philip roth

MI SONO ROTH - ESCE LA BIOGRAFIA AUTORIZZATA DI BLAKE BAILEY CHE RITRAE PHILIP ROTH OLTRE GLI STEREOTIPI (E I TORTI), CHE VUOLE ESSERE RICONOSCIUTO PRIMA COME ESSERE UMANO E NON COME IL PROTAGONISTA DEI SUOI LIBRI - IL TENTATIVO PERENNE DI ESSERE IN BILICO TRA L'INVISIBILITÀ DI UN SALINGER E L'INTERVENTISMO, TRA L'ANONIMATO E IL COMPIACIMENTO DI ESSERE STATO QUELLO CHE AVREBBE VOLUTO VEDERE SUO PADRE

Gian Paolo Serino per "il Giornale"

philip roth

 

In anteprima italiana e quasi mondiale abbiamo letto in esclusiva tutte le 912 pagine dell' attesissima prima biografia autorizzata di Philip Roth scritta da Blake Bailey: Philip Roth: The Biography (W. W. Norton & Company, pagg. 912, dollari 40 e il prossimo anno da Einaudi che pubblica tutti i libri di Roth in Italia).

 

Un vero evento editoriale - uscirà nelle librerie americane il 6 aprile prossimo - che soltanto i due grandi quotidiani hanno avuto la concessione di anticipare. Per tutti gli altri soltanto qualche dichiarazione riportata da vecchie interviste con l' autore o la quarta di copertina.

 

philip roth

Prima di addentrarci tra le pagine di questo che è considerato un vero evento editoriale, una spiegazione è d' obbligo al lettore: abbiamo potuto leggere il libro perché, soprattutto negli Stati Uniti, quelle che in Italia si chiamano copie staffetta, le anticipazioni del libro mandate ai giornalisti, hanno un mercato molto florido e spesso si trovano giorni prima in vendita e con l' acquisto del libro il venditore ti consente di leggere anche il formato digitale per sei giorni.

 

Bene: non è una semplice biografia, ma un libro che si divora, un libro che fa luce su un Philip Roth molto diverso dall' aria austera e dalla severità, pur ironica, dei suoi romanzi.

Roth ha scelto di raccontarsi, prima di morire, a Blake Bailey, già autore di biografie riuscitissime su William Styron, John Cheever e Richard Yates.

philip roth

 

Proprio per il rigore dei precedenti lavori Roth ha concesso a Bailey la sua più ampia disponibilità a collaborare, il permesso di intervistare i suoi amici e di accedere alle sue carte private, compresa una confutazione di 295 pagine a un libro di memorie poco lusinghiero scritto dall' ex moglie Claire Bloom, che altrimenti sarebbe stata distrutta o sigillata fino al 2050.

 

Blake Bailey si è proposto di raccontare un Roth sino a oggi descritto come affetto da «odio per se stesso, per il mondo e misogino», ma in realtà «perennemente frainteso» perché «la gente lo vede come uno scrittore autobiografico, ma non lo è».

 

Nella vignetta di apertura di Bailey, Roth partecipa all' installazione di una targa commemorativa nella sua casa d' infanzia nel New Jersey, solo pochi giorni dopo il più recente smacco della Svezia. «Oggi», riflette, «Newark è la mia Stoccolma». È una scena costruita con cura e solo più tardi capiamo che Roth stesso ha scritto la targa, in uno dei «numerosi tentativi di controllare la sua eredità fino all' ultima parola». Bailey non vuole scrivere un' agiografia, ma rivendicare «il nome di un uomo che ha subito molti torti e che vuole solo mettere le cose in chiaro».

philip roth

 

Nel racconto di Bailey, la vita di Roth è la storia di un grande talento, sempre «minacciato» dai desideri e dalle richieste degli altri. Nato a Newark nel 1933, Roth era «il privilegiato, il coccolato» secondo figlio di una famiglia ebrea di classe medio-bassa. Suo padre, Herman, era un broker assicurativo; sua madre, Bess, una casalinga esigente. Non era una famiglia letteraria.

