giovanni floris

“LA RESPONSABILITÀ COLLETTIVA E LA LIBERTÀ DIVENTANO UN LIMITE. ABBATTERLO APRE LE PORTE A UN MONDO CHE NON È DETTO CI PIACERÀ” – L’INTERVISTA DI ALDO CAZZULLO A GIOVANNI FLORIS: “GIUSTO DARE VOCE ANCHE AI NO VAX E PRO PUTIN. I TALK ESISTONO PER METTERE A CONFRONTO IDEE DIVERSE” - "LA LOGICA DEL CONVIENE O NON CONVIENE STA PRENDENDO SEMPRE PIÙ IL POSTO DI GIUSTO O SBAGLIATO. SE CI FOSSE UN EQUILIBRIO SAREBBE UNA BUONA COSA” – "LA DESTRA VINCERÀ LE PROSSIME ELEZIONI? PROBABILE, MA NON SO SE RIUSCIRÀ A GOVERNARE. DIPENDERÀ DA BERLUSCONI..."

GIOVANNI FLORIS

Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera”

 

Giovanni Floris, è giusto dare voce in tv ieri ai No Vax, oggi ai Pro Putin?

«In linea di principio, sì. Ogni voce va ascoltata. I talk esistono proprio per questo: mettere a confronto idee diverse».

 

Ha notato che a volte sono le stesse persone?

«Certo; e la cosa non deve stupire. Il no ai vaccini e il tifo spesso inconfessato per Putin sono il frutto del medesimo fenomeno culturale e politico: l'opposizione al sistema. E come chiudere gli occhi di fronte a questo fenomeno? Come si fa a non raccontarlo?».

 

Non trova insopportabile il narcisismo da talk?

«Non confonda l'effetto con la causa. Quelli che lei chiama narcisi sono il prodotto della trasformazione del Paese; non l'origine».

giovanni floris dimartedi'

 

Alcuni sono assurti al rango di personaggi di culto.

«Ci sono due filoni. Gli antisistema, che alla razionalità e alla sua banale semplicità oppongono l'idea del complotto. E allora c'è il complotto della scienza, che vuole imporci il vaccino; e c'è il complotto dell'Occidente, che vuole alimentare la guerra».

 

E l'altro filone?

«Mi pare ancora più interessante, anche perché finora se n'è parlato poco. È il filone iper-realista, o della convenienza».

giovanni floris foto di bacco (1)

 

Mi faccia un esempio dello spirito di convenienza applicato al vaccino.

«A me, che sono giovane, vaccinarmi non conviene, perché il Covid non mi fa nulla. L'idea che serva alla società, agli altri, non viene scartata; non viene proprio presa in considerazione».

 

E applicato alla guerra?

«Gli ucraini devono difendere o no il proprio Paese? Non gli conviene. Meglio far entrare Putin. Perderebbero la libertà? Pazienza; resterebbero vivi: è più conveniente. Non sto parlando di strategie per la pace, non voglio dire se sia giusto o sbagliato armare gli ucraini...».

 

giovanni floris 11

Me lo dica invece: è giusto?

«Certo che è giusto armare i resistenti ucraini. Così come è giusto portare Putin al tavolo delle trattative, a costo di chiamarlo venti volte al giorno, come ha spiegato Macron nell'intervista al Corriere ; altrimenti, se non lo chiamano i leader democratici, lo chiameranno gli asiatici. Bisogna contrastare la dinamica dell'escalation. La colpa dell'Europa è non aver disinnescato Putin prima che agisse incontrastato; ora sarebbe giusto che qualcuno dei tanti suoi amici che ho visto sfilare in questi anni gli telefonasse... Ma quel che a me interessa, come giornalista, è riflettere su un modo di pensare».

 

Cioè?

giovanni floris 10

«La logica del conviene o non conviene sta prendendo sempre più il posto di giusto o sbagliato. Se ci fosse un equilibrio tra le due logiche sarebbe una buona cosa; se passa solo la prima, si salva il singolo, ma si trasforma il suo mondo. Diventa accettabile un mondo in cui muore il vecchietto, in cui si può cedere la libertà, in cui la convenienza decide chi e che cosa resta in piedi. La responsabilità collettiva, la libertà stessa diventano un limite; e abbatterlo apre le porte a un mondo che non è detto ci piacerà».

giovanni floris 12

 

Che mondo sarebbe?

