antonio franchini

“SONO SOLO UN FUNZIONARIO…” - IN UN LIBRO I SEGRETI DI ANTONIO FRANCHINI, IL MITOLOGICO EDITOR DELLA MONDADORI CHE TRASFORMO' I RACCONTINI DI SAVIANO IN "GOMORRA" - "IL BESTSELLER È IL LIBRO CHE SORPRENDE, CHE SPIAZZA. È ACCADUTO CON "GOMORRA", "IL NOME DELLA ROSA". E CON ANDREA CAMILLERI” – CALASSO, "L'UNICO EDITORE INTELLETTUALE" - I CAPOLAVORI DI PENNACCHI E PONTIGGIA - LA VIRTU’ DELLA MEDIAZIONE: "IO NON POSSO PERDERE UN AUTORE PERCHE' MI HA FATTO GIRARE LE SCATOLE..."

Alberto Riva per Il Venerdì – la Repubblica

 

antonio franchini

Maglione grigio, sneakers ai piedi, più che understatement Antonio Franchini tende al sornione: «Guardi che quello editoriale è un lavoro collettivo» precisa quando fai notare che alcuni dei maggiori successi degli ultimi trent' anni, da Niccolò Ammaniti a Alessandro D'Avenia, da Paolo Giordano a Roberto Saviano, fino ai più recenti M di Antonio Scurati, L'acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito e La stazione di Jacopo De Michelis sono passati dalle sue mani.

 

antonio franchini cover

Napoletano, classe 1958, a lungo a capo della narrativa Mondadori e oggi direttore editoriale di Giunti-Bompiani, autore in proprio di vari libri, oggi Franchini torna in libreria con Leggere possedere vendere bruciare (Marsilio).

 

Una serie di racconti autobiografici intorno alla passione per i libri: c'è il ritratto di suo padre bibliofilo, l'incontro con uno straordinario venditore di libri partenopeo, l'avventura editoriale a Milano, la riflessione sul ruolo di mediazione dell'editor: «Sei pagato per interpretare il mercato e pubblicare quello che il mercato chiede, però anche quello che il mercato non chiede».

 

roberto saviano gomorra

I grandi editori sono spesso accusati di pendere verso il bestseller e assecondare un appiattimento della lingua. Non è così?

«È vero, ci sono libri che soddisfano esigenze del mercato, o dettate da elementi culturali e del costume: è chiaro che negli anni Settanta il peso della saggistica politica era infinitamente più alto e che la letteratura Lgbt ha acquisito un peso che dieci anni fa non aveva. Ma è altrettanto evidente che i megaseller sono imprevedibili, sono libri che anticipano le tendenze. Non sempre il bestseller è il libro che mette d'accordo tutti, spesso è quello che sorprende, che spiazza».

 

È quello che è capitato a lei con Gomorra?

«Sì, ma capita continuamente. Il caso classico è Il nome della rosa, un giallo ma anche un libro di filosofia medievale. Si poteva prevedere? L'altro caso è Andrea Camilleri, il più grande bestsellerista italiano degli ultimi vent' anni. Si può dire che scrive in una lingua standard?».

antonio scurati m

 

Da che famiglia viene?

«Mio padre era commercialista e quando non lavorava passava il tempo a spolverare i suoi libri sugli scaffali. La misura del suo affetto era data dai libri che mi comprava. Io ho trascorso più tempo nelle librerie che all'università. Mia madre era donna del contado, provincia di Benevento.

 

Il loro matrimonio lo traducevo letterariamente nell'avere un padre lacapriano, frequentatore di circoli nautici, nuotatore, canottiere, e una madre alla Domenico Rea, che era originario di Nocera Inferiore. Io ho ereditato il misto delle due anime, quella del napoletano altoborghese e quella del popolano. Il mio prossimo libro sarà su mia madre».