 

Herman, come il padre di Brenda Patimkin in Goodbye, Columbus, ha lottato con le convenzioni dell' inglese scritto: aveva solo terza media. Roth ricorda «solo una manciata di libri in casa durante la sua adolescenza».

philip roth e la mamma nel 1935

 

Roth giurò a se stesso che quando sarebbe riuscito a diventare uno scrittore avrebbe «vissuto fino in fondo, e reso questi anni stravaganti come l' inferno».

Stava scoprendo un elemento di «estasi nella scrittura» e iniziò a scrivere «mille parole perfette al giorno».

 

philip roth

Secondo Bailey, Roth era «in parte conformista, in parte ribelle e in parte un monaco devoto alla sua arte»: «Cechov diceva che doveva spremere il servo della gleba da se stesso goccia a goccia, e da parte sua Philip diceva che doveva spremere il bel ragazzo ebreo da se stesso goccia a goccia, ma non ci riuscì mai del tutto; rimase sia un bravo ragazzo ebreo che qualcosa di molto diverso da un bravo ragazzo ebreo fino alla fine».

All' inizio l' unica preoccupazione di Roth fu un consiglio: «Non cercare di riabilitarmi; rendimi semplicemente interessante».

 

phlip roth margaret martinson sua prima moglie

Con l' indipendenza concessa, Blake Bailey ha trascorso anni a leggere l' archivio personale di Roth riuscendo a coinvolgerlo in conversazioni straordinariamente sincere. Il risultato è un ritratto indelebile di un maestro americano e della scena letteraria del dopoguerra e dei suoi protagonisti. Eppure per Roth i suoi romanzi non furono mai accolti abbastanza calorosamente per i suoi gusti. Di libro in libro, Bailey esprime la delusione di Roth nei confronti di recensori e giurie incomprensibili. «Dov' è quel National Book Award? E quel Pulitzer?».

 

philip roth william styron

Durante tutta la sua vita aveva l' abitudine di esortare se stesso a raggiungere la grandezza. «NON GIUDICARLO. NON CERCARE DI CAPIRLO. NON CENSURARLO», si consigliava in un promemoria a caratteri cubitali. La sua scrivania in seguito portava note a se stesso che recitavano «Stay Put» («Rimani fermo») e «No optional striving» («Nessuno sforzo più del necessario»).

philip roth roberto saviano selfie

 

In Bailey, Roth ha trovato un biografo che è eccezionalmente in sintonia con le sue rimostranze e raramente sfida quella che chiama la sua «contabilità morale».

Il Philip Roth di Blake Bailey arriva sbattendo contro di noi come un proiettile pesante e piumato da oltre l' orlo del tempo. Roth è morto solo da tre anni, ma già il suo mondo di scrittore fatto di grandi anticipi, grandi divorzi, grandi controversie e grandi case nel Connecticut sembra lontanissimo.

philip roth primo levi

 

Si possono amare o detestare i suoi romanzi, ma questa biografia è sincera, diretta, amara, il ritratto di uno scrittore che vuole essere riconosciuto prima come essere umano e non come il protagonista dei suoi libri. Un uomo che riflette molto sulla propria infanzia, con pagine memorabili su quando ha iniziato a scrivere, i dinieghi delle riviste, il tentare di pubblicare sotto pseudonimo, il tentativo perenne di essere in bilico tra l' invisibilità di un Salinger e di un Pynchon e l' interventismo, tra l' anonimato e il compiacimento di essere stato quello che avrebbe voluto vedere suo padre.

philip roth e la famiglia nel 1942

 

In sintesi: un romantico che cerca di dimenticare la nostalgia di vivere attraverso una maschera di cinismo che tra queste pagi

la famiglia roth nel 1920philip roth nicole kidmanphilip roth new yorkphilip roth mia farrowphilip roth milan kunderaphilip roth 3philip roth 5philip roth 6philip roth 2philip roth 7philip roth 8philip roth 1philip roth 10philip roth barack obamaclaire bloom seconda moglie di philip rothphilip roth e claire bloom 4philip roth e claire bloom 3philip roth e claire bloom 1philip roth e claire bloom 2philip rothPhilip Roth, Lamento di Portnoyphilip roth complotto contro l americaPHILIP ROTH2philip roth1PHILIP ROTH index philip roth con il padre nel 1937

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)