LA QUARANTENA DEI GIUSTI: GUIDA TV PER RECLUSI – OGGI C’È DAVVERO POCHINO. PARTIAMO DA “TOTÒ D’ARABIA”, CHE MALGRADO IL GRANDE TITOLO NON È BELLISSIMO. NEMMENO TOTÒ CI CREDEVA, E FU UN FIASCO – ALLE 2.45 PERÒ SU RETE 4 ARRIVA “ELENA SÌ… MA DI TROIA”, BRUTTISSIMO PEPLUM EROTICO CON DON BACKY E CHRISTA LINDER, CHE AL TEMPO DISSE: “VORREI FAR SAPERE ALLA GENTE CHE SO ANCHE RECITARE, MA HO L’IMPRESSIONE CHE GLI ITALIANI…” – VIDEO + GALLERY HOT

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Marco Giusti per Dagospia

 

 

toto' d’arabia toto' d’arabia

Che vediamo oggi? Mmmm… oggi c’è davvero pochino. “Partiamo da “Totò d’Arabia”, stasera alle 21 su Cine 34, che,  malgrado il grande titolo, purtroppo non è bellissimo. Lo diresse Paolo Heusch, ma lo firmò lo spagnolo José Antonio De La Loma, un po’ per motivi di coproduzione un po’ perché, essendo gay, Heusch era discriminato dai produttori, tanto che non firmò nemmeno il film di Totò che segue stasera sullo stesso canale, il più divertente “Che fine ha fatto Totò Baby?”, che figura come diretto da Ottavio Alessi.

toto' 1 d’arabia toto' 1 d’arabia

 

Quanto a “Totò d’Arabia”, nemmeno Totò ci credeva. Quando con Heusch andarono a vedere il vero “Lawrence d’Arabia” di David Lean, fu lo stesso Totò a dire “Questo è un capolavoro. Non dovremmo neanche fare un film su una cosa così”. Invece lo fecero, andarono in Spagna lui con la sua Cadillac e il fido autista Cafiero, negli stessi set d’Almeria dove avevano fatto il vero Lawrence, anche se poi, con l’arrivo degli 007, il film prese una piega spionistica ancora più assurda. Fu un fiasco, stroncato da tutti.

 

che fine ha fatto toto' baby 2 che fine ha fatto toto' baby 2

In Spagna scrissero “Meno male che le gambe di Nieves Navarro riescono a sostenere un poco l’interesse dello spettatore”. La Navarro era la bellissima moglie del co-produttore italiano, Luciano Ercoli. Lei ricorda il film e Totò come un’esperienza meravigliosa. Nemmeno “Mussolini ultimo atto”, La 7 alle 21, 20, malgrado la regia di Carlo Lizzani, la presenza di Rod Steiger come Mussolini e di Lisa Gastoni come Claretta, la musica di Ennio Morricone è un gran film. Certo, ci sono anche Henry Fonda come Cardinale Schuster e Massimo Sarchielli come Pavolini, ma me lo ricordo un po’ mollo con una Steiger che esagera.

 

 

prova a prendermi 2 prova a prendermi 2 jurassic park iii 1 jurassic park iii 1

Tralascerei “Jurassic Park III” di Joe Johnston, Italia 1 alle 21, trovando decisamente superiori il film di truffe “Prova a prendermi” diretto da Steven Spielberg con Leonardo Di Caprio e Tom Hanks, Iris alle 21, che mi ricorda certo vecchi di Richard Mulligan con Tony Curtis anni ’60, e il fantascientifico e tragicamente attuale “E venne il giorno” di M. Night Shyamalan, Rai 4 alle 21, 20, con Mark Wahlberg in fuga con la figlioletta e Zooey Deschanel. Anche su Sky non c’è molto alle 21, a parte il tardo western pro-indiani “Geronimo” di Walter Hill, scritto dal grande John Milius con Wes Studi, Gene Hackman, Matt Damon e Robert Duvall e la commedia italiana per famiglie “Ti presente Sofia” di Guido Chiesa con Fabio De Luigi e Micaela Ramazzotti che fece buoni incassi un paio d’anni fa.

e venne il giorno 1 e venne il giorno 1

 

La seconda serata è pure peggio, anche se, ripeto, “Che fine ha fatto Totò Baby?”, Cine 34 alle 22, 50, fa piuttosto ridere con Totò e Pietro De Vica che rifanno Bette Davis e Joan Crawford nel celebre “Che fine ha fatto Baby Jane?” di Robert Aldrich. C’è pure un vecchio Mischa Auer. Rai Due alle 23, 20 presenta “Zeta- Una storia hip-hop” di Cosimo Alemà, un film del 2016 sul mondo dei giovani romani di periferia con un cast di ragazzini, Diego Germini, Irene Vetere, Olmo Antinori, ma anche Salvatore Esposito e Massimiliano Gallo, sorta di rap-movie con musiche di Salmo, tormento, Izi, Baby K. Non male.

il bianco il giallo il nero 1 il bianco il giallo il nero 1

 

