arte tv teleimbonitori

L’ARTE? FACCELA VEDE’, FACCELA TOCCA’ - IL GRANDE SUCCESSO DEI TELE-IMBONITORI CHE VENDONO QUADRI IN TV - ARCHIVIATA LA FASE DEI RICOTTARI CHE PROVAVANO A RIFILARE CROSTE, OGGI CI SONO PROFESSIONISTI CHE POSSONO OFFRIRE OPERE A PREZZI PIU’ CONTENUTI DI QUELLI DELLE GALLERIE - SI VOCIFERA DI UN EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SIA UN ASSIDUO FRUITORE DI TELEVENDITE D'ARTE…

Nino Materi per “il Giornale”

 

Nacquero carneadi, moriranno celebri nel cimitero catodico dei vernissage. Parliamo della pittoresca categoria dei televenditori che dal piccolo schermo propone «grandi quadri»: una tavolozza umana degna di essere ritratta, un affresco antropologico-commerciale dal richiamo ipnotico che inchioda davanti al video un esercito di adepti che ormai non può più fare a meno dei propri beniamini tv.

 

FRANCESCO BONI

La novità dell' arte «videomostrata» prende il via nei primi anni '80 su Tele Elefante, intraprendente emittente dal logo in stile dada-animalista con proboscide verde. Il digitale, l' euro e una sufficiente consapevolezza da parte del pubblico erano ancora lontanissimi da venire. Erano tempi dove si potevano propinare croste spacciandole per capolavori, e la gente ci cascava non avendo strumenti per difendersi; chiunque poteva spararla grossa, senza il rischio di essere smascherato.

 

Oggi invece per i vecchi «piazzisti» sarebbe arduo rifilare fandonie: la loro «abilità» nel raccontare bugie si schianterebbe infatti contro una verità facilmente accertabile su Internet, con un semplice clic. E così, nel corso di quasi 40 di evoluzione tecnologica e culturale, il personaggio del presentatore è passato dalle originarie forme di folcloristico dilettantismo a uno status di dignitosa professionalità. La metamorfosi dinastica è stata lenta e faticosa, ma alla fine i teleacquirenti ce l' hanno fatta a liberarsi di quei «simpaticoni» che offrivano a pochi spiccioli opere di «inestimabile valore».

ORLER TV

 

STOP ALLE «BUFALE»

Oggi marginali residui di quelle scorie imbonitorie sono ancora rintracciabili in qualche televendita in onda su emittenti minori, ma il grosso dell'offerta dei maggiori network specializzati mette il potenziale compratore al sicuro da spiacevole sorprese. Con l'arte non si può più scherzare. I trucchetti del passato oggi sono improponibili.

 

Chi segue le televendite non è più uno sprovveduto, sa cos'è il diritto di recesso e soprattutto ha compreso che se ti offrono un taglio di Fontana a pochi euro, in realtà, stanno tentando di rifilarti - più che un taglio - un pacco. Ma oggi in tv nessuno azzarda più simili giochetti. Il settore-quadri, negli ultimi cinque anni, ha raddoppiato le vendite, raggiungendo un giro di affari tale da insidiare il mercato delle gallerie tradizionali.

ORLER TV

 

Una realtà rappresentata da OrlerTv che trasmette 24 ore su 24. La storia della dinastia Orler assomiglia a un romanzo. A metà degli anni '50, poco più che ragazzo, Ermanno Orler decide di lasciare il suo paese natale (Mezzano di Primiero) per andare in Francia a fare il boscaiolo. Poi si sposta a Venezia, dove lavora come artista già suo fratello Davide, e dove avrà inizio la loro e la sua carriera.

 

Corre l'anno 1958. Ermanno con il legno ci sa fare, e decide di aprire un piccolo laboratorio di cornici, che diviene da subito utile al fratello e ad altri artisti come Emilio Vedova, Virgilio Guidi, Tancredi. «Comincia lì - si legge nel sito aziendale -, nel piccolo laboratorio di Venezia, un' attività che si rivela subito un successo. L' esigenza di rendere più agevoli i contatti con il resto dell' Italia, verso la metà degli anni Sessanta, lo spinge a spostare la galleria da Venezia a Favaro Veneto, in quello che è poi diventato il centro nevralgico dell' azienda.

 

Willy Montini

Nel frattempo il giro dei loro artisti va ampliandosi sia sul fronte nazionale sia internazionale. Si inaugurano poi le gallerie di Madonna di Campiglio, Abano Terme e Mestre (sede di OrlerTv). All'inizio degli anni '70 il mercato funziona e gli Orler sono pronti a seguirlo, così dal 1978 ad oggi, l' azienda si dedica alle vendite televisive.

