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“SIAMO VICINI AL PUNTO DI ROTTURA, SERVE SOSTEGNO” - LA FEDERAZIONE DEGLI EDITORI BATTE CASSA: “O SI INTERVIENE O IL SISTEMA VA A IMPOVERIRSI. NON CI SONO STATE PER ORA CHIUSURE SIGNIFICATE DI AZIENDE, MA CONOSCIAMO BENE I DATI” - IL CALO DELLE VENDITE DEI QUOTIDIANI È INARRESTABILE, A PARTIRE DAGLI ANNI '90 MA I RICAVI RESTANO LEGATI PRINCIPALMENTE ALLA VENDITA DELLE COPIE E ALLA PUBBLICITÀ SUL CARTACEO. IL FATTURATO MEDIO DEGLI EDITORI ITALIANI IN VENT'ANNI SI È RIDOTTO MEDIAMENTE DEL 50%: “SERVE UNA LEGGE DI SISTEMA, PER CINQUE ANNI, PER AVVIARE LA TRANSIZIONE CARTA-DIGITALE"

maurizio gasparri

(di Michele Cassano) (ANSA) - ROMA, 28 NOV - "O si interviene o il sistema va ulteriormente a impoverirsi. Non ci sono state per ora chiusure significate di aziende, ma conosciamo bene i dati e possiamo assicurare che siamo molto vicini a un punto di rottura". E' l'allarme lanciato dalla Federazione degli Editori nel corso del convegno 'Editoria e media nell'era digitale. Riflessioni sul futuro a 20 anni dalla Legge Gasparri', organizzato dal presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, in Senato.

 

Un quadro preoccupante, soprattutto per l'editoria locale, che - hanno rimarcato i rappresentanti delle aziende di settore - rischia di scomparire se non ci saranno interventi di sostegno pubblico e se non verranno approvate regole che consentano di competere in maniera equa con gli over the top. Il trend di discesa delle copie dei quotidiani - hanno rimarcato - è ormai chiaro e inarrestabile, a partire dagli anni '90.

 

ANDREA RIFFESER MONTI

Poi ancora con il covid c'è stato un ulteriore calo. Nel primo semestre di quest'anno, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, i quotidiani hanno perso poco meno del 10% di copie. I lettori non scendono grazie al web, ma i ricavi restano legati principalmente alla vendita delle copie e alla pubblicità sul cartaceo. Il fatturato medio degli editori italiani in vent'anni si è, così, ridotto mediamente del 50%.

 

 "L'editoria non è finita, si è trasformata. Il lavoro dei giornalisti non è finito, ma occorre intervenire - ha sottolineato il presidente della Fieg, Andrea Riffeser -. Non aspettiamo l'Europa, il governo prenda una decisione. Intervenga per dimezzare le fake news, perché il 51% delle notizie sono false. Occorre rivedere le quote Agcom del 20% della carta stampata, perché oggi internet ha 38 milioni di utenti e ci sono siti che hanno più potere dei quotidiani. Serve una legge di sistema, per cinque anni, per avviare la transizione carta-digitale".

 

"La politica italiana, con l'eccezione di Forza Italia, è rimasta prigioniera degli slogan di Beppe Grillo", ha sottolineato il vicepresidente della Fieg, Francesco Dini. "Il dato fondamentale è che i quotidiani rimangono la linfa del pluralismo - ha proseguito -. Sono un bene costituzionalmente rilevante, ma non hanno un sostegno pubblico da più di un anno. La legge di bilancio è una grande occasione per recuperare quello che è stato perso".

 

il tuffo dallo yacht di urbano cairo 5

Sulla stessa linea Urbano Cairo, presidente e Ad del gruppo Rcs, che ha chiesto norme per equiparare gli over the top agli altri media. "Devono essere equiparati a noi in tutto - ha affermato -: la fiscalità, la libertà sui contenuti, l'utilizzo dei dati, il costo della rete. Altrimenti avremo 5 o 6 soggetti che domineranno il mondo da un punto di vista informativo".

 

Dal fronte politico Gasparri ha auspicato la nascita di un'alleanza per la difesa delle realtà editoriali nazionali, mentre il sottosegretario all'Editoria, Alberto Barachini, ha ricordato che il governo "in questi due anni non è stato fermo" e ha bloccato quel processo che portava all'azzeramento dei contributi diretti al settore. "Servono, comunque, nuove risorse con nuovi criteri. Ci stiamo lavorando, come stiamo lavorando all'integrità dell'informazione", ha affermato, confermando che verranno riviste le norme sulla web tax contenute nella manovra, con l'esclusione dal pagamento per gli editori e il mondo dell'informazione.

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