piergiorgio bellocchio

“SI PUÒ E SI DEVE ESSER SERI SENZA ESSER NOIOSI. CON ALLEGRIA” – PIERGIORGIO BELLOCCHIO, CRITICO E INTELLETTUALE MORTO IERI, FU IL PRIMO DIRETTORE RESPONSABILE DI "LOTTA CONTINUA" MA SOPRATTUTTO IL FONDATORE DI "QUADERNI PIACENTINI" - FU IMPLICATO NEL CASO CHE INCHIODAVA DANIELE LUTTAZZI, REO, DOPO LA PUBBLICAZIONE DI "VA' DOVE TI PORTA IL CLITO", DI AVER PLAGIATO, CON AGGRAVANTE DI SATIRA, "VA' DOVE TI PORTA IL CUORE" DELLA TAMARO (CON LA QUALE SI SCHIERÒ BELLOCCHIO) – LA BORDATA A BERTOLUCCI PER NOVECENTO

Davide Brullo per “il Giornale”

 

PIERGIORGIO BELLOCCHIO

Nelle rare fotografie appare preoccupato, serio, sotto il lume della severità; di solito Piergiorgio Bellocchio veniva inscatolato nella didascalia «fratello del regista Marco». Nel film Marx può aspettare (2021), Marco Bellocchio, il regista, rievoca la storia del fratello Camillo, suicida nel dicembre del '68, a 29 anni; Piergiorgio, nato a Piacenza il 15 dicembre del 1931, era il più grande.

 

Nelle note pubblicate qua e là, rinvenibili in rete, di Piergiorgio Bellocchio si dice di tutto, tranne l'importante. Si ricorda che è stato il primo direttore responsabile di Lotta continua, nel '69: un incarico «di servizio», sostenuto senza partecipare ai lavori del giornale, che gli garantì tre mesi di carcere. Si legge che ha diretto per tre anni - dal 1977 al 1980 - la casa editrice Gulliver; che fu implicato nel «caso» che inchiodava Daniele Luttazzi, reo, dopo la pubblicazione di Va' dove ti porta il clito, di aver plagiato, con aggravante di satira, Va' dove ti porta il cuore della Tamaro.

 

PIERGIORGIO BELLOCCHIO

La Tamaro- con la quale si schierò Bellocchio - perse la causa; per Luttazzi tifavano, tra gli altri, Maria Corti, Omar Calabrese, Alberto Bertoni; qualcuno scrisse, senza errori, che il «tormentone» era francamente ridicolo. Così, di Piergiorgio Bellocchio si ricordano i libri minori - le «note di lettura» pubblicate nel 2020 da Quodlibet come Un seme di umanità, ad esempio - perché quelli maggiori sono ostinatamente dimenticati da un sistema editoriale che uccide i propri padri per omaggiarli quando sono nella tomba: la raccolta di racconti I piacevoli servi, stampata da Mondadori nel 1966, le raccolte di articoli distribuite in Dalla parte del torto (Einaudi, 1989), Eventualmente (Rizzoli, 1993), L'astuzia delle passioni (Rizzoli, 1995). «Non amo scrivere libri, non ne sono capace», diceva lui; aveva l'arguzia di un minatore del verbo, tetragono come un moralista mentre intorno sibila la ghigliottina.

QUADERNI PIACENTINI 11

 

A volte le cifre hanno più compassione degli uomini. Citato, spesso, per aver fondato Diario, insieme ad Alfonso Berardinelli, Piergiorgio Bellocchio è stato, soprattutto, l'ideatore di Quaderni piacentini: il primo numero uscì nel marzo del 1962, sessant' anni fa.

 

Il periodico, realizzato «a cura dei giovani della sinistra», si proponeva con «il carattere di "prova"», si presentava come «un foglio di battaglia, portata non solo all'esterno ma anche all'interno», con formula giornalistica rotonda: «Si può e si deve esser seri senza esser noiosi.Con allegria».

 

La testata - scabra, cruda, con rigore da samizdat - ricalca il viso di Pierluigi Bellocchio, ne è la fotocopia, l'anima, qualora vi si creda. Del primo numero di Quaderni piacentini - reperto più arcaico delle pitture di Lascaux - va letta la sulfurea rubrica «Da leggere. Da non leggere»: si consigliava L'uomo senza qualità di Musil, Casa Howard di Forster, La mia vita di Trockij, battezzando come inutili i saggi di Moravia e di Pasolini sull'India, La vacanza di Dacia Maraini e «tutta l'opera» di Jack Kerouac. Già da qui si rivela l'indole, indocile, di Bellocchio & Co.

quaderni piacentini

 

Dal secondo numero - 1 bis, aprile 1962- è Piergiorgio Bellocchio a orientare il genio critico: la segnalazione su Borges, «esempio di cosmopolitismo letterario dei più arditi e perfetti», è centrata («I suoi racconti barocchi accentuano spesso la precarietà della sorte dell'uomo ma ne illuminano anche tutta una serie di nuovi significati che dipende solo da noi tradurre in proposte di vita.

 

PIERGIORGIO BELLOCCHIO

Se ne costernino i pavidi, i pigri»); quella su Pier Paolo Pasolini è esatta, scritta oggi, soprattutto per la denuncia, limpida, senza livore, della palude culturale italica: «Va riconosciuto il merito a Pasolini di essere un personaggio: tutti i suoi libri sono sempre stati dei fatti, delle novità, nello squallido panorama della nostra letteratura fatta soprattutto di rimasticature, di promesse mancate, di abili e pigri rentier, di provincialismo... Pasolini, infine, non può che ripetersi. Per questo, nonostante l'autenticità del suo mondo e il suo grandissimo talento poetico... finisce col logorare rapidamente il mezzo espressivo impiegato».

 

daniele luttazzi cover

Alla sua rivista - di cultura, dunque, in seguito, "di culto" collaborarono, tra i tanti, Giancarlo Majorino, Franco Fortini, Giovanni Giudici, Giovanni Raboni, Goffredo Fofi, Franco Rella, Costanzo Preve. In un saggio A proposito di «Barry Lyndon», uscito nell'aprile del 1977, Bellocchio attaccava Novecento di Bertolucci, «un film irrilevante non tanto perché "faccia il gioco del PCI", ma in primo luogo perché è banale e noioso, non dà emozioni, non stimola nessuna facoltà critica». Vi si respirava una stregata libertà.

luttazzi

 

A chi scrive nel latte degli ingenui, scevro dai diktat della Storia, pare che Piergiorgio Bellocchio sia l'emblema di un tempo in cui contavano le idee prima delle ideologie. Poi, certo, c'è chi dice «militanza», parola stentorea, stinta dall'abuso; diciamo che chi non è per le passioni tristi e per il quieto vivere, per il grigiore del conformismo, per la cultura da salotto o da riunione di partito, altro dagli intellettuali con la sottana che velano di prepotenza la propria debolezza, è degno di essere santo subito.

BERTOLUCCI NOVECENTOPIergiorgio Bellocchionovecento di bernardo bertoluccidavide brulloPiergiorgio Bellocchio 2marx puo aspettarePiergiorgio Bellocchio 4marco bellocchio bellocchio cannesPIERGIORGIO BELLOCCHIO

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO