maria callas in ologramma

C’E’ UN FANTASMA CHE SI AGGIRA SUL PALCO: E’ L'OLOGRAMMA DELLA CALLAS – MATTIOLI: "LA DIVINA RISORGE AL GRAN TEATRO GEOX DI PADOVA GRAZIE AI PRODIGI AL LASER DEI SOLITI CALIFORNIANI HI-TECH ACCOMPAGNATA DA UN' ORCHESTRA DAL VIVO, LA BOHEMIAN SYMPHONY DI PRAGA DIRETTA DA EIMEAR NOONE - PAZIENZA SE L'INCONTRO È AVVENUTO AI CONFINI DEL KITSCH O MAGARI ANCHE PIÙ IN LÀ: DOPO UN' ORETTA DI SPETTACOLO VIRTUALE PERÒ REALISSIMO, CON LA DIVINA CHE SI MATERIALIZZA E SPARISCE COME IL FANTASMA DI UN B-MOVIE, IL PUBBLICO APPARE..." - VIDEO

 

ALBERTO MATTIOLI per la Stampa

maria callas in ologramma

 

L' orchestra ha appena finito di straziare la sinfonia del Signor Bruschino di Rossini quando compare lei, anzi LEI.

Non in carne e ossa ma sicuramente in voce e pure tridimensionale, come se fosse vera e viva, le lunghe bellissime braccia incrociate sul petto in una delle sue pose tipiche. Attacca il valzer di Giulietta dal Roméo di Gounod e resti basito. Diciamo emozionato e perplesso in egual misura, anzi «a perfetta vicenda», come si scriveva sui cartelloni settecenteschi.

 

Maria Callas risorge al Gran teatro Geox di Padova. È The Hologram Tour, la divina ricreata dai prodigi al laser dei soliti californiani hi-tech, lei che canta con la voce delle registrazioni ma accompagnata da un' orchestra dal vivo, la Bohemian Symphony di Praga diretta da Eimear Noone (sembra un nome maschile, in realtà è una signora). Si fa da tempo con molte star del pop, specie quelle che ci hanno lasciato prematuramente tipo Michael Jackson (ma non Amy Winehouse, perché il padre ha negato il permesso), dunque perché non farlo con chi resta «la» cantante lirica per eccellenza?

maria callas in ologramma

 

Il tour, in effetti, ha già fatto il giro di mezzo mondo. In Italia c' è stata venerdì questa prima e per ora ultima tappa, anche perché non è che le vendite siano andate troppo bene: dei 2.500 posti sono occupati più o meno la metà, insomma è un mezzo forno. Forse non è stata l' idea giusta tentare l' esperimento qui, in questo capannone aduso a musiche meno elette e per un pubblico che mangia popcorn e scatta foto a getto continuo. Un teatro d' opera si sarebbe magari riempito di più.

E certo, vedere sul palco la Callas può lasciare perplessi.

 

maria callas in ologramma

Operazione commerciale, cinico sfruttamento del mito, baracconata con la tecnologia al posto del negromante sadico da novella di E.T.A. Hoffmann, macabro miracolo da racconto gotico con lo scienziato pazzo che crea il mostro dal sembiante umano, perfino un certo voyeurismo necrofilo: si scopron le tombe e si levano le primedonne. Tutto vero. E poi lei una tomba nemmeno l' ha, c' è solo una targa al Père Lachaise dove fu cremata, e le ceneri disperse nell' Egeo già solcato con l' orrido Aristotile.

 

Eppure, a proposito di Frankenstein, come sempre con la tecnologia poiché «si-può-fa-re!» lo si è fatto, e insomma a trovarsela lì davanti, una certa emozione scatta. Dopo aver visto tutti i video disponibili, ascoltato tutti i dischi, quelli ufficiali e quelli no, le spedizioni punitive a Città del Messico e i live storici della Scala, sperando contro ogni evenienza che prima o poi questa benedetta Fedora salti fuori, noi cronologicamente svantaggiati dell' evo d.C., dopo Callas, la incontriamo finalmente «live»».

maria callas in ologramma

 

Già vedere dal vivo una morta è un caso. Lei poi è uno spettacolo anche per come si muove, il suo «port de bras» degno della Zakharova, la mano che si alza perentoria all' attacco della cabaletta di Lady Macbeth o, sempre in Scozia, l' angoscioso ossessivo sfregarsi le mani nel sonnambulismo, e peccato che il re bemolle non sia più quel «fil di voce» che voleva Verdi, e che invece proprio lei riuscì miracolosamente a filare, il 7 dicembre '52 con De Sabata alla Scala.

 

alberto mattioli

Troppo facile, liquidare l' esperimento come la solita americanata. Intanto perché bisogna uscire dal circolo vizioso secondo il quale per noialtri «classici» la contemporaneità, tecnologia compresa, è sempre una minaccia e mai un' opportunità. E poi perché, paradossalmente, quest' omaggio sarà bislacco, ma pur sempre omaggio è, a conferma dell' unicità del fenomeno Callas.

 

Con tutti i limiti del caso, abbiamo potuto vederla, o illuderci di farlo, e pazienza se l' incontro è avvenuto ai confini del kitsch o magari anche più in là.

Infatti dopo un' oretta di spettacolo virtuale però realissimo, con la Divina che si materializza e sparisce come il fantasma di un B-movie, anche i ruminatori di popcorn applaudono conquistati.

maria callas in ologrammaaristotele onassis maria callas 4aristotele onassis maria callas 2aristotele onassis maria callas 3callasaristotele onassis maria callas 5aristotele onassis maria callas 6

 

callas 1

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…