influencer

SERVE UN VACCINO CONTRO GLI INFLUENCER – AZIENDE E AGENTI GAREGGIANO PER TROVARE I NUOVI CHIARA FERRAGNI E KHABY LAME, MA NON BASTA AVERE TANTI FOLLOWER: BISOGNA ESSERE SEGUITI DALLE PERSONE GIUSTE – LA CINA HA PRESO DI MIRA I FAN CLUB DELLE POP STAR, CONSIDERATI “IMMORALI” -  MICHELE SERRA: “LA LIBERTÀ HA UN PREZZO, E IL PREZZO È ESATTAMENTE QUELLO CHE STIAMO PAGANDO QUI IN OCCIDENTE: QUALITÀ BASSA, PERCHÉ "LA PAROLA A TUTTI" LASCIA PASSARE ANCHE TONNELLATE DI ROBACCIA…”

Daniela Mastromattei per "Libero quotidiano"

 

influencer 1

«In futuro tutti saranno famosi per quindici minuti». Andy Warhol lo aveva capito già tanti anni fa. Aveva intuito che quel desiderio di celebrità sarebbe diventato un chiodo fisso, ma forse non aveva previsto l'influencermania. Blogger che spuntano come funghi. 

 

In Italia non ci sono solo Cristiano Ronaldo con 300 milioni di follower (qualcuno meno dopoil suo recente addio alla Juventus) e Chiara Ferragni con 24,8 milioni, anche se qualcuno fa notare la sottile differenza: il primo è seguitissimo perché è un calciatore campione del mondo, la seconda perché sul "vendere la propria immagine" ha costruito una professione e un impero. 

chiara ferragni

 

Di narcisisti a caccia di consensi è pieno il mondo e molti avendo fiutato il business provano la strada della bionda imprenditrice virtuale di Modena che deve tutto al suo «desiderio di voler apparire», come lei stessa ha rivelato: «Mi sono sempre fotografata tantissimo... Mi piaceva vedere la reazione della gente». E a soli 22 anni il debutto a Los Angeles con il suo blog TheBlondeSalad.com che le ha cambiato la vita. 

 

chiara ferragni 5

Era il 2009 da noi, l'attività di influencer era ancora sconosciuta. «I primi inviti alle sfilate li ho ricevuti nel 2010: non mi sembrava vero», ricorda la Ferragni. È successo tutto di colpo, non ero pronta, mi arrivavano proposte di brand che non mi piacevano e dire no era difficilissimo». Oggi quello che tocca si trasforma in oro. 

 

E sì che può permettersi di rifiutare di esibire i marchi che non le stanno simpatici, di non badare alle critiche di chi pensa che le sue recenti foto in lingerie con gli slip trasparenti siano «indecenti», consapevole di determinare i gusti di mezzo mondo. Per questo le aziende la corteggiano e la pagano profumatamente affinché indossi le scarpe col tacco sotto la tuta sportiva o le sneakers con l'abito da sera. 

fedez e chiara ferragni

 

TENDENZE 

Idee bizzarre che lei trasforma in tendenza, subito ripresa dall'esercito di fan pronto a seguire Chiara in capo al mondo. Non a caso nel 2017 Forbes l'ha incoronata personaggio più influente nel campo della moda. Ferragni, fenomeno di costume studiato anche nelle università americane, ultimamente però è stata sorpassata da Khaby Lame uno degli influencer italiani più forti al mondo con 110 milioni di fan su Tik Tok e 40 milioni su Instagram che lascia tutti senza parole con i suoi esilaranti siparietti. 

 

Il giovanissimo Khaby ha vissuto 20 anni nelle case popolari di Chivasso e ha fatto ogni tipo di lavoro, dal lavavetri al cameriere e ora i suoi video sono seguitissimi (piacciono pure a Mark Zuckerberg che ha messo un like) e le aziende se lo contendono. Come entrare in questo mondo? La prima mossa è aprire un profilo social (Facebook, Twitter, Instagram, Tik Tok ecc.) su cui pubblicare i propri selfie ritoccati ad arte, tanto di vero nel mondo virtuale c'è quasi nulla. 

khaby lame 7

 

Per attrarre e moltiplicare i follower molti ricorrono alle foto in costume da bagno o in biancheria intima (i maschi lo fanno mostrando pettorali e dintorni). Gli sguardi ammiccanti da soli non bastano, per raggiungere il maggior numero di persone si utilizza l'hashtag (nella lingua inglese "hash" si riferisce al simbolo del cancelletto "#" mentre "tag" significa parola chiave) che indirizza il post verso gruppi tematici. 

