paolo sorrentino e' stata la mano di dio

IL NOSTRO COMPITO AL MONDO NON È DI AVERE SUCCESSO, MA DI FALLIRE NELLE MIGLIORI CONDIZIONI POSSIBILI” – LA LEZIONE DI PAOLO SORRENTINO DOPO IL MANCATO BIS ALL’OSCAR: “NON C'ERANO SPERANZE PER IL MIO PICCOLO FILM, ORMAI CONOSCO LE PROCEDURE DI ENTUSIASMO INTORNO A UN'OPERA. IL PROGETTO PRINCIPALE ADESSO? RIPOSARE, COMINCIO E A ESSERE GRANDICELLO. LO SCHIAFFO? NON L'HO VISTO, ERO A FUMARE. E COMUNQUE MI FACCIO I FATTI MIEI, OGNUNO SI FA GLI SCHIAFFI SUOI…” - VIDEO

 

Stefania Ulivi per il “Corriere della Sera”

 

paolo sorrentino alla notte degli oscar 1

«Il nostro compito al mondo non è di avere successo, ma di fallire nelle migliori condizioni possibili». Paolo Sorrentino la butta sul filosofico. Sornione, cita Robert Louis Stevenson, all'indomani del mancato bis dell'Oscar per il miglior film internazionale con È stata la mano di Dio , la sua opera più personale, otto anni dopo quello per La grande bellezza .

 

e' stata la mano di dio

I giurati degli Academy Awards gli hanno preferito Drive my car che il regista giapponese Ryûsuke Hamaguchi ha tratto da un racconto di Haruki Murakami. «Avevo capito già da qualche mese che non c'erano speranze per il mio piccolo film, ormai conosco le procedure di entusiasmo intorno a un'opera. Allora furono per La grande bellezza , quest' anno ho visto crescere l'interesse intorno a Drive my car , peraltro film bellissimo. Sono felice di come è andata. Entrare in cinquina è veramente una vittoria. Ha grosse ricadute sulle possibilità di creare le condizioni migliori per andare avanti».

paolo sorrentino e filippo scotti

 

La sua prossima tappa, assicura il regista, è recuperare le energie dopo il tour de force promozionale iniziato a fine estate, Venezia 78 dove ha vinto il Leone d'argento Gran premio della giuria. «Il progetto principale adesso è riposare. Ci sono tante cose che sono in piedi. Ma non ho questa fretta di tornare a girare, comincio a essere grandicello e penso sia meglio fare i film con calma, diradare la presenza».

 

Lo stato d'animo a Los Angeles è stato diverso dalla prima volta, racconta. «Innanzi tutto per quello che stiamo vivendo. Non era certo il momento ideale per gli Oscar. Il peso della guerra, così vicina per noi europei, si è fatto sentire, era un po' imbarazzante festeggiare». Come tanti colleghi, sulla giacca portava il nastrino blu in segno di solidarietà con i profughi ucraini.

 

paolo sorrentino 2

«Da cittadino sono contro la guerra, come tutte le persone ragionevoli». Il 2014 sembra più lontano di quanto non sia in realtà. «È cambiato tutto. La pandemia ha fatto da spartiacque. La stessa Hollywood oggi risulta meno brillante, meno attrattiva. E mi pare che questa sia stata un'edizione un po' sottotono».

 

paolo sorrentino alla notte degli oscar

Fosse stato per lui, avrebbe fatto vincere Licorice pizza di Paul Thomas Anderson. Un romanzo di formazione di due ragazzi che potrebbero essere amici del Fabietto di È stata la mano di Dio, interpretato da Filippo Scotti. «Mi sono divertito a osservare come si muoveva in questo mondo, con grande velocità. Filippo è una ventata di divertimento. Nel 2014 io lo guardavo con la lente della meraviglia. Questa volta ho lasciato spazio all'ironia, che è più vicino al mio modo di vedere la vita».

 

e' stata la mano di dio

Che mette in pratica di fronte la, inevitabile, domanda sull'affaire Smith-Rock. «Lo schiaffo? Non l'ho visto. Io in quel momento avevo trovato un delizioso angolo dove fumare. E comunque mi faccio i fatti miei, ognuno si fa gli schiaffi suoi». La trasferta americana si chiude qui. «In questi mesi ho mostrato il film a colleghi che stimo molto, Guillermo Del Toro, Alfonso Cuarón, Julian Schnabel.

 

Sorrentino - e' stata la mano di dio

E la collaborazione con Neflix è stata fruttuosa». Comunque, la banda Sorrentino - la moglie Daniela, i figli, Anna e Carlo Luisa Ranieri con il marito Luca Zingaretti, Scotti - ha festeggiato. «Dopo la cerimonia ho fatto tardissimo con mio figlio, l'ho portato a una festa privata dove c'erano musicisti che io non conoscevo ma per lui importantissimi».

 

e' stata la mano di dio paolo sorrentino 8paolo sorrentino sul set di e' stata la mano di dio paolo sorrentinoe' stata la mano di dio paolo sorrentino 6e' stata la mano di dio paolo sorrentino 23e' stata la mano di dio paolo sorrentino 22e' stata la mano di dio paolo sorrentino 25e' stata la mano di dio paolo sorrentino 20e' stata la mano di dio paolo sorrentino 24e' stata la mano di dio paolo sorrentino 7e' stata la mano di dio paolo sorrentino 27e' stata la mano di dio paolo sorrentino 29e' stata la mano di dio paolo sorrentino 3e' stata la mano di dio paolo sorrentino 5e' stata la mano di dio paolo sorrentino 4Paolo Sorrentino sul set de La Mano di Diopaolo sorrentino 5i genitori di paolo sorrentinopaolo sorrentinopaolo sorrentino 2paolo sorrentinopaolo sorrentino

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…