harry meghan documentario

“PRIMA DI INCONTRARE MEGHAN ERO RAZZISTA” – LA BIOGRAFIA DEL PRINCIPE HARRY È UN POZZO SENZA FONDO DI SPUTTANAMENTI: “UN SACCO DI GENTE INTORNO A ME USAVA EPITETI RAZZISTI” (CHI? FUORI I NOMI) – IL RACCONTO DI QUANDO HA PERSO LA VERGINITÀ IN UN CAMPO DIETRO UN PUB – L’EDITORE DEL LIBRO, PER RIENTRARE DEI 20 MILIONI CHE HA ANTICIPATO AD HARRY, DOVRÀ VENDERE 1,7 MILIONI DI COPIE

1. "ERO RAZZISTA PRIMA DI INCONTRARE MEGHAN": LA NUOVA RIVELAZIONE DI HARRY, MENTRE RE CARLO VORREBBE RIAPPACIFICARSI

Estratto dell’articolo di Enrico Franceschini per www.repubblica.it

 

spare l autobiografia del principe harry

Il principe Harry ammette di avere avuto atteggiamenti razzisti prima di incontrare Meghan Markle, lasciando intendere che è stato il rapporto e poi il matrimonio con l'attrice di madre afroamericana a farlo diventare più consapevole d quanto questo fosse sbagliato e a fargli cambiare comportamento. 

 

"Ero probabilmente un bigotto prima della mia relazione con Meghan" afferma il duca del Sussex, in una nuova anticipazione dell'intervista con Anderson Cooper che sarà trasmessa dalla rete americana Cnn in vista della pubblicazione di Spare - il minore, titolo italiano della sua autobiografia, in uscita martedì in tutto il mondo.

 

In questo caso Harry usa il termine "bigotto" nel senso di discriminazione sulla base della razza, anche se la parola può riferirsi a discriminazioni che includono il genere sessuale, la religione o altre convinzioni personali, e in inglese viene spesso usata come sinonimo di razzista.

 

principe william e principe harry

Fra le rivelazioni del suo libro, il principe afferma di essere cresciuto ascoltando epiteti razzisti da "un sacco di gente" intorno a lui. Parlando di un noto episodio, quando nel 2009, mentre serviva nell'esercito, si rivolse a un commilitone di origine asiatica definendolo "il mio piccolo amico paki", un'espressione derogatoria e razzista in Gran Bretagna, Harry ricorda: "Non sapevo che fosse un insulto. 

 

Quando ero piccolo sentivo usare quella parola da un sacco di persone e non avevo mai visto nessuno sollevare obiezioni, per cui non pensavo che fosse un termine razzista. Avevo 21 anni, ero isolato dal mondo e circondato di previlegi, credevo che fosse una parola innocua, come dire yankee". […]

principe harry e meghan markle 3

 

Tra le altre nuove rivelazioni anticipate oggi dai giornali inglesi sulla base della edizione spagnola dell'autobiografia, pubblicata per sbaglio in anticipo di qualche giorno, ci sono quelle che Harry teneva un ciuffo di capelli della madre Diana sul comodino, nella convinzione che li avrebbe aiutati a concepire un figlio, e disse a William "puzzi di rhum" prima di entrare in chiesa per fargli da testimone al matrimonio del fratello con Kate. 

 

Intanto il Daily Mail crede di avere individuato chi fosse la donna con cui Harry racconta di avere "perso la verginità in un campo dietro un pub": nel libro non la identifica, ma scrive che era più grande di lui e aveva un grande amore per i cavalli, due indizi che secondo il tabloid britannico corrispondono a Suzannah Harvey, che ha sei anni più di Harry, è una appassionata cavallerizza e una volta confessò di averlo appassionatamente baciato su un prato pieno di fango. Interpellata dal Mail, l'ex-modella si è rifiutata di fare commenti.

principe harry e meghan markle 2

 

Sempre secondo il Mail e un altro tabloid, il Daily Express, che citano entrambi fonti di Buckingham Palace, re Carlo III sarebbe pronto a riappacificarsi con Harry, nonostante le polemiche provocate dal libro e dalle interviste che ne accompagnano il lancio. "Deve solo telefonarmi", titola in prima pagina l'Express, attribuendo la frase al sovrano, con il sottinteso che poi sarebbe pace fatta. […]

 

 

 

2. MARTEDÌ IN USCITA L’AUTOBIOGRAFIA «SPARE»: COSÌ IL GHOST-WRITER DI AGASSI HA STRAPPATO LA VERITÀ A HARRY

Irene Soave per www.corriere.it

 

principe harry e meghan markle 1

La scommessa economica è ardita: 20 milioni di dollari di anticipo, per rientrare dei quali l’editore — Penguin Random House — dovrà vendere almeno 1,7 milioni di copie. Il prezzo di copertina, nei Paesi anglofoni, è da tomo universitario: 35 euro (in Italia 25). E la storia sembrerebbe stranota: della propria vita il principe Harry ha parlato già a marzo scorso in una lunga intervista a Oprah Winfrey, e a fine 2022 in una docuserie Netflix giudicata dagli appassionati perlomeno povera di rivelazioni.

 

Eppure Spare, l’autobiografia del duca di Sussex in uscita martedì in tutto il mondo (in Italia per Mondadori, volta in italiano velocissimamente da un tandem di quattro traduttrici e intitolata Il minore), resta attesissima. 

 

Dalle molte anticipazioni che in questi giorni hanno bucato l’embargo degli editori (e forse disturbato, oltre alla Casa reale, anche i produttori di Netflix che non le hanno avute) Spare sembra riuscire nell’impresa sfuggita, finora, persino alla grande Oprah: quella di restituire al pubblico un ritratto del principe Harry più completo e forse persino simpatico di quanto il principe stesso sia mai riuscito a fare, parlando di sé. L’ingrediente segreto si chiama J. R. Moehringer.

intervista principe harry 6

 

intervista principe harry 4

 

documentario harry e meghan 31

 

documentario harry e meghan 24

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…