 

A livello generale i prezzi dei quadri venduti in tv sono mediamente meno cari di quelli trattati in asta o nelle galleria. Inoltre le televendite assicurano permute e forme di pagamento improponibili altrove: basti pensare che nelle aste, dopo l' aggiudicazione del lotto, si deve saldare tutto e subito, con in più un ricarico di circa il 20 per cento per «diritti d' asta».

 

In tv tutto è meno formale, meno patinato, e privo di quella puzza sotto il naso tipica del gallerista che si trova negli stand delle fiere e nei loro show room, dove se ti vendono un quadro sembra quasi che ti facciano un piacere; e in più tendono a compiacersi nel farti sentire un ignorante. Risultato: gli amanti dei quadri in tv sono diventati una community sempre più ampia.

Carlo Vanoni

 

Perfino insospettabili vip (si vocifera di un ex premier assiduo fruitore di televendite d'arte) si sono appassionati a questo particolare canale di vendita. E così anche i presentatori sono diventati volti popolari, ognuno forte del proprio stile di conduzione, all'insegna di tic e tormentoni. Tutti, ad esempio, hanno il vezzo di ripetere fino alla noia la parola «qualità» e la tiritera secondo cui «la telefonata non obbliga all' acquisto, ma solo alla visione dell' opera». Inoltre tutti si vantano di aver consigliato in passato «quando costavano pochissimo», artisti che oggi «valgono milioni».

 

I BIG DELLA TELECAMERA

I nomi portati dai telepredicatori per avvalorare le loro predizioni sono quasi sempre «Boetti, Fontana, Bonalumi e Castellani». Peccato che nessuno abbia il coraggio di dire che il mercato dell' arte segue dinamiche indipendenti dai presunti poteri divinatori di chicchessia. La maggior parte dei venditori più famosi si sono fatti le ossa su Telemarket con no-stop notturne che si prolungavano fino all' alba.

 

Allora l'emittente fondata nel 1982 a Roncadelle (Brescia) dall' imprenditore Giorgio Corbelli aveva il monopolio del settore; oggi, al contrario, la concorrenza è varia, benché le facce che circolano in video sono spesso vecchie conoscenze. A cominciare da Franco Boni, indiscusso caposcuola, ora in forza all'azienda ArteInvestimenti.

Alessandro Orlando

 

Non c' è giovane collega che Boni non riconosca come «figlio suo». Dagli anni 80 ha imperversato in video «proponendo a poche lire artisti che oggi costano milioni di euro». Almeno così dice lui. Noto per l' eleganza della sua «r» arrotata, ha vissuto con lodevole autoironia la parodia che un irresistibile Corrado Guzzanti gli dedicò in tv.

 

Decisamente più sobrio lo stile di Willy Montini, tra i pochi che riesce farsi seguire per due ore di fila senza annoiare. Attento conoscitore dell' arte contemporanea, mette a suo agio lo spettatore con un dinamico approccio divulgativo. Gesticola in modo magnetico, invitando il cameraman «a seguirlo» e a «non tagliarlo a metà». In passato frontman dell' azienda ArteTv è ora tra i presentatori di punta della squadra ArteNetwork. Da un anno anima una trasmissione, Art Duel, col critico Luca Beatrice.

 

IL CASO ORLER TV

Fiore all' occhiello di OrlerTv è Carlo Vanoni (punte di diamante sono anche i suoi colleghi di rete Dario Olivi e Giovanni Faccenda). Personalità versatile (è anche attore teatrale e musicista) Vanoni ha visitato tutti i maggiori musei del mondo e, per questo, tende ad adirarsi quando sente pronunciare, a sproposito, la fatidica frase: «Questo è un quadro museale». In casa ha migliaia di libri (non solo d' arte) e un elegante pianoforte a coda. Curatore di mostre e divulgatore, è particolarmente in sintonia con le nuove tendenze giovanili, aggiornatissimo su tutti i record d' asta.

 

Ha scritto tre libri: l'ultimo, A piedi nudi nell' arte (Solferino) è stato un successone.

Con Alessandro Orlando si entra invece nella categoria degli istrioni. Quando lavorava per Telemarket, era solito ripetere durante le televendite: «Sono ancora giovane, io andrò via di qui. Non mi brucio a 40 anni. E avrò una tv tutta mia». Ora c'è l' ha fatta, la sua azienda si chiama OrlandoArte e gli affari vanno bene. Dei suoi happening giovanili è ricco il web. Col tempo si è calmato, ora è più pacato e meno irruente. Toscano doc, ostenta l' accento regionale, ritenendolo probabilmente un valore aggiunto. Nella vita, come nell' arte, ognuno ha le proprie convinzioni. Guai a contraddirle.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....