carlo de benedetti gedi

L’INDAGINE SU “GEDI” NON È UN BUCO “DELL’ACQUA” - LA GOLA PROFONDA CHE HA FATTO NASCERE L’INCHIESTA SUI PREPENSIONAMENTI È GIOVANNI DELL’ACQUA, “CONTROLLER” DI “ELEMEDIA” CHE ORA VIVE A FORTALEZA, IN BRASILE: NEL 2016 FU LUI A SEGNALARE ALL’ALLORA DG DELL’INPS MASSIMO CIOFFI I DOCUMENTI CON LE STORIE DI SETTE DIRIGENTI DELLA CASA EDITRICE, MIGRATI VERSO SOCIETÀ IN CRISI E DEMANSIONATI PER POTER USUFRUIRE DELLA CASSA INTEGRAZIONE (E POI MANDATI AI GIARDINETTI CON LA QUALIFICA DI GRAFICO…)

Fabio Amendolara e François De Tonquédec per "la Verità"

 

carlo de benedetti

La gola profonda che ha fatto nascere l'inchiesta sui prepensionamenti di Gedi, il gruppo editoriale oggi di proprietà di Exor, la cassaforte degli Agnelli/Elkhan sembra essersi trasferita in Brasile.

 

Dove ha preso la residenza nella città di Fortaleza e dove, allo stesso indirizzo di casa, ha fondato, nel 2018, una società di servizi insieme ad una cittadina brasiliana. La Verità si è messa sulle sue tracce.

 

E ha scoperto che Giovanni Dell'Acqua, controller di Elemedia, la società che raggruppa le emittenti radiofoniche del gruppo Gedi, è la fonte che aveva inviato nel 2016 all'allora Dg dell'Inps Massimo Cioffi le notizie poi confluite in un documento che il top manager dell'istituto previdenziale trasmise al ministero del Lavoro.

 

Una nota che, già cinque anni fa, svelava artifici della truffa ai danni dello Stato contestata dalla Procura di Roma al gruppo editoriale Gedi. Nel file erano contenute le storie di sette dirigenti della casa editrice, in particolare del comparto radiofonico e della concessionaria pubblicitaria, la Manzoni.

 

SEDE GRUPPO GEDI

Di cui alcuni dopo essere stati trasferiti da società sane a società in crisi e dopo essere stati demansionati per poter usufruire della cassa integrazione, sono stati mandati ai giardinetti (si fa per dire) con la qualifica di grafico, una delle categorie nel settore editoriale più facilmente rottamabili.

 

Il lavoro in Italia

Le cose in Italia, dopo lo strappo con Gedi, non devono essere andate nel migliore dei modi per Dell'Acqua, visto che tra il 2018 e il 2020 ha dichiarato circa 5.000 euro di reddito in tutto. Dall'8 maggio 2016 al 19 aprile 2018, peraltro, risultano contributi figurativi Naspi, segno che ha percepito l'indennità mensile di disoccupazione.

Massimo Cioffi

 

Il suo rapporto di lavoro all'interno di Elemedia Spa, cominciato l'1 gennaio 2006, si è concluso proprio a maggio, il 31 per l'esattezza. E lui proprio a maggio si è trasformato nella gola profonda dell'inchiesta, scrivendo a Boeri, alla Cgil e a Report. Quello con Elemedia è stato un ritorno nel mondo della pubblicità e dei media. Perché tra il 2013 e il 2015 è stato il rappresentante legale della My7lives limited, con sede in Purley place Islington Londra, azienda del settore dei viaggi e dell'intrattenimento.

 

Prima, invece, dal 2002 al 2006 è stato dipendente di Rcs quotidiani Spa. A Milano non ci sono tracce ormai da tempo. I vicini dei quattro appartamenti di sua proprietà, forse per discrezione, dicono addirittura di non ricordarselo. Così come non ricordano nei parcheggi attorno agli appartamenti la sua Opel Corsa o il ciclomotore che usava come mezzi di locomozione.

 

JOHN ELKANN CARLO DE BENEDETTI

Nel luglio del 2021, però, era in patria, visto che a Seregno ha denunciato ai carabinieri lo smarrimento del portafogli. Ma c'è anche un'altra denuncia recente: il 29 luglio 2018, ovvero, quando uscirono le prime notizie sull'esposto inviato anche all'Inps, qualcuno entrò nel suo appartamento. Dell'Acqua si presentò in Questura a Milano per mettere nero su bianco di aver subito un furto molto sinistro.

 

Anche il gruppo Sole 24 Ore, almeno nel periodo tra il 2103 e il 2016, avrebbe utilizzato in modo irregolare la cassa integrazione straordinaria e i prepensionamenti dei suoi dipendenti, con il pieno consenso dei sindacati e alle spalle degli enti previdenziali. E' quanto emerge dai bilanci del giornale della Confindustria consultati dalla Verità, oltre che dagli ultimi accordi interni per sfoltire le redazioni.

 

gad lerner carlo de benedetti

Meccanismi molto simili a quelli scoperti dall'Inps per il gruppo Espresso ma a differenza dei concorrenti di Repubblica, nel 2018 al Sole avevano affidato un audit a una società esterna, hanno accantonato 1,8 milioni di euro per sanare le irregolarità commesse e hanno restituito almeno mezzo milione all'Inps.

