maccio capatonda

MACCIO MACCIO MAN - VITA, BATTUTE E SKETCH DI MARCELLO MACCHIA, IN ARTE MACCIO CAPATONDA: “I MIEI PERSONAGGI SONO GIÀ TUTTI PARTE DI ME. A ISPIRARMI PER MARIOTTIDE È STATA MIA NONNA. PADRE MARONNO È UN MIX TRA UN UOMO DELLE CAVERNE E MIA MADRE CHE IMITA MIO PADRE” - IL CLAMOROSO FLIRT CON LA CANALIS RACCONTATO NEL SUO LIBRO: "UN TIZIO VESTITO DA LELE MORA MI DISSE CHE DOVEVO FIRMARE UN CONTRATTO. L'ULTIMO INCONTRO? MI AFFACCIAI ALLA FINESTRA E LA VIDI ANDARE VIA MA DOPO POCHI PASSI INCIAMPÒ E…”

 

 

NEL SUO LIBRO MACCIO CAPATONDA PARLA DI ELISABETTA CANALIS E DEL LORO FLIRT NEL 2013: “DEVI FIRMARE UN CONTRATTO SE VUOI CONTINUARE A INTERAGIRE CON ELI, MI DISSE UN TIZIO VESTITO DA LELE MORA...QUALORA VENISSE RIVELATA UNA SOLA INFORMAZIONE SULLA VITA DI ELISABETTA DOVRÀ PAGARE UNA PENALE DI 67 EURO. FIRMAI. L'ULTIMO INCONTRO? MI AFFACCIAI ALLA FINESTRA E LA VIDI ANDARE VIA MA DOPO POCHI PASSI INCIAMPÒ E, CADENDO, FINÌ ALL'INTERNO DI UN SETTIMANALE DI GOSSIP. DA QUEL GIORNO…”

 

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/scherzando-scherzando-si-dice-vero-suo-libro-maccio-capatonda-253677.htm

 

L'INTERVISTA A MACCIO CAPATONDA

Nino Materi per "il Giornale"

 

maccio capatonda herbert ballerina

A differenza del suo socio Herbert che «non regge l'alcol» (quando Maccio gli porge in mano una preziosa bottiglia di cognac, lui la fa cadere giustificandosi: «Te l'avevo detto che non reggo l'alcol...»), Capatonda l'alcol lo regge benissimo: tanto che, ospite in tv di Daria Bignardi, si è scolato una pinta di birra, per poi replicare nel programma di Alessandro Cattelan con vari shortini offerti e tracannati dopo aver vinto un incontro a «dito di ferro».

 

Lo sbevazzatore in questione è, appunto, Maccio Capatonda (all'anagrafe, Marcello Macchia), il jolly della comicità demenziale e surreale che da anni sbanca la rete con milioni di visualizzazioni. L'astemio con le mani di ricotta è invece Herbert Ballerina (al secolo, Luigi Luciano), principale complice del boss nella banda di fuorilegge (e fuoriditesta) che ha germinato il «fenomeno Capatonda».

maccio capatonda 9

 

Trattasi di una filosofia di vita che la «dottrina Maccio» sintetizza nella fuga dalla realtà attraverso la follia di personaggi mostruosi. E quando ci viene il sospetto che quei mostri - almeno in parte - siamo proprio noi, ormai è troppo tardi: il meccanismo della risata è già scattato, senza però farti capire se stai ridendo di te stesso o di un altro; il segreto del successo di Capatonda è saltellare sul filo elastico di questa ambiguità e lungo il piano inclinato delle nostre insicurezze. Senza cadere, o meglio, cadendo in continuazione, ma con una tale velocità da illuderci di rimanere sempre in piedi.

maccio capatonda

 

L'ironia da laboratorio creativo di Maccio è perfetta per ritmi sincopati e i gusti liquidi dei navigatori social, specialmente i più giovani, che (e qui ci riferiamo al fronte maschile) a Maccio invidiano soprattutto il flirt avuto con Elisabetta Canalis. Il popolo della metropoli virtuale di Capa-Town è socialmente trasversale, ma con un'età da Generazione Millennial: quella che i libri non li bazzica neppure di striscio, fedele al precetto di Padre Maronno («E se poi te ne penti?»).

 

L'unica eccezione l'hanno fatta per Libro (Mondadori Electa), l'autobiografia appena uscita di Maccio, ma solo perché Libro sta a un volume vecchio stampo come una concept car sta alla Trabant 601. In entrambi i casi ci troviamo dinanzi a un trash tanto trash da trasformarsi in puro genio visionario.

