alessandro di battista giuseppe conte

"IL M5S OGGI È DRAMMATICAMENTE IRRILEVANTE" - DI BATTISTA PREPARA IL RITORNO IN POLITICA E RANDELLA CONTE: "L'ULTIMATUM SULLA RAI POI RIENTRATO? SE SI CREDE IN UNA DECISIONE LA SI PORTA FINO IN FONDO. I CINQUESTELLE PIÙ CHE SUL PD SONO SUDDITI PIÙ O MENO INCONSAPEVOLI DEL DRAGHISTAN - VIRGINIA RAGGI? SE CI FOSSE UN PROGETTO POLITICO LA VORREI CON ME - PER CONVINCERMI A RIENTRARE NEL M5S, DOVREBBERO DISCONOSCERE IL 90% DI QUELLO CHE HANNO FATTO IN QUESTI ULTIMI 9 MESI. NON CREDO CHE ABBIANO IL CORAGGIO DI FARLO…"

Emanuele Buzzi per il "Corriere della Sera"

 

DI BATTISTA CONTE 1

Il ritorno in piazza (a fare comizi), il futuro del Quirinale, il vaccino, la suggestione di un progetto comune con Virginia Raggi: Alessandro Di Battista esce allo scoperto e traccia uno spaccato a trecentosessanta gradi dell'agenda politica e sociale, con qualche presa di distanza dai suoi ex colleghi M5S e lo sguardo rivolto soprattutto ai «diritti economici e sociali». L'ex deputato è in tour per le piazze d'Italia (sabato sarà nel Leccese) e aumentano le voci riguardo a un suo ritorno in campo.

 

CONTE DI MAIO E DI BATTISTA SUI TALEBANI

Lei dice che è probabile tornare a votare nel 2022. Nel caso, è pronto a correre per il Parlamento?

«Faccio battaglie politiche insieme a migliaia di cittadini ed è il miglior modo per costruire. Poi si vedrà».

 

Ha aperto all'idea di un nuovo movimento: come se lo immagina? Progressista, populista, con che collocazione?

«Mesi fa dissi a Bersani che l'urgenza sono i diritti economici e sociali. Lui era d'accordo. Si parte da qui».

 

Intanto è tornato in piazza. Quanto, per lei, questi comizi sono un test?

«È importante vedere quanto consenso abbiano determinate battaglie».

 

ALESSANDRO DI BATTISTA CONTESTATO

Virginia Raggi intanto dice che lei va ascoltato.

«La ringrazio. Sono sempre più convinto che abbiamo perso una grande sindaca».

 

Le piacerebbe cooptarla in un progetto insieme?

«Qualora ci fosse un progetto assolutamente sì».

 

Un anno fa affermava che i 5 Stelle, sotto la reggenza Crimi, erano diventati come l'Udeur. È ancora così? Cosa le ricordano oggi?

«L'Udeur toccava più palla. Il M5S oggi è drammaticamente irrilevante».

 

ALESSANDRO DI BATTISTA VIRGINIA RAGGI PH LAPRESSE

Sono troppo schiacciati sul Pd?

«Più che sul Pd sono sudditi più o meno inconsapevoli del Draghistan».

 

Conte ha detto che non è irreversibile la scelta di non partecipare a programmi Rai. Grillo ha commentato: «Specialista in penultimatum».

«Problemi interni di un movimento che ho lasciato per ragioni politiche».

 

Ma cosa pensa della decisione di non partecipare ai programmi Rai?

«Che se si crede in una decisione la si porta fino in fondo».

 

C'è qualcosa che potrebbero fare per convincerla a rientrare nel M5S?

«Dovrebbero disconoscere il 90% di quello che hanno fatto in questi ultimi 9 mesi. Non credo che abbiano il coraggio di farlo».

alessandro di battista virginia raggi 1

 

Berlusconi ha lodato il reddito di cittadinanza.

«Captatio benevolentiae. Vuole il Quirinale. Tra un po' dirà che ho fatto bene a leggergli la sentenza Dell'Utri sotto casa».

 

Intanto i partiti si dovranno sedere a un tavolo per eleggere il nuovo capo dello Stato. Lei chi vorrebbe come presidente?

«Gustavo Zagrebelsky. Al Paese serve un amante della Costituzione».

 

È favorevole a introdurre nella Costituzione il limite di un solo mandato per il Colle?

«Sì, trovai indecente la rielezione di Napolitano».

di battista raggi

 

Lei ha sempre dato un giudizio negativo del governo, ma c'è qualcosa che salva in questo esecutivo?

«Fatico a salvare qualcosa di un governo composto da Salvini, Berlusconi, Renzi e presieduto da Draghi».

 

Si è detto favorevole al vaccino: cosa pensa della somministrazione agli under 12?

«Ho molti dubbi. Se esistesse in Italia una casa farmaceutica pubblica ne avrei di meno».

 

Il Covid come ha cambiato la politica?

«Doveva convincere i politici sulla necessità di rafforzare lo Stato. Invece si sta tornando a privatizzare ogni cosa».

mimmo paresi, davide casaleggio, alessandro di battista, virginia raggi

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)