physical serie tv

UNA LIBERAZIONE “PHYSICAL” – ARRIVA IN STREAMING SU APPLE TV+, LA NUOVA SERIE TV DI ANNIE WEISMAN SULLA LIBERAZIONE FEMMINILE ANNI OTTANTA AVVENUTA GRAZIE AL VHS, L'AEROBICA E LA PASSIONE SMISURATA: LA PROTAGONISTA È UNA MOGLIETTINA AMERICANA, APPARENTEMENTE PERFETTA E FELICE, CHE IN REALTÀ È BULIMICA E INSODDISFATTA – LA STRADA PER L’EMANCIPAZIONE PASSA ATTRAVERSO I CORSI DI AEROBICA CHE LA SPINGONO A… - VIDEO

 

Marco Consoli per "la Stampa"

 

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Ricordate la liberazione femminile anni Ottanta avvenuta grazie al VHS, l' aerobica e la passione smisurata, almeno negli Stati Uniti, per i video di Jane Fonda?

Quell' epoca viene ora rivisitata in Physical, la nuova serie tv in streaming su Apple Tv+ dal 18 giugno che prende in prestito il titolo di una celebre canzone di Olivia Newton John e al suono di molta allegra musica pop descrive il ruolo delle donne in una società ancora patriarcale.

 

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Sheila (Rose Byrne) apparentemente è un' adorabile madre e mogliettina di San Diego, pronta a sostenere il marito Danny (Rory Scovel) nelle proprie ambizioni politiche e a servirgli sempre la colazione perfetta, ma nasconde a tutti seri problemi di bulimia che la spingono a digiunare e poi consumare di nascosto quantità smisurate di fast food in una stanza di motel, per vomitare tutto. Circondata da casalinghe che disprezza, come la grassa Greta (Deirdre Friel), si imbatte per caso nei corsi di aerobica di Bunny (Della Saba) e inizia a frequentarli, prima di capire che anche lei vuole diventare un' insegnante e che forse, registrando i video delle lezioni e vendendoli ad altre donne frustrate come lei, può affrancarsi da una situazione ormai intollerabile.

 

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«Volevo esplorare la dualità di una donna che sembra bella e serena agli occhi degli altri, ma vive in un tumulto emotivo e raccontare il suo tentativo di uscire dal cono d' ombra in cui è stata collocata. Mi sono ispirata anche un po' alla mia infanzia e al passaggio dall' idealismo degli Anni 70 all' egocentrismo degli '80, raccontando col personaggio di Danny una trasformazione che ho visto accadere nei miei genitori: da liberal educati all' Università di Berkeley a conservatori seguaci di Ronald Reagan», spiega Annie Weisman, creatrice della serie e già scrittrice e produttrice di Desperate Housewives e About a Boy.

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«Naturalmente oggi può sembrare scontata l' immagine di una donna che dalla tv ti fa vedere come muoverti e si trasforma in una specie di guru, ma nessuno ricorda che nel 1981 la società era sessista e le donne non potevano avviare un' impresa senza che ci fosse un uomo a garantire per loro, e così dovevano trovare degli spazi propri. E li trovarono anzitutto nel campo del fitness, si trattasse di andare in palestra o di esercitarsi a casa, per poi allargarsi ad altri ambiti che fossero sicuri, perché gli uomini non vi avevano accesso, come ad esempio quello dei saloni di bellezza, in modo da poter coltivare le proprie ambizioni».

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Uno degli aspetti fondamentali dello show è il fatto che Sheila dialoga continuamente con se stessa, attraverso una voce interiore che ne massacra pervicacemente l' autostima. «Un aspetto molto importante per me, e l' impulso iniziale per scrivere la serie - dice Weisman - era raccontare la verità su come spesso si sentono veramente le donne, a dispetto della propria immagine esteriore. Per me la sua voce interiore è un sintomo fondamentale della sua malattia, questo disordine alimentare che racconta molto di lei e del mondo che la circonda.

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Il viaggio del personaggio è quello di una donna impegnata a mettere a tacere quella voce che la disprezza, spesso le mente e le impedisce di vivere pienamente le proprie potenzialità. La mia speranza è che gli spettatori, a dispetto di quanto dura possa sembrare questa voce, possano provare empatia per lei. E che, se la serie avrà successo, potremo raccontare la sua storia».

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