adriano celentano ornella muti

"CELENTANO DICE CHE ABBIAMO AVUTO UNA STORIA D'AMORE? IO NON SMENTISCO" - LA QUASI 70ENNE ORNELLA MUTI CI SBOMBALLA ANCORA I CABASISI CON LA SUA LIAISON COL "MOLLEGGIATO" - LA LUNGA ASTINENZA DELL'ATTRICE: "SONO SINGLE DA MOLTI ANNI. NON HO PIÙ TROVATO LA PERSONA GIUSTA. MI VORREI INNAMORARE. A VOLTE SONO INCAVOLATA CON GLI UOMINI, NON SONO SEMPRE ONESTI CON LE DONNE" - LA VITA DELLA MUTI IN CAMPAGNA: "ABITO CON MIA FIGLIA NAIKE, IL SUO COMPAGNO, DUE CANI, DUE GATTI E DUE MAIALI" - LA RABBIA VERSO I POLITICI: "IL PIÙ PULITO C'HA LA ROGNA" (DISSE LEI, CHE MANGIAVA ALLO STESSO TAVOLO DI PUTIN)

 

Estratto dell'articolo di Francesco Rigatelli per “La Stampa”

 

celentano ornella muti

«Ma che me dai del lei?». Col suo sguardo fulminante dietro ai grandi occhiali tartarugati, e quel gesto naturale di tirarsi indietro i capelli visto in tanti film, Ornella Muti sfonda ogni distanza con l'interlocutore come fa sullo schermo con lo spettatore. Non si direbbe, ma fra tre mesi compirà 70 anni, e ieri ha ricevuto il Premio Stella della Mole al Torino film festival in occasione del cinquantenario di Romanzo popolare di Mario Monicelli, in cui nel 1974 recitò con Michele Placido e Ugo Tognazzi.

 

Che ricordo ne ha?

«Quel film è una pietra miliare per me. Affronta il tema dell'adulterio nella società operaia dell'epoca. Nella mia carriera ho oscillato tra lavori più o meno impegnati. È stato difficile sopportare il peso dell'estetica, nonostante io abbia girato tanti film per le donne. In quel caso mi chiamò Monicelli, ma ero incinta e mia madre gli scrisse per declinare l'offerta. Lui rispose che non lo avrebbe detto a nessuno e che mi avrebbe protetta. Andò così».

 

ornella muti al torino film festival

Come si trovò con lui?

«Non era uno facile, era secco, senza sbavature. Sapeva sempre chi doveva fare cosa e come, non perdeva tempo. Una grande scuola. Mi diceva "tu sei Disneyland". Placido non sapeva che ero incinta per cui ci furono alcune difficoltà pratiche nelle scene, ma niente di grave».

 

Cos'è per lei la bellezza?

«Un dono con dei lati negativi, per esempio si deve lavorare di più per farsi apprezzare. Però non mi sono mai sentita perfetta. Ho sempre avuto una grande insicurezza, poi ho capito che ognuno è quel che è e non serve nascondersi o uniformarsi. Anche come attrice più si è naturale, non vittima del personaggio, più si porta la propria verità allo spettatore». […]

 

ADRIANO CELENTANO ORNELLA MUTI

Perché ha detto che non si sente femminista?

«Ho fatto e condivido molte battaglie per le donne, ma non mi piace definirmi così. Mi sembra strano categorizzare qualcosa che ci appartiene naturalmente, come il proteggerci e l'essere noi stesse. Ci è servito il MeToo dall'America per farci unire su qualcosa e incutere timore agli uomini. Ho sempre creduto nella forza delle donne, nel lottare per noi, ma non mi piace appartenere a un movimento».

 

Oltre ai film d'autore lei è celebre per quelli di Castellano e Pipolo con Adriano Celentano, che ricordo ha di lui?

«Non abbiamo avuto più contatti da allora. Del resto mi avrebbero tagliato mani e piedi. Conservo fantastici ricordi. Adriano era molto divertente. Non faceva ridere solo me, ma tutto il set. A volte non riuscivano a battere il ciak perché erano piegati in due».

 

ornella muti francesco nuti - tutta colpa del paradiso

Ci fu una storia nonostante foste entrambi impegnati?

«Lui così dice e io non smentisco».

 

Ora ha un compagno?

«No, sono single da molti anni. Non ho più trovato la persona giusta. Mi vorrei innamorare, ma non è successo».

 

Cos'ha capito degli uomini?

«Non vorrei dire cattiverie, a volte sono incavolata con loro. Col tempo mi rendo conto che non sono sempre onesti con le donne. Per fortuna non tutti mi hanno deluso. Con il padre dei miei figli, per esempio, conservo un bellissimo rapporto».

adriano celentano ornella muti il bisbetico domato

 

E dell'amore cos'ha capito?

«Niente, è sempre una nuova avventura».

 

Segue la politica?

«Me ne sono sempre tenuta lontano perché non ci credo tanto. Concordo con il film Il trasformista di Luca Barbareschi. La politica spesso non è onesta».

 

Non si sente né di destra né di sinistra?

«Non sono mai stata niente, ma sono convinta di essere più di sinistra perché mi batto per la gente e credo nell'uguaglianza. Però non mi piace essere definita di sinistra, come per il femminismo, sono una persona che crede nell'umanità».

ornella muti francesco nuti - tutta colpa del paradiso

 

Va a votare?

«No, spesso non voto. Non saprei chi votare. Il più pulito c'ha la rogna. E poi le campagne elettorali sono piene di promesse».

 

Ha scelto di vivere in campagna?

«Ho avuto un'azienda vinicola con un'amica enologa e poi sono rimasta nell'Alto Monferrato. Un posto bellissimo con tramonti meravigliosi. Curo i fiori, farò l'orto. Abito con mia figlia Naike, il suo compagno, due cani, due gatti e due maiali. Vado spesso a Roma per i miei altri due figli e quattro nipoti. Sono una nonna e la considero una forma d'arte. Nel tempo libero scrivo copioni e faccio teatro nei paesini». […]

ornella muti putinornella muti putinPUTIN AL PIANO

ORNELLA MUTI NAIKE RIVELLI MICHELE PLACIDO ORNELLA MUTIornella muti a mosca russia 6ORNELLA MUTI NAIKE RIVELLI OGGIORNELLA MUTI NAIKE RIVELLIornella muti la moglie piu bella francesco nuti ornella muti stregati naike rivelli e ornella mutifrancesco nuti ornella mutiornella muti 5ornella muti naike rivelliornella muti naike rivelliadriano celentano Ornella muti

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”