 

Per esempio, se il cancelletto viene messo prima della parola "lusso", ogni volta che sui social si cerca quel termine emerge il profilo di chi l'ha utilizzato. 

 

influencer 3

I FURBETTI 

Seguire i personaggi famosi, commentando a destra e a manca, è importante per avere visibilità. I più furbi cominciano a seguire migliaia di persone a caso, per essere ricambiati. Poi, invece di ringraziare, smettono di seguire i follower. Alcuni se ne accorgono e abbandonano a loro volta, altri, più distratti, restano. Il giochetto può andare avanti all'infinito, per smettere quando il numero dei follower, come per magia, inizia a crescere spontaneamente. 

 

influencer 2

A quel punto si iniziano a seguire solo pochissime persone, selezionatissime. C'è pure chi compra migliaia di follower (finti), ma è un campo che non ci interessa. Le aziende sono molto attente al fenomeno e vanno a caccia di influencer che più li rappresentano per tipologia di follower (sensibili ad accogliere determinati prodotti). 

 

I nano influencer (dai mille ai 10mila follower), invece vengono ignorati e allora si propongono loro ai brand per uno scambio merce: indosso il tuo tailleur e tu me lo regali, metto le foto sul mio profilo del tuo albergo e in cambio mi offri un soggiorno. 

 

ANNA PENELLO

Lo sa bene Anna Penello, 25 anni, regina degli influencer di Padova con 239mila follower che racconta nel libro "Influencer mania" di Omar Rossetto e Mariasabella Musulin: «Ho aperto il mio profilo su Instagram circa 7 anni fa e ho cominciato a pubblicare foto dei miei outfit. Gli scatti spesso me li faceva mia sorella davanti al muro di casa prima che uscissi. Sono arrivata a 10mila follower in pochi mesi ed ero super entusiasta. Ho cominciato con delle collaborazioni, tutte in scambio merce. Io ero contenta perché mi regalavano una t-shirt o un braccialetto in cambio di una foto e per me già questo era surreale ma mi piaceva». 

 

Poi sono arrivati i "procuratori", che sanno riconoscere le blogger dalle uova d'oro: «Sono stata contattata da un'agenzia che si occupava solo di blogger e influencer, mi ha offerto un contratto e da lì ho cominciato a lavorare e a raddoppiare le mie collaborazioni con i brand e a percepire uno "stipendio"». Intanto sui social qualcuno precisa: non sono loro ad essere dei bravi influencer, siete voi tutti (o quasi) ad essere facilmente influenzabili.

censura cina 4

 

LA CINA CONTRO I FAN CLUB DELLE POPSTAR

Michele Serra per "la Repubblica"

 

Pare sia in corso, in Cina, un giro di vite contro i siti web dei fan club delle popstar (in italiano sarebbe: contro le pagine in rete gestite dai circoli di ammiratori dei cantanti e degli attori più popolari. Vedi come l'inglese ci frega, sempre, per capacità di sintesi). Come ogni censura, anche questa si fonda sulla presunta immoralità del bersaglio.

 

censura cina 5

E va detto, ammesso che la cretinaggine sia una forma di immoralità, che il fan club di una popstar sembra fatto apposta per attirare gli strali della censura senza che nessuno se ne dia troppa pena (a parte, ovviamente, il fan club e la popstar). Diciamo che la cretinaggine è come un San Sebastiano che fa di tutto per meritarsi le sue frecce. 

 

Beh, proprio qui sta il problema. Finché si tratta di censurare il grande artista o l'intellettuale scomodo, tutti sono capaci di indignarsi. Ma la libertà di parola, e di pensiero, non è garanzia di qualità. È anche libertà di minchiata, di melensaggine, di cuoricini, bacetti, glorie da un centesimo, piccole cose di pessimo gusto e di calibro infimo. 

 

censura cina 1

La libertà ha un prezzo, e il prezzo è esattamente quello che stiamo pagando qui in Occidente: qualità bassa, perché "la parola a tutti" vuol dire che il vaglio è molto largo, e lascia passare, in caduta libera, anche tonnellate di robaccia. A parte l'apologia della violenza (che va sempre stroncata, a Pechino come a Viterbo o a Chattanooga), tutto il resto va difeso dalla censura. 

 

Non è la sorveglianza di un potere occhiuto che può salvarci: è la lotta quotidiana dell'intelligenza (di massa) contro la cretineria (di massa). Non esiste altra strada. Dunque ci tocca difendere la libertà del fan cretino della popstar burina, in attesa che, nel corso dei secoli, si accorgano di esserlo.

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...