 

I dati nei bilanci

Le informazioni sui rischi per gli azionisti (il gruppo è quotato in Borsa) legati all'utilizzo degli ammortizzatori sociali sono state pubblicate nei bilanci della casa editrice a partire dal 2017, dopo un ribaltone dei vertici. Va detto che per ora non si sa nulla del periodo 2011-2015, ovvero quello che è oggetto d'indagine per il vecchio gruppo Espresso. Nel 2016, Confindustria dà il benservito a Benito Benedini e Donatella Treu travolti, insieme all'ex direttore Roberto Napoletano, dallo scandalo delle copie digitali gonfiate.

 

Tra giugno e novembre di quell'anno, l'amministratore delegato è Gabriele Del Torchio, che lascia dopo gli scontri con lo stesso Napoletano e con l'uomo forte di quel consiglio di amministrazione, l'editore Luigi Abete. A fine anno gli subentra Franco Moscetti, che poi a fine 2018 lascia il posto a Giuseppe Cerbone.

 

roberto napoletano foto di bacco (3)

E allora, nel bilancio 2018 si legge che «nell'ambito dell'attività di verifica avviata dal nuovo management a valle del proprio insediamento, la Società ha conferito nel secondo trimestre 2017 ad una primaria società di consulenza l'incarico di effettuare un assessment in ordine alla gestione e all'applicazione degli ammortizzatori sociali».

 

I risultati, prosegue il documento contabile, «hanno evidenziato che, nel periodo maggio 2013-aprile 2016, presso l'area manutenzione dello stabilimento di Milano è stato previsto, con accordo sindacale, lo svolgimento di attività aggiuntive durante il periodo di applicazione del contratto di solidarietà difensiva, nella misura di 12 ore/mese pro capite, per il quale è stata corrisposta un'indennità non portata in compensazione con l'integrazione salariale». Insomma, c'erano dipendenti a orario e paga ridotta per i contratti di solidarietà, che però venivano poi impiegati (e pagati) «a parte».

 

gabriele del torchio 1

Come riconoscono gli amministratori, «ciò costituisce un'irregolarità che espone la Società all'obbligo di restituire all'Istituto erogatore un importo corrispondente al trattamento di integrazione salariale riconosciuto e non dovuto, relativamente all'orario di lavoro effettivamente non ridotto rispetto al contratto di solidarietà, oltre alle maggiorazioni previste per sanzioni amministrative ed interessi di mora che saranno determinate, nei limiti delle prescrizioni di legge, dallo stesso Istituto e successivamente comunicati alla Società».

 

La mossa del Sole

Il Sole ha dunque presentato una richiesta di regolarizzazione spontanea all'Inps che risulta accolta. Sempre nella stessa paginetta di bilancio, si legge che «la Società non può escludere che l'anomalia riscontrata si sia verificata anche in altre aree aziendali del Gruppo».

CARLO DE BENEDETTI

 

E così ha provveduto ad accantonare 1.850.000 euro.Nel documento del 2019, si aggiunge una nuova puntata: «Il 21 ottobre 2019 la società ha provveduto al versamento dell'onere di regolarizzazione». Il fondo rischi però viene mantenuto con la somma di 1.379.000 euro.

 

Da ultimo, la relazione al 30 settembre 2021 ricapitola ancora la vicenda e stanzia al fondo rischi «un valore residuo pari a 1.252.000 euro». Insomma, gli ultimi quattro bilanci del gruppo della Confindustria non raccontano che cosa sia successo nel periodo per cui è sotto inchiesta il gruppo Espresso-Gedi e non dicono quanto sia stato pagato di preciso all'Inps. Però sembrerebbe che il Sole abbia riparato il torto con almeno 481.000 euro, che è la differenza tra il primo e l'ultimo accantonamento.

 

vincenzo boccia roberto napoletano gabriele del torchio

E a proposito di accordi sindacali tutti da rivedere, il 4 febbraio del 2017 sempre al Sole 24 Ore viene firmata con il comitato di redazione una modifica a un accordo biennale sullo stato di crisi per stabilire che i giornalisti con i requisiti del prepensionamento (all'epoca, 58 anni compiuti) sarebbero stati messi in cassa integrazione forzata a zero ore dal primo marzo 2017 fino al 31 gennaio 2018 se non avessero accettato di dimettersi.

 

Eppure, secondo la legge (416 e successive modifiche) il prepensionamento è un atto volontario, che discende dalle dimissioni, ma con la clausola della cassa forzata viene puntata una pistola alla tempia dei giornalisti e con l'assenso dei loro sindacalisti. L'accordo è stato poi confermato al ministero del Lavoro con il via libera della Fnsi, il sindacato unico dei giornalisti, ed è diventato efficace. Chi non ha accettato di dimettersi è stato messo in cassa fino al 31 gennaio 2018.

 

Le nuove uscite

scalfari de benedetti

In questi giorni, al Sole, azienda e cdr stanno di nuovo discutendo come obbligare al prepensionamento chi ha 62 anni con l'obiettivo, annunciato in un'assemblea di redazione il 3 dicembre scorso, di mandare via 25 giornalisti entro il 31 luglio 2023.

 

Chi non dovesse dimettersi «spontaneamente» verrebbe messo in cassa a zero ore fino al 31 luglio 2023. Ma dopo quell'assemblea è calato il silenzio, forse anche perché il sequestro ai danni di Gedi sta consigliando ai grandi editori maggior prudenza. E la paura di nuove indagini, dopo l'imbarazzante salvataggio dell'Inpgi a spese dell'Inps, si fa sentire.

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI ERA MILENA GABANELLI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”