«Appunto: non avere più alcuna empatia per il partigiano morto per la libertà, a cosa porta? Fare il Covid in forma leggera, infischiandosene se intanto muoiono un po' di vecchietti, a cosa porta? Forse alla salvezza di diversi singoli; ma probabilmente alla perdizione di molti. Di sicuro, alla dissoluzione dei soggetti collettivi: i sindacati, i partiti, in prospettiva i popoli. Tutto può diventare conveniente, anche far decidere della propria vita ad altri. Magari al dittatore, all'invasore. Dipende cosa offre in cambio. Ad esempio, la vita in cambio della libertà».

 

Non è sempre stato così?

«No. Noi da piccoli facevamo le file a scuola, o al militare, per farci vaccinare. I nostri figli, cui stiamo oggi dando l'esempio, si metterebbero nella stessa fila? Qualcuno di noi si è fatto ammonire per il bene della squadra, ed evitare un gol dell'attaccante avversario. I nostri figli lo farebbero? Lascerebbero l'ultima fetta di dolce alla madre? E di cosa sa il dolce, se te lo mangi tutto tu, e alla tua famiglia non lasci nulla?».

giovanni floris

 

 I politici che lei invita da anni al suo talk non hanno sempre avuto come bussola la propria convenienza personale? 

«Certo; ma in un quadro generale. Ora si sta proprio perdendo il quadro». 

 

Lei però ha i suoi ospiti preferiti. Ad esempio Bersani. 

«Bersani possiede la chiave di Calvino: ti spiega con leggerezza le cose difficili». 

 

Lei ha pure una passione per la Fornero.

 «Una donna che si è messa in gioco, e a differenza di altri ministri di Monti non è sparita». 

 

giovanni floris 1

E poi Ilaria Capua. 

«Lei, come Barbara Gallavotti, ha saputo spiegare la scienza con umanità». 

 

Ma non trova che nei talk funzionino soprattutto le maschere, meglio se introdotte da una musica circense? Il garantista, il giustizialista, e domani perché no il domatore o la donna barbuta?

 «È vero il contrario. Una puntata fatta di sole maschere andrà di sicuro male: come quei film dove capisci subito chi è l'assassino. L'ospite ideale è quello di cui non sai mai cosa potrà dire; e magari alla fine scopri che l'assassino è il detective. Non mi interessa la maschera; mi interessa il sincero. Puoi essere goffo, imbranato; ma se sei sincero il pubblico ti ascolterà». 

 

giovanni floris 5

Il suo pubblico è di sinistra? 

«Fin dai tempi di Ballarò , ci hanno sempre seguito di qua e di là. Ora è meglio, perché non c'è più la divisione in due campi; lo studio è diventato ovale o poligonale, e possiamo leggere la realtà nelle sue varie sfaccettature. Perché i talk, al di là delle malevolenze, sono un luogo di approfondimento culturale».

 

La destra guarda Mediaset? 

«Non solo la destra. Nicola Porro credo abbia un pubblico di moderati, di liberali. Ma sia Mario Giordano sia Paolo Del Debbio hanno molti spettatori di sinistra, o che una volta votavano a sinistra. Classi popolari. Tenga a mente che alcuni sondaggisti danno la Lega come il primo partito operaio d'Italia, molto sostenuto anche da chi fa volontariato». 

giovanni floris 7

 

La destra vincerà le prossime elezioni? 

«È probabile; ma non so se riuscirà a governare. Dipenderà da Berlusconi. E tutte le volte che Berlusconi ha dovuto scegliere - da Monti a Draghi, dai vaccini alla guerra - ha scelto di stare con il sistema, contro i populisti».

 

 Come va il suo duello personale con Bianca Berlinguer?

«I sardi non duellano. Ricorda il grido di guerra della brigata Sassari? Forza paris!». E cosa vuol dire? «Forza insieme».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...