 

maccio capatonda 5

Risultato: una, nessuna, centomila «capetonde», che tondeggiano su una capa tricologicamente sterile ma prolifica di idee. Un vulcano di immaginazione già in eruzione a 6 anni, quando al piccolo e ancora capelluto Marcello (il nome Maccio sarebbe arrivato più in là, dopo l'adolescenza) fu regalata la prima cinepresa. Iniziò così l'avventura di regista fai-(tutto)-da-te del baby Macchia che, in 40 annidi disonorata carriera, sarebbe passato dal «montaggio combinato» (nel senso di «combinato» grazie a due videoregistratori) alle tecniche super-evolute da provetto youtuber.

 

Maccio, l'esordio fu horror?

Maccio Capatonda - Elisabetta Canalis

«I video giovanili ambivano a terrorizzate lo spettatore. Ma chi li guardava, invece di morire di paura, rischiava di crepare dalle risate».

 

Noir nelle vene, meglio del sangue blu...

«A 14 anni iniziai a girare in versione comica trailer di falsi film ispirati a vere pellicole spaventose».

 

Il primo ciak di terrore?

«Il titolo era "Jason a Chieti". Avevo preso spunto dalla saga di "Venerdì 13". Raccontavo la storia di un tizio mascherato, Jason, che uccideva tutti, compreso il protagonista, e alla fine esultava da solo».

 

Il cast?

maccio capatonda 3

«Gli amici Luca, Alfredo e Roberto. Oltre a fare il regista interpretavo il protagonista buono e anche l'assassino Jason, tranne nel finale in cui venivo squartato dallo stesso Jason».

 

E come rimediò all'«inconveniente»?

«Nell'ultima scena l'assassino fu impersonato da Luca: infatti da uno stacco all'altro Jason divenne magicamente più longilineo».

 

Sostieni di sentirti a tuo agio più nei personaggi che interpreti che nelle vesti reali di Marcello Macchia.

maccio capatonda piero peluria

«Penso di vivere in una sorta di spazio in cui se non interpreto un personaggio non sono niente. E il niente mi fa paura».

 

Come nascono i tuoi personaggi?

«Lo spiego in Libro. Sono già tutti parte di me, sedimentati sotto strati di vissuto, e sepolti per bene al mio interno. Per farli uscire ci vuole una scintilla, una scavatrice, una pala, o semplicemente un buon motivo come una richiesta esigente da parte di un committente».

 

Tra i primi ci fu «Mirkos».

«Un cartomante che leggeva il futuro attraverso strumenti molto particolari come i sassolini, il mestolo e il pendolino. Mi ispirai a un cartomante visto in tv che aveva la schiettezza di dire le cose come stavano.

 

Anche Mirkos diceva le cose come stavano ma portate all'eccesso, il suo cavallo di battaglia era: "Domani muori!"».

 

 

I tuoi sono «mostri» di fantasia o figli della quotidianità di strada?

barbara tabita maccio capatonda

«Non c'è un personaggio che non si rifaccia a qualcuno che ho visto, incontrato o conosciuto, anche solo per un particolare».

 

Tipo «Mariottide».

«Mariottide, il cantante più triste del mondo. A ispirarmi in questo caso è stata la voce e l'atteggiamento di mia nonna materna».

 

E «Padre Maronno»?

«Padre Maronno è un mix tra un uomo delle caverne, il personaggio di "Totò che visse due volte" di Ciprì e Maresco e mia madre che imita mio padre».

 

E «Piero Peluria»?

omicidio all italiana 4

«Piero Peluria è l'espressione più becera e animalesca di me stesso».

 

Personaggi catartici, liberatori.

«Che mi permettono di essere quello che nella vita reale non sono e non potrei mai diventare».

 

Diventare Capatonda in risposta a un mondo che non quadra... Marcello Macchia nasce a Vasto nel 1978, ma cresce a Chieti dove inizia a realizzare i suoi primi sketch comici. Nel 2001 si laurea in tecniche pubblicitarie a Perugia. Dopo aver fondato a Milano la Shortcut Productions, partecipa a vari programmi tv. Nel 2013 è ideatore, regista e interprete principale della serie televisiva «Mario».

maccio capatonda 2

 

Pezzo forte del suo curriculum la produzione di finti reality, caratterizzati da una vena ironico-demenziale. Una comicità riproposta sul piccolo schermo con la Gialappa' s Band che lancia il personaggio dell'attore fittizio, Maccio Capatonda, che recitava in una serie di video-parodia di famosi trailer cinematografici: veri e propri cortometraggi che hanno ottenuto un notevole successo fra gli spettatori, complice anche la diffusione su Internet, diventati oggetti di culto tra gli appassionati.

