POSSIAMO ESSERE UN PAESE UNITO? AL SUD È IL PESCE, AL NORD L'UCCELLO: ANCHE IL LINGUAGGIO DIVIDE L’ITALIA – FELTRI: LA DISTANZA DI CIVILTÀ TRA l’ORNITOLOGIA SETTENTRIONALE E L’ITTICA MERIDIONALE STA ANCHE NELLA SCELTA SIMBOLICA DI QUEL CHE DEFINISCE L'IDENTITÀ MASCHILE. SU O GIÙ? – IL LIBRO

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Vittorio Feltri per “Libero quotidiano”

affresco che rappresenta priapo affresco che rappresenta priapo

 

Com' è noto, il pesce è il nome che a Napoli si dà all' attrezzo che a Milano è chiamato uccello. La distanza di civiltà tra il Nord che sale sui monti e il Sud che scende sul fondo sta anche nella scelta simbolica di quel che definisce l' identità maschile. Su o giù?

 

Diciamo che Del Pesce indubbiamente ha privilegiato nel libro (Lello. Vi amo tutte, Etabeta, pagine 399, 18,) l' affratellamento tra l' ornitologia settentrionale e l' ittica meridionale: un paritario ed efficace "su-e-giù". Quello che J. D.Salinger nel Giovane Holden qualificò con il verbo "stantuffare". Trattasi come nel caso dell' autore americano di un romanzo di formazione.

 

Mi sono concesso lo scherzo salace. Ma perfettamente in tema. Il protagonista, infatti, di questa divertita fatica letteraria casalinga di Raffaele Del Pesce, è proprio il pesce, inteso alla napoletana. Quello cui Alberto Moravia ha dedicato un romanzo chiamandolo pomposamente e/o pompinescamente Lui. C' è una convergenza assoluta tra le vicende del fanciullino Lello e l' attitudine al guizzo inguinale assai precoce. Diciamo pure, per trovare una sintesi, che Lello è talvolta pesce volante, talaltra uccello che si tuffa volentieri in certi intrichi boschivi.

del pesce cover del pesce cover

 

Nella breve prefazione, l' autore si preoccupa di precisare che tutto quanto racconta gli è capitato davvero. Non ce ne sarebbe bisogno: la narrazione di una vita diventa letteratura grazie alle parole che colorano i fatti illuminandoli di fascino, trasformandoli in essenze universali.

 

Qui tutto viene trascritto, secondo Del Pesce, dai diari, quelli scolastici e quelli segreti. Dalla terza elementare alla terza media, Raffaele, chiamato Lello, annota puntualmente le sue giornate. Sono quaderni sepolti in qualche cassapanca tra le cianfrusaglie, che Raffaele riscopre, chissà come.

 

Lo fa dopo essere approdato alla pensione, giuntovi al culmine di un' onorata carriera nel campo del commercio e della dirigenza aziendale, succeduti a brevi trascorsi giornalistici in quel di Busto Arsizio, la città che da sempre è gelosa di Varese (capoluogo di provincia, con grande scorno dei bustocchi), e dove Lello, rimasto orfano di padre a soli sei mesi di vita, si trasferì con la famiglia.

priapo priapo

 

L' infanzia di Lello è tutta all' epoca del fascismo e della guerra. Ed è scandita da precoci incontri con l' altro sesso. Eventi trascritti nei minuti particolari anatomici, piovuti quali rugiada sulla sua esistenza di fanciullino, sorprendenti, dove la lascivia domina.

 

La narrazione di questi meeting è il filo dell' opera. L' espediente letterario è l' averli inseriti tra una divagazione e l' altra sulle opere architettoniche che il ragazzino vede e descrive camminando lungo la sua vita e i suoi ricordi.

 

Gli edifici, ponti e chiese, sono minutamente descritti, viene annotato l' architetto e l' ingegnere, gli anni della erezione. Ecco: erezione. Ci siamo. Gioco di parole. Impossibile sottrarsi. Proprio tornando da una gita al Sacro Monte di Varese, Lello ha il primo appuntamento con una donna. Accade con la balia di una signora che gli concede l' uso della stanza da bagno. Accade quello che deve accadere, con grandi seni, latte, labbra: molto Amarcord di Fellini.

 

POMPEI - DISEGNO DEL DIO PRIAPO POMPEI - DISEGNO DEL DIO PRIAPO

L' atmosfera di quello e di altri incontri del genere (ne leggeremo molti) non conosce la minima reticenza né lascia spazio manzonianamente al pudore.

 

Un autore "professionista", pur nella esplicitezza, di tanto in tanto userebbe ellissi, distrarrebbe con metafore floreali, col detto e non detto, come farebbe Henry James. La verginità letteraria di Del Pesce viene fuori anche da ingenuità esplosive, un favoloso stile naïf, che comunque finiscono per aumentare la sensazione di come la preadolescenza sia un mistero, dove si vede tutto, e non si capisce niente, se non che la tensione sessuale è importante. E va trattata con delicatezza e rispetto.

 

Probabilmente, se un libro del genere fosse stato scritto e pubblicato sessant' anni fa, avrebbe attirato fulmini e censure. Denunce e sequestri. Certe pagine rasentano, letteralmente, qualcosa di scandaloso. Viceversa, al giorno d' oggi andrà via liscio. E sarà quietamente studiato quale esempio di come un ragazzino disinibito, in un contesto assai più chiuso e moralista di quello odierno, scopre gradualmente i cambiamenti del suo corpo e della sua mente. Peccato. Era meglio quando ci si scandalizzava un po'. Se tutto è normale, accettato, che noia.

feltri feltri

 

Mi piace notare che il contesto è quello dell' Italia della seconda guerra mondiale, e i sapori sono quelli della cucina tipica di Busto Arsizio, come i "bruscitt", lo spezzatino bustocco con la polenta, che Lello ama mangiare a casa della nonna Teresa. Questi particolari domestici rendono più docile una narrazione la cui scabra sincerità ha, delle volte, veri e propri momenti di crudezza. E se lo dico io, che ne ho viste di tutte, credetemi. L' erotismo con tratti di arte pornografica emerge prepotente proprio perché quel ragazzino era davvero ingenuo.

 

Non sapeva niente, impara tutto stupito. E la prosa vi corrisponde: vivida, scarnificata, volutamente semplice. Proprio com' è quella di un bambino che nel diario annota la raccolta delle violette, mentre in Lello. Vi amo tutte a essere colte sono poetiche prugne e sode patate.

POMPEI - PRIAPO NELLA CASA DEI VETTII POMPEI - PRIAPO NELLA CASA DEI VETTII priapo priapo

 

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