2020quarantenagiusti1304

LA QUARANTENA DEI GIUSTI: GUIDA TV PER RECLUSI – I SUPERFAN APPREZZERANNO IL NUDO DI UNA GIOVANE ISABELLA FERRARI IN “IL RAGAZZO DEL PONY EXPRESS”. PER TUTTI GLI ALTRI CONSIGLIO UNA SERIE DI GRANDI KOLOSSAL – ALL’UNA, SE SIETE SVEGLI, PASSA “YANKEE”, IL SOLO SPAGHETTI WESTERN DI TINTO BRASS, UN FILM CHE GLI VENNE TOLTO AL MONTAGGIO E NON VOLEVA FIRMARE. MA NON È AFFATTO MALE NEANCHE COSÌ – VIDEO

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

il ragazzo del pony express

Che vediamo oggi? E’ Pasquetta, lo so, ma so anche che siamo tutti chiusi a casa e non abbiamo grandi alternative. Anche per oggi, vi avviso, nessuna commedia sexy in tv. Però i superfan apprezzeranno il nudo di una giovane Isabella Ferrari in “Il ragazzo del Pony Express” di Franco Amurri con Jerry Calà, Cine 34 alle 19, 30.

 

el cid

Per tutti gli altri consigli una serie di grandi kolossal, come il meraviglioso “El Cid” di Anthony Mann con Charlton Heston e Sophia Loren, scritto da fuoriusciti blacklisted come Philip Yordan e Ben Barzman, 7Gold stasera alle 21, definito da Martin Scorsese “il più grande film epico di tutti i tempi”. Sottoscrivo. Impazzivo per la battaglia finale contro i Mori e El Cid che cavalcava il suo stallone bianco Babieca. Charlton odiava Sophia perché era pagata più di lui (un milione di dollari!), ma lui usciva da un successo come “Ben-Hur”.

il ragazzo del pony express 4

 

Così nelle scene d’amore lui guardava da un’altra parte. Ma ebbe il nome sui cartelloni più grosso del suo e lei ci rimase malissimo. Non apprezzava abbastanza neppure Anthony Mann, preferendogli William Wyler. Ma Mann fece un lavoro eccezionale. Pieno di attori italiani e spagnoli, attenzione, da Rosalba Neri a Paul Naschy.

 

l’ultimo imperatore 1

Su La7, sempre stasera alle 21, c’è “L’ultimo imperatore” di Bernardo Bertolucci con John Lone, Joan Chen e Peter O’Toole, altro film meraviglioso di quando avevamo ancora un cinema. Ricordo però che Bertolucci non riusciva a chiudere il film e venne salvato dall’intervento del direttore di Rai Uno Giuseppe Rossini, allora non c’era Rai Cinema, assieme al suo amico, il vecchio Mario Cecchi Gori. Altri tempi. Ma quanti Oscar ebbe? Nove…

 

jurassic park 2quando dico che ti amo

Sempre alle 21 ci sono anche su Italia 1 il primo “Jurassic Park”, quello di Steven Spielberg con Sam Neill, Laura Dern, Jeff Goldblum e il grande Richard Attenborough, e il grande western di Delmer Daves in Cinemascope “L’ultima carovana”, dove Richard Widmark è Comanche Todd, un prigioniero accusato di omicidio in viaggio verso un processo, che dovrà salvare la situazione e la capigliatura a tutta la carovana attaccata dagli Apache. Augh! Occhio che alle 16, 10 su Rete 4 passa il superkolossal in Cinerama “La conquista del West” diretto da John Ford, Henry Hathaway, George Marshall con megacast, da John Wayne a James Stewart, da Carrol Baker a Henry Fonda, da George Peppard a Gregory Peck, da Richard Widmark a Eli Wallach. Attenti alle apparizioni di Harry Dean Stanton, uno della banda di Eli Wallach e di Lee Van Cleef, uno di pirati del fiume.