 

omicidio all italiana 2

Di culto anche i suoi due film «Italiano medio» e «Omicidio all'italiana». Per Mondadori-Electa ha appena scritto la sua autobiografia, dal titolo «Libro»

 

«Ribadisco: i personaggi mi danno la possibilità di esprimere le sfaccettature del mio essere che una vita sola, con la sua categorizzazione identitaria, non basta a tirare fuori». Insomma, il solo Marcello Macchia non ti basta.

 

«Dirò di più: ritengo che la mia identità quotidiana sia una versione neutra, un manichino nudo, insensibile, una versione in stand by di me stesso. Si dice che la tua è una comicità «surreale».

 

Eppure nei tuoi video la denuncia sociale è evidente. Come si conciliano questi due aspetti apparentemente in contraddizione?

maccio capatonda

«Non vedo contraddizione. In Libro dedico un paragrafo al tema. Il mondo reale tende a inquadrarci e definirci in una particolare tipologia di individuo, ma grazie al mestiere dell'attore possiamo combattere e scardinare questa categorizzazione».

 

L'ironia come atto di ribellione.

«La comicità per me è una lotta contro la realtà, un atto di ribellione nei confronti del mondo e allo stesso tempo un modo per rivelare e rivendicare la propria natura di esseri complessi».

 

Un «trucco» per non farsi fagocitare dall'onda anomala del successo?

 «Non prendersi troppo sul serio, giocare e non porsi limiti. Questo ti permette di dare sfogo al tuo essere più intimo, più spontaneo e originale. Ed è proprio questa capacità di giocare che dev' essere presa sul serio. Bisogna difenderla in tutti i modi e non permetterle di essere ingab biata da sovrastrutture razionali o da timori».

maccio capatonda ospite kika4267604

 

Avresti mai immaginato che «far ridere» sarebbe diventata la tua professione?

«Produrre sketch comici è sempre stata la mia passione. Parodie che facevamo con leggerezza col mio amico Luca. Ma non mi è mai passato per la testa che quello sarebbe diventato il mio lavoro. Perché per me era solo un gioco, uno scherzo, qualcosa che non aveva l'autorevolezza del "posto fisso" così come lo intendevano i miei genitori».

 

A proposito di genitori. Hai definito il rapporto tra i tuoi genitori una «fantastica storia d'odio». È una battuta o la verità?

«La verità. Ma devo precisare due cose».

italiano medio di maccio capatonda 7

 

Prego...

«La prima è che il loro odio reciproco si trasformava in amore quando era rivolto verso di me, il che mi rendeva un bimbo ipercoccolato e benvoluto».

 

La seconda?

«È che percepivo chiaramente la solidità del loro legame. Per questo nutro una profonda stima per i miei genitori che continuano ad amarsi odiandosi (o ad odiarsi amandosi) ancora oggi».

 

MACCIO CAPATONDA - ELISABETTA CANALIS

Finché morte non li separi.

«No: finché morte non li spari».

 

Come condizione a questa intervista hai detto: «Ok. Ma niente politica». Eppure le parole «politica» e «politici» tornano più volte nel tuo libro.

«L'ho scritto e lo ribadisco. Ho come la sensazione che la scelta di fare il comico e in generale l'artista sia una via alternativa alla politica».

 

In che senso?

maccio capatonda lory del santo kika4267141

«Anzichè scendere in campo e cercare di cambiare le cose, si sceglie di comunicare il dissenso attraverso l'arte, la destrutturazione dei linguaggi, la risata. Svelare le idiosincrasie del sistema, i nervi scoperti, deridere i meccanismi sociali e di costume in fondo è come fare comizi».

 

«Comizi» sui generis.

«I comici che ottengono maggior successo sono quelli che riescono in fondo a creare una propria poetica e una propria visione del mondo».

 

Quindi il comico potrebbe definirsi «un politico mancato»?

«Sì. Ed è forse per questo motivo che odio la politica. La rifiuto categoricamente perché i politici sono quelli che in qualche modo ce l'hanno fatta. Quelli che giocano la partita nel mondo reale».

