vanzina libro

SAPORE DI VANZINA - "DURANTE UN DERBY DISSI A VERDONE: HO PRESO LO XANAX MA SONO SEMPRE TESO. E LUI…" – E POI QUELLA VACANZA A VENEZIA IN CUI PER NON FARE I TACCAGNI FINIRONO SPENNATI – ALL’ANIENE ENRICO RICORDA IL FRATELLO CARLO CON VERDONE, TORNATORE, DE LAURENTIIS - GLI ANEDDOTI SU “SAPORE DI MARE”, IL PERSONAGGIO DI “BILLO” DI “VACANZE DI NATALE”, IL CAPODANNO DI CEREZO. E SU TOTTI…- VIDEO

 
 

 

Foto di Luciano di Bacco per Dagospia

Francesco Persili per Dagospia

 

enrico vanzina carlo verdone foto di bacco (2)

“Non si mischia il Tavor con gli alcolici, non lo fare mai più, una mia amica è morta…”. Carlo Verdone, neo-farmacista ad honorem, snocciola prescrizioni mediche e aneddoti. Enrico Vanzina gli ricorda un derby di qualche anno fa e una battuta, meravigliosa: “Ho preso lo Xanax ma sono sempre teso”, gli dissi. E lui: “Sai, la pillola bisogna saperla accogliere…”. All’Aniene è la serata del libro “Mio fratello Carlo (Harper Collins), un “romanzo” nel quale Enrico Vanzina racconta il suo rapporto con il fratello scomparso l’8 luglio scorso. “Hai fatto un grande omaggio a Carlo, gli hai fatto il dono più grande”, scandisce Verdone.

 

enrico vanzina foto di bacco

“Io e lui avevamo un rito, ci sentivamo ogni domenica mattina. Era l’unica persona che mi domandava come stessi. Mentre tutti in genere mi chiedono favori, lui non l'ha mai fatto..”. L’attore e regista romano riavvolge il nastro della memoria. “Con Carlo ci siamo conosciuti in un locale da playboy a Roma, poi siamo diventati amici e passammo un’estate bellissima a Venezia.

 

Arrivammo all’Excelsior, scendemmo in spiaggia e trovammo un bagnino che ci accolse dicendo: ‘O sior Verdone, o sior Vanzina, voi avete facce simpatiche non come quel maledetto di Sordi che non ci ha mai lasciato la mancia’. Ci guardammo, Carlo chiese due pattini e gli mollò ventimila lire. E così andò avanti fino alla fine della vacanza. Quella che allora era mia moglie mi disse: ‘Cerca di dargli qualcosa anche te’. Come andò a finire? Tornammo senza una lira…”.

carlo verdone ricorda carlo vanzina foto di bacco (2)

 

“Tristezza per Carlo? No, dobbiamo ringraziare Dio di avercelo dato”, prosegue Verdone. “Era un uomo d’altri tempi. Il suo modo di fare lo rifletteva nel suo cinema, dove alla fine trovi sempre un'umanità buona. I difetti vengono raccontati in maniera veniale, e non c'è mai cinismo". “E’ un libro sull’essere impreparati a morire e sul senso di colpa che abbiamo nel sopravvivere alle persone che amiamo”, spiega Giuseppe Tornatore. “Per la prima volta Carlo e Enrico non sono riusciti a realizzare un happy end “, si rammarica.

 

aurelio de laurentiis foto di bacco (2)

“Ci resta il ricordo di una persona speciale come lo sono tutti quelli che dedicano la vita a far ridere gli altri e allora forse poi scopriremo che alla fine l’happy end c'è stato lo stesso". Vita reale e cinema. Enrico Vanzina che la mattina quando passeggia al Parco dei Daini di Villa Borghese cerca ancora con lo sguardo il fratello, come fosse una scena di “Ghost”, uno dei film preferiti da Carlo. E ancora, il valore dell’amicizia. Aurelio De Laurentiis che stacca un assegno per aiutare Carlo a estinguere un debito con l’erario. “Vedi sono sempre gli amici veri quelli che non ti abbandonano mai”, sussurra il regista ricoverato in clinica al fratello. E poi Roberto Gervaso che consiglia a Enrico “Le lettere di Seneca a Lucilio”: “Lì troverai tutto quello che ti serve…”

aurelio de laurentiis foto di bacco (1)

 

"Ho voluto scrivere una storia d’amore, questo è il mio film d'amore per Carlo", Enrico Vanzina parla con Dagospia quando la sala è ormai vuota e dal Tevere arriva quel ponentino di malinconia che solo certe sere di fine estate.

 

carlo verdone max tortora foto di bacco

“All’inizio è partita come un’urgenza di metabolizzare il dolore. Poi ho capito che questa storia struggente poteva trasformarsi in una storia universale. Una storia di amore disperato, come quello in cui si conosce già il finale, però con una leggerezza di fondo. La forza dell’amore che prevale sulla morte. E qui torniamo alla frase che mi disse Flaiano: “Perché scrivi? Per combattere la morte”. E tutto il resto è vita: cinema, musica, cazzeggio, libertà, ricordo di quelle estati lì. “Come si fa a spiegare il mare a chi lo guarda e vede solo acqua?” Con un film, “Sapore di Mare”, la “prima scintilla” della loro travolgente carriera. “Quel film è costruito sui nostri ricordi autentici: situazioni, canzoni, amori…”.

 

neri parenti foto di bacco (2)

In “Vacanze di Natale”, lo stesso. Il personaggio di Luca Covelli è ispirato a Malagò, amico d’infanzia dei Vanzina. E dietro al pianista “Billo” chi c’è? Enrico Vanzina? “Non sono io…E’ vero che da ragazzo il primo lavoro in cui presi dei soldi fu quando feci il pianista da piano-bar a Cortina. Mi ero innamorato di una deejay. Non avevo il denaro per pagarmi l’albergo, per fortuna mi presero a suonare e cantare, così per un mese riuscii a stare vicino a lei. Ma nel film “Billo” è più cinico di me, io ero innamorato pazzo di quell’inglesina. Si chiamava Jane. Più che alla Sandrelli, assomigliava a Karina Huff…”

giovanni malagò foto di bacco

 

Il cinema dei Vanzina è la nostra ricerca del tempo perduto tra sceneggiature che hanno saputo cogliere (e spesso anticipare) i mutamenti del costume italiano e battute che ormai fanno parte dei nostri modi di dire. “Come lo passerà il 31 dicembre Cerezo? Secondo me dorme, perché è un professionista”. “Ma questa non è una battuta di Malagò, l’abbiamo inventata noi - chiarisce Enrico - Un suo amico mi ha rivelato che Toninho è disperato perché il 31 riceve continue telefonate da Roma di gente che gli chiede come passa l’ultima notte dell’anno. E lui si diverte moltissimo…”. Dopo Cerezo, c’è un altro amarcord giallorosso. Un’altra storia d’amore che (al momento) si è interrotta. Quella tra Totti e la Roma. “C’è sempre un secondo tempo e lui lo sa…”

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