orsini brindisi

"ORSINI CENSURATO? MA SE E’ SEMPRE IN TV" - L'AFFONDO DEL MITE GIUSEPPE BRINDISI: "MI FA SCHIFO LA MODA DI QUELLI COME LUI CHE PARLANO DI 'MAINSTREAM'. LORO SONO I PRIMI CHE NE FANNO PARTE. PROVO RIBREZZO PER QUESTO ATTEGGIAMENTO. QUANDO MI PARLANO DI “NARRAZIONE UFFICIALE” MI SALE IL CRIMINE". CELENTANO LO HA ACCUSATO DI INTERROMPERE SPESSO CERTI OSPITI: “SONO ORGOGLIOSO DI FARLO SULLE CASTRONERIE, MA ADRIANO LO VORREI IN STUDIO” - IL CALCIO? SONO ZEMANIANO INTEGRALISTA”

Gianmarco Aimi per mowmag.com

 

giuseppe brindisi

In pochi se ne sono accorti, ma in sordina e grazie al “lavoro, lavoro e ancora al lavoro” c’è una trasmissione che piano piano sta scalando le gerarchie degli ascolti e iniziando a insidiare i propri competitor sul terreno del talk televisivo.

 

Si tratta di Zona Bianca, che nell’ultima domenica è arrivata a un soffio dal raggiungere Non è l’Arena (4.7% di share di Rete4 contro il 5% di La7) e punta “a mettere la freccia” nelle prossime settimane. Se gli riuscirà o meno lo staremo a vedere, certo è che fino a poco tempo fa sembrava impensabile.

 

Non si tratta comunque di un caso, visto che il timoniere del programma ci ha spiegato che dietro a questi risultati c’è una vera e propria strategia pianificata da Mediaset nel corso di diversi mesi: giocarsi le proprie carte attraverso questo format per contrastare l’egemonia di Massimo Giletti.

 

E fedele ai dettami di Zdenek Zeman, perché, come vedremo, più che al calcio è rimasto affezionato agli insegnamenti dell’eretico allenatore boemo, l’importante alla fine anche nella vita è segnare un gol in più dell’avversario.

 

giuseppe brindisi

È la filosofia di Giuseppe Brindisi, giornalista e conduttore di Zona Bianca, che abbiamo incontrato per parlare di come vengono costruiti oggi i talk, delle immancabili polemiche sugli ospiti (“chi dice di essere censurato è sempre in Tv, ormai è una moda”), sulla libertà di espressione (“noi diamo parola a tutti”) - come nell'ultima puntata a Maurizio Murelli, neofascista condannato a 17 anni e sei mesi per concorso in omicidio volontario in un servizio del direttore di MOW Moreno Pisto - sulla responsabilità di chi amplifica certe tesi controverse (“a volte mi sono pentito di avergli dato voce”), senza dimenticare una sua vecchia passione, il calcio, che però ormai lo ha deluso: “Gli Europei sono stati una illusione ottica, non abbiamo più fatto crescere i talenti. Ma io rimango sempre un integralista zemaniano”.

 

Partiamo da una nota positiva per il tuo programma. Zona Bianca, che nelle ultime settimane sta marcando stretto Non è l’Arena intorno al 5% di share.

giuseppe brindisi

 

Siamo molto soddisfatti. Ci siamo spostati dal mercoledì alla domenica proprio perché l’azienda voleva inseguire Giletti e si è pensato che Zona Bianca fosse il programma migliore per contrastare Non è l’Arena. Abbiamo lavorato per mesi per costruirci il nostro “tesoretto” di pubblico in un giorno difficile. La vera sfida era questa. Non è facile, ma i risultati ci stanno dando ragione. Siamo vicini e siccome io e la mia squadra siamo molto competitivi tra un po’ proviamo a mettere la freccia.

 

I talk spesso sono al centro delle polemiche per gli ospiti che invitano. Ultimamente si è parlato molto del professor Alessandro Orsini, in particolare per il compenso che avrebbe ricevuto a Cartabianca sulla Rai che poi è stato annullato. Voi come vi regolate con i compensi per gli ospiti?

 

orsini

Tutti gli ospiti politici vengono a Zona Bianca gratuitamente. Non solo i politici in senso stretto, anche gli opinionisti. Se qualcosa come produzione paghiamo, riguarda soltanto i personaggi esterni a questo ambito. Se invitiamo Al Bano, per esempio, gli riconosciamo un cachet. Ma in generale la nostra policy è di non pagare. Lo facciamo solo se hanno una funzione che può servire davvero dibattito, quindi prevediamo un “gettone”. Ma parliamo di cifre molto molto limitate.

 

Al di là del compenso, Orsini ha lamentato di essere ostacolato perché le sue tesi escono dal racconto “mainstream” o dalla “narrazione ufficiale.

Guarda, quando sento parlare di “mainstream” o “narrazione ufficiale” posso andare giù di testa. Orsini dice di essere censurato, ma in realtà è in tv più volte al giorno e scrive per i giornali o viene intervistato. Quelli come Orsini che parlano di “mainstream” sono i primi che ne fanno parte. Gli fa comodo nella loro narrazione essere censurati.

 

È diventato un mestiere gridare alla censura per poi avere visibilità?

giuseppe brindisi zona bianca

È diventata una moda che a me fa veramente schifo. Provo ribrezzo per questo atteggiamento, perché non bisogna perdere un po’ di onestà intellettuale. Quando mi parlano di “narrazione ufficiale”, come dicono i giovani mi “sale il crimine”. Noi che siamo “mainstream” non facciamo nessun tipo di censura. Il talk deve essere una contrapposizione fra varie tesi, a parte alcuni programmi che hanno un messaggio univoco da lanciare. Quindi noi a Zona Bianca abbiamo interesse ad avere più voci e a non limitare nessuno.