 

Il comico vive invece di fantasia?

maccio capatonda herbert ballerina - mariottide

«Il comico si rifugia nella fantasia perché la realtà gli sta stretta e gli fa male. Sotto certi aspetti penso di essere un vile, per non voler prendere parte alla battaglia politica della realtà. Ma in altri momenti mi sento rincuorato».

 

Da cosa?

«Dal fatto che molti politici sono dei comici mancati». I giornalisti sono presenze costanti nei tuoi lavori: «Mario», «Oscar Carogna», «Salvo Errori»... «Il mondo dell'informazione mi affascina. Anche durante la segregazione domiciliare causata dal Covid, il "Tg40ena", che registravo nel chiuso di casa mi ha salvato dallo stress dell'isolamento».

 

MACCIO CAPATONDA - ELISABETTA CANALIS

Perché nel libro parli con toni sarcastici della città dove sei cresciuto?

«Non esiste luogo al mondo che può offrirti minor numero di accadimenti al di fuori di Chieti. E questa per me è stata una risorsa preziosa perché mi ha costretto a viaggiare con la fantasia».

 

maccio capatonda padre maronno

Quindi se sei diventato quello che sei «lo devi» al fatto di essere cresciuto in provincia.

«A volte penso a quanto sarei stato improduttivo e serioso se fossi vissuto in una città piena di problemi e avvenimenti significativi come Milano, ma perché no anche New York o Caracas».

 

Invece a Chieti...

«Devo essere grato alla pigrizia di questa città che mi ha stimolato a tirare fuori quello che avevo dentro. O comunque ad aggrapparmi a quello che c'era e farne qualcosa di grande».

italiano medio di maccio capatonda 6

 

Qual è il succo della tua poetica?

«Cercare di spettacolarizzare ciò che è spicciolo, ordinario, di poco conto».

 

Ma se non ti avessero scoperto, e lanciato, quelli della Gialappa' s forse saresti ancora a Chieti.

«È vero. Infatti sono molto grato alla Gialappa' s. Ma anche a Chieti».

 

C'è una battuta che gli abitanti di Chieti odiano?

«Sì: "Chieti, e ti sarà dato"».

 

maccio capatonda mariottide

Quanti nel nostro Paese prendono la «pillola per utilizzare solo il 2 per cento del cervello» (citazione tratta dal film «Italiano medio» ndr)?

«Non saprei. Ma certo io sono uno di loro».

maccio capatonda padre maronnomaccio capatonda mariottide maccio capatonda maccio capatonda maccio capatonda libro maccio capatonda libro italiano medio di maccio capatonda 1

Ultimi Dagoreport

buffon gravina gattuso

LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE... 

giorgia meloni matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - GESÙ È RISORTO, MA DA DOMANI INIZIA UNA NUOVA VIA CRUCIS PER L’ARMATA BRANCA-MELONI: ANCHE SE LO SCANDALO PIANTEDOSI-CONTE FOSSE SOLTANTO UNA RIVALSA SENTIMENTALE DELLA GIOVANE DONNA SEDOTTA E ABBANDONATA DAL POTENTONE, È COMUNQUE UNA MINA PIAZZATA SOTTO PALAZZO CHIGI. L’UNICO CHE GODE È MATTEO SALVINI, CHE DA TEMPO SOGNA DI PRE-PENSIONARE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO PIANTEDOSI PER TORNARE AL VIMINALE – PERCHÉ I DONZELLI E LE ARIANNE HANNO LASCIATO SENZA GUINZAGLIO IL GIOVANE VIRGULTO DI ATREJU, MARCO GAETANI? PERCHÉ LA DUCETTA HA PERMESSO UNA TALE BIS-BOCCIA? E SOPRATTUTTO: QUANTO POTRÀ RESISTERE PIANTEDOSI? FINIRÀ COME SANGIULIANO: DOPO AVERLO DIFESO DI SOPRA E DI SOTTO, POI LA FIAMMA MAGICA LO COSTRINGERÀ A FARSI ‘’CONFESSARE’’ DA CHIOCCI AL TG1? QUALI RIVELAZIONI E QUANTE INTERVISTE HA IN SERBO LA MESSALINA CIOCIARA? NEI PROSSIMI GIORNI SALTERANNO FUORI MAIL, POST E CONTRATTI CHE POTRANNO ANCOR DI PIÙ SPUTTANARE IL MINISTRO INNAMORATO? AH, NON SAPERLO...

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...