giuli spano

DALLA PADELLA SANGIULIANO ALLA BRACE GIULI - RONCONE INFILZA IL MINISTRO CON L’AQUILA FASCISTISSIMA TATUATA SUL PETTO CHE HA DISERTATO LA FESTA DEL CINEMA DI ROMA DOVE ERA ATTESO PER LA PRIMA DEL FILM SU BERLINGUER (UNO SEDUTO ACCANTO A GIANNI LETTA: “LA VERITÀ È CHE QUESTI ARRIVANO AL POTERE. MA POI NON SANNO COME CI SI COMPORTA AL POTERE”) – "SUONATORE DI FLAUTO, EX CAMERATA DI 'MERIDIANO ZERO', GENTE CHE MENAVA. GIULI È UNO A CUI DA RAGAZZO IL MOVIMENTO SOCIALE FACEVA RIBREZZO, LUI VOLEVA QUALCOSA DI PIÙ ESTREMO ED ELITARIO. È AFFASCINATO DAL PAGANESIMO E PERÒ ANCHE DAL POTERE, E COSÌ S’È VOLUTO TRASFORMARE IN..." - DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagoreport-cuor-giuli-non-si-comanda-nbsp-accecato-fascino-411612.htm

 

Fabrizio Roncone per corriere.it - Estratti

 

ALESSANDRO GIULI

Tutti aspettiamo da oltre un’ora il ministro Giuli, qui, in platea, nella sala Sinopoli dell’Auditorium, dove la diciannovesima edizione della Festa del Cinema sta per cominciare, anzi dovrebbe cominciare con la proiezione del film Berlinguer - La grande ambizione, solo che lui non arriva, il nuovo ministro della Cultura non arriva e così tutti guardiamo l’orologio e chiediamo notizie alle signore del cerimoniale, chicchissime signore in tailleur con sguardi allibiti, mai successo prima,

 

pazzesco, incredibile, allargano le braccia e allora ci tocca telefonare a un gentile sottoposto di Giuli, che risponde biascicando: «Sono… appena… uscito dal dentista. Però non faccio il portavoce, Giuli non ce l’ha. Io so solo che sta tornando da Francoforte. Poi, boh. Scusate… ma ho un dente in fiamme».

alessandro giuli - tatuaggio aquila fascista

 

(...) Di colpo, divampa l’analisi politica. Si volta uno seduto accanto a Gianni Letta (il berlusconiano con più amici a sinistra): «Giuli doveva partire in anticipo, punto. Un ministro non può rischiare una figura simile. La verità è che questi arrivano al potere. Ma poi non sanno come ci si comporta al potere».

 

Beh, insomma.

 

Con il panciotto e il cravattino proprio da Giuli (dandy aristocratico, lui adora). E pure con il pizzetto brizzolato da Giuli (prima del suo, solo un pizzetto più famoso nella destra italiana: quello di Italo Balbo). Più il sorriso curiale e accogliente da Giuli, Alessandro Giuli sta arrivando, forse arriverà portandosi addosso tutto il suo personaggio,

 

alessandro giuli

perché dopo appena 40 giorni da ministro della Cultura è già diventato un gran personaggio, per stile e voce soffiata, una certa allergia agli imperiosi desideri di Fratelli importanti (tipo La Russa e Fazzolari), tra ruvide polemiche, clamorosi ritardi e magnifiche supercazzole, anche se poi il personaggio non è comunque certo ancora «personaggione» come il predecessore, che nei giornali e dentro i talk ci ha fatto svoltare l’estate con quella storia sublime piena di politica, corna e ricatti (sempre grazie, Jenny).

 

D’accordo: ma Giuli viene a vederselo questo film, sì o no?