 

la conquista del west

Lee Van Cleef ci lasciò un dito sul film, e infatti Sergio Leone lo introdusse in “Per qualche dollaro in più” inquadrandogli proprio il moncherino del dito tagliato prima che si senta la frase “Questo treno ferma a Tucumcari?”. Sembra che Leone si sia innamorato qui di Eli Wallach e non col Calvera di “I magnifici sette”. Mah… Non ci credo del tutto. L’episodio di John Ford, quella sulla Guerra di Secessione è qualcosa di perfetto, lo diceva anche Jean-Marie Straub all’epoca. James Stewart fa il ruolo del cacciatore a 53 anni quando dovrebbe averne 28, ruolo che doveva fare Gary Cooper e che non fece perché morì proprio quell’anno.

quando dico che ti amo

 

Detto questo il pomeriggio qualcosa di divertente passa. Penso alla commedia per signore “Fiori d’acciaio” di Herbert Ross, Rai Movie alle 15, 35, tutta al femminile, con Shirley MacLaine, Sally Field, Julia Roberts, Daryl Hannah. O al tardo musicarello “Quando dico che ti amo” diretto da Giorgio Bianchi, Cine 34 alle 15, 55, con Tony Renis, la stupenda Lola Falana, Alida Chelli, Enzo Jannacci, Lucio Dalla che canta “Bisogna saper perdere”, Caterina Caselli, Jimmy Fontana.  Bianchi è morto lo stesso anno di uscita del film, mi sa che l’ha in gran parte diretto il suo aiuto, Giuseppe Orlandini, nobile che si dilettava col cinema e gli arrivava il cestino con le posate d’argento (dicheno…).

mr beaver 1

 

 Uno sguardo a un film diretto da Jodie Foster a difesa di Mel Gibson, che ebbe non pochi problemi di ogni tipo, “Mr Beaver”, diretto e interpretato dalla Foster con Mel Gibson protagonista, Iris alle 17, 25. Mai visto. Poco dopo, 17, 40, scontro tra il clamoroso “Il monaco di Monza” di Sergio Corbucci con Totò, Macario, Taranto e la coppia (allora) Celentano-Don Backy, Rai Movie, e “Il ritorno di Ringo”, cine 34, secondo western diretto da Duccio Tessari con Ringo-Montgomery Wood, che era il nome d’arte di Giuliano Gemma. L’idea viene addirittura da “L’Odissea”.

la conquista del west 2

 

E infatti il film si sarebbe dovuto, nelle intenzioni del regista, “L’Odissea dei lunghi fucili”. Un titolo assurdo, infatti produttori e distributori gli imposero l’elementare, ma giusto “Il ritorno di Ringo”, visto il successo del precedente film. La Cineriz annuncia l’inizio della lavorazione del film con il titolo Il ritorno di Ringo a un mese dall’uscita di Una pistola per Ringo e dopo 320 milioni di incasso. Intorno alle 19, 30 guerra tra “Il ragazzo del Pony Express”, opera prima di Franco Amurri con un Jerry Calà che cerca inutilmente un lavoro stabile nel lontano 1986, e un altro tardo musicarello stavolta di ambientazione militaresca, “W le donne”, diretto da Aldo Grimaldi con Little Tony, Franco e Ciccio, Pippo Baudo, Pippo Franco, Nino Terzo. Marcel Amont canta la celebre canzone del titolo.

 

yankee 3

Alle 21, oltre a “El Cid” su 7Gold, “L’ultimo imperatore” su La7, “Jurassic Park” su Italia 1, vedo che c’è “Il sesto senso” di M. Night Shyamalan su Iris, sempre adattissimo in questo periodo, ahimé, e ben due film con Bradley Cooper, il più autoriale “Una folle passione” di Susanne Bier dove recita con Jennifer Lawrence, Paramount, e il disastroso mezzo giallo “The Words” di Brian Klugman e Lee Sternthal con Dennis Quaid, Olivia Wilde, Zoe Saldana, Cielo.

 

la conquista del west 1

Ai fan di vecchio cinema americano propongo, più tardi, alle 22, 55 su rai Movie, “Cordura” di Robert Rossen, con Gary Cooper già malato in un ruolo difficile, di ufficiale vigliacco che ha l’occasione per dimostrarsi eroe. Con lui ci sono Rita Hayworth, Van Heflin e Tab Hunter. John Wayne, leggo, odiava questo film, e pensava che fosse stato offensivo aver obbligato Gary Cooper a fare un personaggio codard e un po' gay. Poco sappiamo però noi spettatori italiano dell’incidente al Mexican Border del 1916 che è alla base della storia. Che per noi è quindi abbastanza oscura.