Il pomeriggio non promette molto, un vecchio Zorro con il mio vecchio amico Giorgio Ardisson, il solo Zorro biondo e  senza baffi, “Zorro alla corte del Re di Spagna” di Luigi Capuano. Ardisson ricordava che “era un bello Zorro, oltre tutto il primo film italiano a colori in cinemascope. E per questo fece il giro del mondo. Con me c’era il povero Alberto Lupo, che forse venne pagato più di me, perché aveva già un nome grazie alla televisione ”Tutto girato in Italia, senza coproduzione spagnola. “Luigi Capuano”, ricordava Oberdan Trojani direttore della fotografia, “era un napoletano che aveva una buona preparazione tecnica. Durante la guerra era stato pilota di caccia e si faceva chiamare il comandante. Era il classico napoletano che non gli andava di lavorare tanto. Arriva la mattina e: ‘Trojani, all’una ci ho il dentista!’ Ardisson ricordava che comunque Capuano sul set era preciso.

zorro alla corte del re di spagna zorro alla corte del re di spagna

 

“Stavamo girando a Vignanello, nella Villa Ruspoli. C’era un bar e, durante una pausa, sfidai a biliardo il più forte del paese. Non sapevano che ero stato campione italiano a boccette. Capuano a un certo punto mi manda il direttore di produzione, un certo Pappagallo e mi dice che o’ Comandante mi vuole subito sul set. Allora dissi al mio sfidante: Ora ti faccio cadere tutti i peoli in un botto. E lo feci. Poi mi misi il cappello da Zorro in testa e andai a girare. Questo è il vero Zorro!, disse poi in giro il mio sfidante”.

 

 

non mandarmi fiori! non mandarmi fiori! e venne il giorno e venne il giorno

Non mi ricordo molto di “Non mandarmi fiori!”, Rete 4 alle 16, 45, commedia firmata da Norman Jewison con Rock Hudson, Doris Day e Tony Randall, ma non deve essere male. Mi piacerebbe consigliarvi anche “Carabinieri si nasce” di Mariano Laurenti, Cine 34 alle 17, 35, barzelletta movie che non ha però gran culto e grande interesse tra i fan del genere, che apprezzano solo i nudi di Tinì Cansino, Malisa Longo e Cinzia De Ponti. Nel ricordo di allora era quasi inguardabile anche “Il bianco il giallo il nero”, Cine 34 alle 19, ultimo western di un maestro come Sergio Corbucci, troppo comicarolo e buttato via malgrado il grande cast. Giuliano Gemma, legnoso come sempre, Tomas Milian, il Giallo Sakura, figlio di una giapposotta (un po’ giapponese un po’ mignotta) che lo porterà dritto dritto al ruolo del cuoco cinese Ciuciciao in “Delitto al ristorante cinese”, Eli Wallach, il Nero, con tanto di grossa stello da sceriffo fin troppo caricaturale.

 

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L’idea è quella di sfidare il dominio di Terence Hill e Bud Spencer, ma anche di competere con i Monnezza e i Nico Giraldi movies. La cosa più divertente è il monologo che la moglie dello sceriffo, la spagnola Maria Isbert, recita a Eli Wallach quando parte a caccia dei banditi: Per un pugno di dollari che non sono neanche tuoi devi già ripartire, almeno lo facessi Per qualche dollaro in più... e invece Vamos a matar compañeros, sempre in viaggio con Il buono il brutto il cattivo. Giù la testa, caro, sei alla Resa dei conti. Chi sono io per te? Nessuno, ecco, Il mio nome è nessuno….”.

zeta una storia hip hop zeta una storia hip hop sballato, gasato, completamente fuso sballato, gasato, completamente fuso

 

Alla stessa ora Rai Movie risponde con “Sballato, gasati, completamente fuso” di Steno con Edwige Fenech come giornalista d’assalto, Enrico Maria Salerno come quasi Scalfari, Diego Abatantuono tassinaro terrunciello, Liù Bosisio come Fallaci, Mauro Di Francesco che si sente Jack Nicholson in Shining, oltre a Plinio Fernando e a Ennio Antonelli. Sgangherato ma divertente, pieno di battute di Diego, “Nel traffico sono una biscia che rispetta la striscia", "Ah ho capito, via Veneto, quella di Fellino, la Docce vita, il Vitellone!".

Dei film di prima e seconda serata vi ho detto.

 

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Se siete ancora svegli dopo mezzanotte passa alle 00, 45 su Cine 34 il raro documentario di Romolo Marcellini “I Tabù”, 1963, che vanta una versione americana con la musica del re dell'exotica Les Baxter e la voce di Vincent Price, seguito dall’ancor meno viso “La ragazza del bersagliere” di Alessandro Blasetti, commedia pensata da Angelo Rizzoli per la sua preferita, Graziella Granata, che vanta un raro ruolo da protagonista del bravissimo Antonio Casagrande oltre a un bel ruolo di Gigi Proietti e una massa di attori meravigliosi, Franca Valeri, Leopoldo Trieste, Vittorio caprioli, Renato Salvatori.

 

Però alle 2, 45 su Rete 4 arriva “Elena sì… ma di Troia”, bruttissimo peplum erotico di Alfonso Brescia con Don Backy e Peter Landers come sotto Bud&Terence e la bella bavarese Christa Linder come Elena. “Vorrei far sapere alla gente che so anche recitare”, disse la Linder al tempo. “Invece ho l’impressione che gli italiani non se ne siano neanche accorti”. Seee…

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