 

 

Sei stato accusato di interrompere troppo spesso certi ospiti con argomenti un po’ al limite.

Quando sento delle castronerie provo a dire la mia. È più forte di me. Ma non interrompo nessuno. Anzi, a volte sono orgoglioso di interrompere quelle che ritengo delle ricostruzioni palesemente false o surreali. Va bene tutto, ma a un certo punto bisogna dire basta.

 

giuseppe brindisi 2

Bianca Berlinguer che conduce Cartabianca alle critiche di Aldo Grasso ha risposto: “Non ho mai letto una recensione negativa ai programmi della rete del suo editore (La7 di Urbano Cairo, ndr). Anche nella critica c’è spesso un vizio di fondo?

Non entro nella questione tra Berlinguer e Grasso, però parto dall’idea che chi parla di giornalismo libero, dei duri e puri, mi fa un po’ sorridere. Io ricordo sempre che dalla Bibbia in poi un editore fa emergere gli aspetti che sono funzionali alla sua narrazione. Per questo, nel rispetto della deontologia professionale e dell’onestà intellettuale è chiaro che una televisione abbiamo una sua linea editoriale.

 

Poi è responsabilità di chi conduce fare i conti con la propria coscienza ed essere il più obiettivo possibile. Ma io di filantropi che si mettono a buttare milioni di euro per produrre giornali o programmi televisivi non ne ho mai conosciuti. Come nella Bibbia, se l’editore è Dio non troverai certo delle pagine benevole sul diavolo…

 

C’è mai stata una volta che ti sei pentito di aver dato spazio a qualcuno per parlare nei tuoi programmi?

È successo più volte. Mi è capitato di avere la netta impressione di essere utilizzato per promuovere delle tesi che altrimenti non avrebbero avuto altro spazio. E in quei casi mi pento di essere stato l’amplificatore di teorie strampalate, come quelle dei vari complottisti.

 

giuseppe brindisi 3

Ma se mi guardo indietro credo di aver comunque fatto il mio lavoro mettendo a confronto delle opinioni, sperando che la gente sia riuscita a capire qual è quella giusta. Sempre che esista una opinione giusta. Più volte ci ho pensato, ma in linea di massima credo di aver fatto bene a contrapporre opinioni diverse anche dalle mie. E quando penso che una sia totalmente strampalata lo metto in evidenza.

 

Chi ti piacerebbe avere ospite e non sei ancora riuscito ad averlo?

Difficile fare un nome, sarebbero tantissimi…

 

Ti faccio un nome: Adriano Celentano. Ricordo quando, dopo le critiche che ti rivolse via social, lo invitasti a discuterne in diretta.

Lui mi piacerebbe molto averlo ospite, soprattutto perché apprezzo il Celentano artista. E poi quando vieni attaccato per cose che non pensi che siano giuste, per di più da un pulpito importante come quello di Celentano, ti viene voglia di avere la possibilità di discuterci. Quindi sì, lui mi piacerebbe davvero. Mi aveva chiamato “l’interruttore” perché secondo lui interrompo troppo spesso… Non credo verrà mai, però l’invito per lui è sempre valido.

massimo giletti a odessa 3

 

Per anni ti sei occupato di sport, in particolare di calcio. È ancora fra i tuoi interessi?

Sono stato un innamorato perso del calcio, ma negli ultimi tempi lo seguo molto meno. Non mi piace più. Sono un integralista zemaniano, perché ho iniziato a lavorare nel ‘90 durante l’epopea di Zeman a Foggia, poi l’ho seguito ovunque e mi sono appassionato al personaggio e al suo modo di lavorare. È un marziano”. Ha fatto battaglie che gli sono costate la carriera. Se fosse stato più furbo probabilmente avrebbe ottenuto più risultati. Ha sempre propugnato l’idea del lavoro, mentre il calcio di adesso è la negazione di questa idea.

 

Come mai?

meme su roberto mancini

Lo testimoniano i risultati. Non ci si vuole più allenare duramente, si offrono contratti milionari a dei ragazzini... Come diceva Zeman, “finché ci sarà un ragazzino con un pallone per strada il calcio sopravviverà”, ma in Italia siamo ancora più in crisi, non vedo in giro tanti talenti.

 

Eppure, solo otto mesi fa abbiamo vinto un Europeo.

Prima ci hanno sempre aiutato i talenti. Otto mesi fa, secondo me, ci siamo invece fatti ubriacare dalla vittoria degli Europei che è stata, con il senno di poi, una congiuntura astrale favorevole. In quei giorni potevano calciare la palla in tribuna e un refolo di vento l’avrebbe mandata in rete. È stata una illusione ottica. Il calcio italiano è da rifondare, solo che sono molto pessimista.

CELENTANO 19

 

Secondo te Roberto Mancini è giusto che rimanga alla guida della Nazionale?

Rimarrà soprattutto perché rinunciare a 4 milioni di euro l’anno non credo sia facile, avrei problemi anch’io a farlo. E penso che anche la Federazione avrebbe dei grossi problemi a pagare un altro stipendio. Per cui c’è un interesse comune a continuare insieme.

giuseppe brindisi e veronica gentili

 

giuseppe brindisiZDENEK ZEMANgiuseppe brindisi copia

 

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?