 

Se John Wayne odiava “Cordura” di Robert Rossen chissà cosa avrebbe pensato di fronte allo sciagurato macaroni war movie del 1969 di Alfonso Brescia “Testa di sbarco per otto implacabili”, Cine 34 alle 00, 35,  con Guy Madison, Peter Lee Lawrence, Erika Blanc, Luciano Catenacci e Alfio Caltabiano. Poverissimo, offre però al grande Max Turilli, mezzo tedesco e mezzo umbro-marchigiano, grande doppiatore di nazisti e marchigiani, di avere un vero ruolo di tedesco cattivo. Cultissimo.

 

yankee 4

All’una, se siete svegli, passa “Yankee”, il solo spaghetti western di Tinto Brass con Philippe Leroy e Adolfo Celi, un film che gli venne tolto al montaggio e non voleva firmare. Ma non è affatto male neanche così. “Perché faccio un film western?”, dichiara nel 1966 a un giovane Dario Argento giornalista di “Paese Sera”, “semplicemente perché non mi facevano fare altri film che mi interessavano. Le ispirazioni del mio Yankee sono i quadri di Dalì, De Chirico del periodo metafisico (le piazze vuote) e infine la mia bibbia, il mio manuale, i fumetti sadici italiani”. Ma quando esagera col nudo e con la mancanza di totali, i produttori gli rimontano il film. Vietatissimo al tempo, era adorato da un critico colto come Freddy Buache.

 

cape fear

Se siete ancora svegli alle 1,45 vi avviso che su Iris c’è un capolavoro di Martin Scorsese con Robert De Niro e Nick Nolte, “Cape Fear”, remake del vecchio film di J. Lee Thompson con Robert Mitchum e Gregory Peck, che qui fanno un cammeo assieme a Martin Balsam. Lo doveva girare in un pirmo tempo Steven Spielberg, ma fu proprio Spielberg e passarlo a Scorsese. Attenti alle musiche di Bernard Herrman riprese da Elmer Bernstein per il climax del film, non vengono dallo score di Herrman del vecchio “Cape Fear” ma da quelle non utilizzate da Hitchock de “Il sipario strappato”. Meravigliose. Cosa vogliamo di più?

fiori d’acciaiol’ultimo imperatore 2la conquista del west 3il ritorno di ringo 2jurassic parkil ragazzo del pony express 2el cid 1mr beaver 2yankee 2una folle passioneil ragazzo del pony express 3il ragazzo del pony express 1il ritorno di ringoyankee1yankeeil sesto sensoel cid 1mr beaverjurassic park3il monaco di monzal’ultima carovanail monaco di monza 2yankee 6il monaco di monza 1yankee 7yankee 5il ritorno di ringo 4il ritorno di ringo 3

Ultimi Dagoreport

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

tommaso calderone vannacci schifani tajani

DAGOREPORT - COME MAI IL FORZISTA TOMMASO CALDERONE TRASLOCA DA VANNACCI E DIVENTA IL NONO DEPUTATO DI FUTURO NAZIONALE? - AVVOCATO SICILIANO CAMPIONE DI PREFERENZE (NE HA RACCOLTE 11.200  NELL'ISOLA ALLE POLITICHE DEL 2022) E' ENTRATO IN CONFLITTO SIA CON IL GOVERNATORE RENATO SCHIFANI, SIA CON ANTONIO TAJANI, CHE NON GLI AVREBBERO GARANTITO IL POSTO DA CAPOLISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI - SI TRATTA DEL TERZO SCIPPO DELL’EX GENERALE AI DANNI DI FORZA ITALIA DOPO GLI “ACQUISTI” DI ATTILIO PIERRO E DAVIDE BERGAMINI (ENTRAMBI PASSATI PURE DALLA LEGA) - PROTAGONISTA DI MOLTE BATTAGLIE CONTRO I MAGISTRATI, CALDERONE E’ VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA (UN SALTO DI QUALITA' PER VANNACCI E LA SUA “SPORCA DOZZINA”)

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA...