".

Un successo esagerato, ma i nomi in scena allora erano importanti: su uno stesso palco salivamo io e Renato, poi Felice Andreasi, Lino Toffolo, Enzo Jannacci e Bruno Lauzi. In certe fasi avevamo tre spettacoli nella stessa serata e la fila fuori di due o trecento persone.

 

Come avete impiegato i primi soldi guadagnati?

Ci siamo sposati tutti e due e a distanza di una settimana: non potevamo insieme per non interrompere il lavoro.

 

Nel libro dichiara: "Perfino la malavita era romantica".

Di alcuni sapevamo che erano ladri o truffatori, ma possedevano uno spirito dissacrante e una forza rara; era gente del popolo, era antropologia, personalità di ringhiera, e da loro abbiamo "rubato" parte del nostro linguaggio.

 

Un suo difetto?

giorgio gaber

Sono pigro, se potessi non combinerei nulla: per me il massimo è restare in casa per suonare la chitarra.

 

Con voi la chitarra è stata spesso protagonista in tv In quel contesto non sempre ci hanno capito.

All' inizio non sempre era semplice. A volte potevamo suscitare sentimenti di fastidio, apparire come dei pazzi, ma siamo riusciti a far passare dei messaggi per allora rivoluzionari.

Tipo?

giorgio gaber 8

Negli sketch dedicati alla scuola, i dirigenti della Rai non avevano capito che una delle scenette era incentrata su un professore povero che cercava di farsi corrompere da un genitore facoltoso, quella del "bravo 7+". Ancora sorrido se penso agli occhi sbarrati del pubblico seduto in platea.

 

Quando è tornato in tv nel 1992, Paolo Rossi ha detto: "Nella vita dell' uomo ci sono tre misteri: cosa ha fatto Gesù da 12 ai 30 anni; cosa ha fatto Silvio Berlusconi dal 1960 al 1975; cosa ha fatto Cochi Ponzoni dal 1979 a oggi".

Poco prima della trasmissione gli avevo confidato un episodio del giorno precedente: ero entrato in un grande magazzino, e mi sentivo osservato. Nulla di strano, ero abituato. Però la commessa insisteva e con uno sguardo strabuzzato: "Perché mi guarda così?", le domando. E la ragazza: "Credevo fosse morto".

 

giorgio gaber e enzo jannacci

Conta la tv

Sì, la televisione è il parametro, e su di me in parte lo capisco: dal 1968 al 1974 come Cochi e Renato, siamo stati molto presenti, con programmi da 30 milioni di telespettatori, numeri che oggi non esistono più.

 

E poi?

Io e Renato abbiamo preso strade differenti, ma in amicizia, ognuno con le sue scelte, e in quel periodo avevo scoperto il teatro di prosa, avevo conosciuto Ennio Flaiano.

 

Mentre Pozzetto ha puntato sul cinema.

I film li hanno proposti anche a me, qualcuno l' ho accettato, ma erano gli scollacciati dell' epoca, quelli con la Fenech perennemente sotto la doccia, e mi sono subito fermato.

GABER JANNACCI E DARIO FO

 

Prima però ha partecipato a Il Marchese del Grillo con Alberto Sordi.

Con Sordi anni prima avevo girato Il comune senso del pudore, e già allora avevo scoperto un uomo con un lato umano spiccatissimo, lontano da quella leggenda di tirchio.

 

Solo leggenda.

TEOCOLI

Un giorno gli ho domandato di questa storia, e lui: "Mo' te lo spiego: la mia è stata una gavetta pazzesca, ero un morto di fame. Quando sono diventato famoso hanno iniziato a rompermi le palle, tutti avevano una nonna malata da curare, e così sono stato costretto a difendermi".

 

Lei si è difeso?

Per me è differente, negli anni Settanta la svolta professionale mi ha portato altrove, e come ho raccontato prima, per alcuni non sono esistito più.

Non le è dispiaciuto.

E perché? È stata una scelta consapevole, e come entrambi abbiamo ripetuto all' infinito, tra me e Renato non c' è stata alcuna lite, siamo sempre amici come a pochi capita.

 

Lei si sente un 78enne?

(Ride a lungo) No, assolutamente, e questo è il mio problema.

POZZETTO PONZONI JANNACCITEOCOLI POZZETTOteo teocoliEnzo Jannacci al Derby tra i suoi “figli” tra cui Ernst Thole, Abatantuono, Boldi e Faletticochi ponzoni foto di bacco (1)

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…