prima della scala 2024

NO SERGIO, NO PARTY! UNA PRIMA DI SECONDA MANO: MATTARELLA E MELONI DANNO FORFAIT ALLA SCALA PER ESSERE ALLA INAUGURAZIONE DELLA NUOVA NOTRE DAME, E ANCHE IL SOVRINTENDENTE MEYER DICE: “CI SAREI ANDATO ANCHE IO A PARIGI”. “NOTRE DAME” È STATA RICOSTRUITA E, COSÌ, UN URLO SI ALZA IN SALA: “SALVATE SANT’AGATA” (LA VILLA DI GIUSEPPE VERDI) – PANZA: "QUALCHE BUU PREGIUDIZIALE DAL LOGGIONE PER LA DIVINA NETREBKO ACCUSATA DI ESSERE FILO-PUTIN" – MATTIOLI: “MACCHÉ MENAGRAMO E PORTASCALOGNA: IL SEMPREVERDI INAUGURALE DELLA SCALA È VOLATO VIA SENZA INTOPPI E CON MOLTI APPLAUSI. QUANTO A VETTE ISTITUZIONALI CI SI È DOVUTI ACCONTENTARE DI LA RUSSA E DEL DEBUTTO DI ALESSANDRO GIULI. TANTO CHE GIRAVA UNA BATTUTA PERFIDA...”

1 - SCONFITTE LE SUPERSTIZIONI «UN MANIFESTO PACIFISTA»

Pierluigi Panza per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

PRIMA DELLA SCALA 2024

Secondo tradizione, l’opera scelta per l’inaugurazione di ieri porta sfortuna e il foyer si è diviso tra superstiziosi e no. Non è vero, ma «ci credo» è l’orientamento di massa, complici l’acquazzone che si è abbattuto all’ora di entrare, la città bloccata dai cortei e l’assenza di Mattarella e Meloni.

 

«Ci sarei andato anch’io a Notre Dame», dice il sovrintendente Dominique Meyer, incensato dal sindaco Sala. «Notre Dame» è stata ricostruita e, così, un urlo si alza in sala: «Salvate Sant’Agata» (ndr la villa di Giuseppe Verdi), seguito da applausi.

 

L’ex soprintendente, Alexander Pereira, ha messo in scena quest’opera «quattro volte e qualche cantante ha dato forfait». In platea le vecchie glorie Raina Kabaivanska, Placido Domingo e José Carreras, che qualche amuleto se lo portavano a teatro. In buca, il violinista Damiano Cottalasso riconosce che «il musicista è scaramantico per natura».

 

Non così i ballerini Nicoletta Manni e il marito Timofej Andrijashenko. Il tenore Francesco Meli, in platea, non crede alla superstizione e anche l’atleta Gianmarco Tamberi: «Con la sfortuna ho già fatto i conti». L’opera procede senza intoppi e negli intervalli il tema diventa quello della Pace. Il regista Leo Muscato ha voluto trasmetterlo attraverso la messa in scena di conflitti nei diversi secoli.

prima della scala 2024 anna netrebko

 

«Pace, pace, pace» diventa il «verdiano» commento del foyer, sostenuto anche da Pierfrancesco Favino. «C’è una richiesta di pace e di amore, che credo pervada questo insieme di guerra, distruzione, miseria», sintetizza Roberto Bolle.

 

Unanime l’approvazione per Anna Netrebko (e Ludovic Tézier) sia nel foyer sia per osservatori dotti come il sottosegretario melomane Federico Freni e il critico Francesco Maria Colombo. Una disapprovazione verso la russa Netrebko piovuta dal loggione è stata derubricata come pregiudiziale. Bene direzione e coro per quasi tutti. Al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri la scena piace, ma «come si fa a cambiare quattro secoli in un’opera?».

Per il presidente della Triennale, Stefano Boeri, «sono migliori le scene d’insieme», aspetto ribadito dall’architetto della Scala, Mario Botta, che ci vede un bel lavoro «narrativo e illustrativo, che recupera un’idea di regia non elettronica».

 

 

prima della scala 2024 la forza del destino

(...)

2 - CHE LA FORZA SIA CON NOI

Alberto Mattioli per “la Stampa” - Estratti

 

Macché menagramo e portascalogna: il sempreVerdi inaugurale della Scala è volato via senza intoppi e con molti applausi, insomma un successo così netto che possiamo perfino azzardarci a scrivere il titolo: La forza del destino.

 

E infatti è andata bene e finita meglio, con dodici minuti abbondanti di ovazioni per tutti. Sul fronte caldo, quello dello spettacolo in sala e non sul palcoscenico, non c'è molto da segnalare. Appena un grido «Salvate Sant'Agata!» fra Mameli e la Sinfonia, probabilmente sprecato per una platea che non sa che Sant'Agata è la casa di Verdi e che sta andando in rovina in attesa che questo Stato cialtrone si decida a intervenire.

prima della scala 2024 dominique meyer

 

Prima grande ovazione alla fine di Me pellegrina e misera, la sortita dell'arcidivinissima Anna Netrebko, regina indiscussa della Scala. Ma mista a una risatazza sarcastica da Scarpia di provincia e da qualche buuu, poi ripetuto a ogni sua aria e per la verità sempre annegato nei bravaaaa!.

 

Una controclaque su cui si possono fare due ipotesi: i contestatori o sono sordi o alcuni di quelli che contestavano Netrebko in piazza per presunto putinismo avevano anche il biglietto. Certo che se alla Scala si mettono a buare una che canta così, si può davvero chiuderla e farci un parcheggio, che poi a qualcuno non dispiacerebbe nemmeno.

 

 

PRIMA DELLA SCALA 2024 - DOMINIQUIE MEYER E ROBERTO BOLLE

(…) Il punto vero è che mancavano sia Sergio Mattarella che Giorgia Meloni, entrambi in pellegrinaggio a Notre-Dame, quindi quanto a vette istituzionali ci si è dovuti accontentare di Ignazio La Russa e del debutto di Alessandro Giuli, alla sua prima «prima».

 

La battuta irrispettosa che circolava nella tonnara era: «No Sergio, no party», e in effetti c'è un po' di vero. Ci si è così potuti concentrare, per una volta, su quello che dovrebbe essere il core business della prima della Scala: l'opera. Ora, «La potenza del fato» (l'abbiamo già citata una volta, meglio non sfidare troppo la sorte) è titolo pericoloso ma non problematico, se si hanno a disposizione sei ottimi cantanti.

 

E stavolta la Scala li aveva trovati, e la Forza è stata con loro. Nessuno peraltro ha notato che, in questi tempi di sovranismo all'amatriciana e «niente sovrintendenti stranieri nei nostri teatri», della mezza dozzina di ugole una sola era made in Italy, Marco Filippo Romano come fra Melitone (peraltro bravissimo, come due comprimari di lusso come Fabrizio Beggi e Carlo Bosi, un Mastro Trabuco da manuale).

 

Per il resto, una legione straniera con la consueta prevalenza di slavi quando servono davvero le vocione. A parte superAnna, è piaciuto moltissimo il tenore yankee Brian Jagde, già santificato nell'ultima Turandot e giudicato anche belloccio dalle dame meneghine.

PRIMA DELLA SCALA 2024 - ALESSANDRO GIULI CON LA MOGLIE VALERIA FALCIONI

E poi Chailly ha diretto da Padreterno, anzi da Padre Guardiano, perché la sua austerità commossa e solenne insieme non si può che definire manzoniana, e si sa quanto abbia pesato il creatore dell'Innominabile sull'Innominata. In effetti, il primo e unico incontro fra Manzoni e Verdi capitò appena prima che quest'ultimo revisionasse per la Scala l'opera di Pietroburgo.

PRIMA DELLA SCALA 2024 - PIERFRANCESCO FAVINO CON LA MOGLIE ANNA FERZETTIPRIMA DELLA SCALA 2024 - IGNAZIO LA RUSSA - LILIANA SEGRE - BEPPE SALA - ALESSANDRO GIULIPRIMA DELLA SCALA 2024 - IGNAZIO LA RUSSA - LILIANA SEGRE - BEPPE SALA - ALESSANDRO GIULIPRIMA DELLA SCALA 2024 - NICOLETTA MANNI E GIANMARCO TAMBERI

(…)

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)