davide parenti iene

IL METODO IENE? “COMPLOTTISMI, GOGNE MEDIATICHE, IGNORANZE SCIENTIFICHE, CASI STAMINA, SUICIDI INVENTATI DELLA BLUE WHALE" (BY ALDO GRASSO) – DAVIDE PARENTI, DEUS DI UN PROGRAMMA CHE SPESSO CONFONDE IL MICROFONO PER UN MANGANELLO, SE LA CAVA  COSÌ: ‘’IL NOSTRO È UN FORMATO DI FORMATI: POSSIAMO PASSARE DA UNO SCHERZO A UN TEMA SERIO” – MASSÌ: QUANDO COMBINANO UNA IENATA DI APPROSSIMAZIONE E SENSAZIONALISMO SULLA PELLE ALTRUI È SOLO UNO SCHERZO…

Renato Franco per il Corriere della Sera

 

DAVIDE PARENTI

«Il metodo Iene, per chi ce l’ha superficialmente affibbiato, sarebbe l’approccio approssimativo con cui, secondo i nostri detrattori, tratteremmo gli argomenti nel nostro programma. In realtà Le Iene in questi 23 anni hanno fatto un sacco di cose importanti, soprattutto dal punto di vista giornalistico (se qualcuno avesse voglia di scorrere la nostra rassegna stampa se ne renderebbe facilmente conto).

 

STAMINA VANNONI LE IENE

Gli inviati non sono parcheggiati davanti a una scrivania, ma vanno sempre a cercare gli interpreti dei fatti, registrando in video la loro reale versione. Alle Iene non c’è letteratura. Sono i protagonisti a parlare. Sempre. Poi capita di sbagliare. Ma ci sbagliamo poco. Su centinaia e centinaia di servizi ci contestano sempre le stesse quattro cose».

 

gli effetti del virus su escort e prostitute le iene 19

Davide Parenti da oltre 20 anni è la mente del programma di Italia 1 al via con due appuntamenti a settimana (martedì e giovedì).

 

La iena Giulio Golia è risultata positiva al Covid. Come siete organizzati?

«È una stagione che parte in salita, è il Covid che muove tutto. Lo studio è senza pubblico, noi siamo divisi in gruppi per contenere eventuali contagi, ma siamo settati in modo da farcela anche se si ammala qualcuno».

le intercettazioni di olindo e rosa le iene 3

 

Tanti contenuti gireranno intorno alla pandemia, che è un tema sanitario, ma anche economico, sociale, sportivo.

le iene e roberto burioni 5

«Abbiamo seguito l’esperienza di Mantova, Padova e Pavia sul plasma iperimmune come terapia per il virus. È una strada che non ha praticato nessuno a parte Zaia. E siamo andati a capire perché non ne parla nessuno e non ci si è impegnati davvero in questo senso. Il sangue di pazienti guariti dall’infezione fornisce ai malati gli anticorpi utili a contrastarne gli effetti: mi sembra una bella idea da socialismo reale.

 

le iene e la quarantena con malena 7

Faremo il punto sui vaccini e ci siamo anche proposti come cavie: volevamo provare lo Sputnik ma i russi non erano d’accordo. Come sempre ci saranno anche servizi leggeri. Siamo andati a Madrid a parlare in italiano con Suarez, ma il suo staff di sicurezza ci ha preso come pelli di fico e buttati in giardino. Abbiamo ripiegato con Cassano, è stato al gioco: se gli facessero l’esame di italiano gli toglierebbero la cittadinanza».

 

le iene inchiesta sulle mascherine regione lazio 8

Il format prevede servizi brevi, perfetti da rendere virali sul web, ma da qualche tempo alla consueta programmazione «Le Iene» affiancano speciali da un’ora e mezza: perché due registri così differenti?

la rubrica di aldo grasso sulle iene

«Noi lavoriamo in una spa il cui core business è la tv e centrali rimangono i contenuti pensati per questa piattaforma. Gli speciali ci servono per raggiungere spettatori che di solito non guardano Le Iene: Rosa e Olindo, il Monte dei Paschi e la morte di David Rossi, Mirko Scarcella e le sofisticazioni di Instagram, la vicenda di Chico Forti, servono per far conoscere il nostro linguaggio a chi non ci segue abitualmente. A differenza di Canale 5 o Rai1 dove c’è tanto transito, Italia 1 è una rete piccola, siamo come una pizzeria in una strada non particolarmente frequentata. Siamo su una rete che fa il 5/6% di share e normalmente noi facciamo il doppio. È questo il nostro successo».

 

Su Rosa e Olindo c’è una sentenza definitiva, perché insistere?

DAVIDE PARENTI

«Perché sono andati a processo già da colpevoli, è una vicenda in cui ci sono tantissimi punti oscuri, e noi li mettiamo in evidenza. C’è un sacco di gente che non vuol vedere questi aspetti e si ferma alle ricostruzioni del 2006».

 

Non correte il rischio di far confondere intrattenimento e giornalismo?

«Sono due aspetti distinti, tutti capiscono quando un servizio è di intrattenimento e quando è giornalistico. Il nostro è un formato di formati: possiamo passare da uno scherzo a un tema serio».

 

La televisione generalista è vitale, moribonda o morta?

«L’oggetto rimane al centro della casa, ma nel frattempo si è riempito di Amazon, Netflix, di tante piattaforme che offrono tante possibilità. La generalista è una tv per pigri».

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