 

Qui insiste molto sull'auto-definizione di "funzionario".

antonio franchini

«È uno che dovrebbe seguire il mercato, ma fa le cose migliori nel momento in cui non lo segue passivamente. Anche Vittorio Sereni aveva la ferma consapevolezza di essere un funzionario. A meno che la casa editrice non sia tua, come nel caso di Roberto Calasso, l'unico editore intellettuale di rilevanza significativa. Calasso ha disegnato attraverso il catalogo Adelphi una mappa intellettuale complessa che rispecchia la sua visione della letteratura e dell'arte».

 

Lei scrive che nel '91, quando ha preso in mano la narrativa Mondadori, voleva attuare un ricambio. Sentiva la fine di un'epoca?

«All'inizio degli anni 80 c'erano stati Tondelli e De Carlo, che avevano aperto la via a protagonisti nuovi, e alla fine del decennio arrivarono Albinati, Veronesi, che poi sarebbero diventati protagonisti. Altri si sono persi per strada. A quel tempo esisteva ancora una società letteraria tradizionale, che si esprimeva attraverso riviste e personaggi alla Enzo Siciliano, o critici come Pampaloni e Bo. Quando io sono arrivato in Mondadori, nel 1986, i comitati editoriali erano formati da Fruttero & Lucentini, Peppo Pontiggia, Claudio Rugafiori, uomo di cultura colossale, sinologo, consulente di Adelphi. Negli anni 90 cose così non le ho viste più».

adelphi

 

Che cosa intende quando parla di "cambiamento climatico" nel mondo editoriale?

«La durata dei libri, che adesso vivono di fiammate iniziali. Una volta morivi e diventavi famoso. Ora muori e sei dimenticato. Se Canale Mussolini di Pennacchi fosse uscito negli anni Cinquanta avrebbe avuto trent' anni di vita davanti. Le uniche eccezioni sono ancora una volta Il nome della rosa e Gomorra, che è uscito nel 2006 e siamo ancora qui a parlarne. Ma è un caso unico».

 

roberto calasso

Con molti classici ha fatto in tempo a lavorare: Consolo, Malerba, La Capria, Rea, Pontiggia...

«Pontiggia è stato l'unico che ho considerato un maestro, sebbene fosse colui che nel modo più anticonformista e spregiudicato ha messo in discussione il ruolo del maestro. Quando arrivai alla narrativa italiana il tema era: Consolo riuscirà a terminare Nottetempo, casa per casa in tempo per partecipare al Premio Strega? Allora uscii con lui a cena per capire se ce l'avrebbe fatta. Mi disse che non se ne parlava neanche! Rea era un personaggio strepitoso, teatrale, viveva nel culto di Arnoldo Mondadori, che lo aveva scoperto».

 

Da un lato resiste la mitologia di Giulio Einaudi e delle sue riunioni del mercoledì, dall'altro quella di personaggi alla Arnoldo Mondadori, che leggeva pochissimo ma i libri li capiva al volo. Quello del funzionario è un ruolo che sta in mezzo?

pontiggia

«L'editore protagonista decide se un autore lo tiene o lo perde. L'editor no. Io non posso perdere un autore perché mi ha fatto girare le scatole. Sono ruoli molto diversi. È un lavoro di tante mediazioni, che è anche il suo lato affascinante».

 

Ho sentito un velo di pessimismo nel suo racconto. Sbaglio?

«Il pessimismo si deve alla consapevolezza d'essere parte di un ingranaggio. In realtà rileggendomi mi sono reso conto di non essere stato tanto un funzionario come credevo, ma anche io ho avuto un approccio intellettuale».

antonio pennacchi canale mussolini

 

Ci sono stati momenti d'emozione legati alla scoperta di un libro?

«Diverse volte e non dirò di autori viventi. Ma la sensazione di leggere il capolavoro l'ho avuta con Vite di uomini non illustri di Pontiggia e con Canale Mussolini. Pennacchi aveva scritto un romanzo epico e corale in un momento storico in cui sembrava, e vale tuttora, che epicità e coralità siano bandite».

pennacchiFRANCHINIantonio franchiniumberto eco e il nome della rosa

 

arnoldo mondadori ungaretti

GIULIA CAMINITO PREMIO CAMPIELLOgiulia caminito covergiuseppe pontiggia cover

CAMILLERIFRANCHINI SAVIANO

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…