 

Chiacchiere, nell’attesa. Appunti mentali. Sono già successe tante cose. «La verità è che il processo di mostrificazione nei miei confronti è stato facile, perché si antipatizza in un attimo — spiegò, con ironia, a Brucoli, all’ultima convention di Fratelli d’Italia —. Ad esempio, sui riti celtici. L’ultima cosa che mi hanno detto, è stata: “Sul serio mangi fegato crudo?”. È una cosa che fanno i salafiti dopo avere squartato gli infedeli. Io, però, non sono altro che uno studioso di riti religiosi».

 

VIGNETTA SU ALESSANDRO GIULI - INFOSFERA EBBASTA

Beh, insomma.

 

Anche suonatore di flauto. Ex camerata di Meridiano zero, tra gente che menava. Ex ultrà della Roma. Una laurea in Filosofia prevista per primavera. Un brutto tatuaggio sul petto («Ma non è, come dicono, un’aquila fascista»). Collezionista di sigari pregiati.

 

Mai imparata tanto velocemente la biografia di un collega (è stato pure condirettore del Foglio, coccolato — raccontano — da un fuoriclasse assoluto come Giuliano Ferrara).

 

Giuli comunque vorrebbe essere qui, giurano. Mentre Gennaro Sangiuliano, un anno fa, cosciente che avrebbe rimediato ghigni e mugugni, lasciò che a fare il gran cerimoniere, a promettere che la destra di governo si sarebbe presa pure il cinema, fosse Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera, un altro dandy di spicco tra i Fratelli, lui stasera addirittura in smoking e con bretella argentata. Sangiuliano, di suo, per dimostrare che invece la nuova egemonia da qualche parte germogliava, si limitò a presenziare alla proiezione del film di Duilio Coletti, Divisione Folgore, appena restaurato (evitare commenti, please).

 

INFOSFERA - MEME SU ALESSANDRO GIULI

Giuli è molto più scaltro di quel simpatico borbonico, che andava in giro spiegandoci come persino Dante fosse di destra: Giuli è uno a cui da ragazzo il Movimento sociale faceva ribrezzo, lui voleva qualcosa di più estremo ed elitario, e adesso si sta scapicollando per venire a vedersi il film su Berlinguer dopo aver scritto un libro in cui teorizza che «Gramsci è vivo».

 

 Giuli è affascinato dal paganesimo e però anche dal potere, e così s’è voluto rapidamente trasformare in protagonista, ma a modo suo; inaugurando la Buchmesse di Francoforte, poche ore fa, s’è esibito in un discorso assai conturbante: «Spazio alla libertà del dissenso, anche contro il governo…». A Palazzo Chigi, dove da tempo si sentono accerchiati: «Cioè, intendeva contro di noi?».

 

Stupore. Apprensione. Il tipo è irregolare. E spavaldo. Dovrebbe infatti essere chiaro a tutti — mettendoci un po’ di onestà intellettuale — che il contorto discorso da Conte Mascetti con cui ha illustrato alla Camera la sua idea di cultura («… la rivoluzione permanente dell’infosfera globale…») è stato scritto proprio per stupire. E provocare.

francesco spano

 

Gesto plastico, marinettiano. Insomma: li ha sfottuti. Ma non se ne sono accorti. Chiaro a tutti, invece, il comportamento adottato per sostituire Francesco Gilioli, il capo di gabinetto accusato di «intelligence» con i cronisti: ho scelto Francesco Spano e ci metto Spano, ci ho lavorato al MAXXI, mi fido di lui e voi — da Ignazio a Giovanbattista — potete avere tutti i dubbi che vi pare. Io me ne frego!

 

«Ma davvero ha detto così?». Vabbé. Qui, intanto, abbiamo cominciato senza di lui.

alessandro giuli - tatuaggio con l aquila fascista sul pettoGIOVANNA MELANDRI - FRANCESCO SPANO - 2022 - FOTO LAPRESSEalessandro giuli con la kippahalessandro giuli vitalia 7alessandro giuli foto di baccoalessandro giuli vitalia 3alessandro giuli vitalia 2alessandro giuli vitalia 1alessandro giulialessandro giuli vitalia 5alessandro giuli vitalia 4alessandro giuli

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