la sirenetta nera

LA SIRENETTA SARÀ NERA NEL REMAKE E IL DELIRIO È SERVITO: A DESTRA GRIDANO ALLA SOSTITUZIONE ETNICA, A SINISTRA GRANDE ENTUSIASMO PERCHÉ SE UNA PERSONA CON LA PELLE SCURA INTERPRETA ARIEL, ALL'IMPROVVISO RAZZISTI, SCHIAVISTI E SCAFISTI VEDRANNO LA LUCE - MA PINOCCHIO DISNEY FU AMBIENTATO IN UN VILLAGGIO DELLA BAVIERA, E IL BURATTINO FU PURE UN SIMBOLO BALILLA. MORALE: I RAGAZZINI CHE VEDRANNO PER LA PRIMA VOLTA IL FILM...

Nicolò Zuliani per www.termometropolitico.it

 

La Sirenetta

Dopo quel vortice di mestizia che fu Maleficent, la Disney ha deciso di fare un altro dei tanti (fallimentari) remake. Questa volta ha scelto di fare scempio de La Sirenetta, e ha deciso di affidare il ruolo della protagonista a una tizia con la pelle scura. Il personaggio originale è danese, e nel cartone animato è bianca coi capelli rossi. Apriti cielo, la folla insorge urlando in base ai propri bias politici.

 

A destra gridano “oh noes, minacciano la nostra cultura con la Sirenegra”, “cosa succederebbe se rifacessimo Il principe di Bel Air bianco?”. A sinistra è invece grande entusiasmo perché se una persona con la pelle scura interpreta Ariel, all’improvviso i razzisti, gli schiavisti e gli scafisti vedranno il cartone e diranno “aaaah Cristo ma siete esseri umani voi neri, scusate” e il mondo è salvo.

 

La semplice realtà

I remake non funzionano. Mai.

A guardare gli incassi ai botteghini sono un fallimento dietro l’altro, ma Hollywood li adora per una lunga serie di motivi. Il solo modo che ha per trascinare la gente al cinema (o in libreria, o nei negozi di dischi) è crearci attorno una querelle, e il modo più semplice è prendere roba vecchia e infilarci dentro ideologie moderne; il resto viene da sé. Non che sia una novità.

 

pinocchio balilla

Durante la seconda guerra d’Indipendenza del 1859, Lorenzini si arruolò volontario in fanteria e partecipò alla sconfitta degli austriaci. Cambiò cognome in Collodi nel 1860, quando scrisse il saggio a favore dell’Unità d’Italia, “Il signor Alberi ha ragione! Dialogo apologetico”. Scelse il nome Collodi in onore del villaggio dov’era nata sua madre. E infatti Pinocchio è ambientato nella campagna fiorentina del 1883; poverissima, analfabeta e fortemente legata alle tradizioni.

 

Quando la Disney fece Pinocchio nel 1940 lo ambientò in un villaggio della baviera

Non penso ci possa essere offesa peggiore, per un indipendentista, di vedere il proprio capolavoro ambientato in atmosfere nordiche. Non era un’offesa voluta: il disegnatore era svedese e della campagna fiorentina non sapeva niente, i suoi ricordi d’Italia erano legati al Trentino Alto Adige o alla Baviera e credeva l’Italia fosse tutta così.

pinocchio ambientato da disney in un borgo del nord europa

 

Ci fu anche un altro problema: dal 1922, Pinocchio era diventato un’icona fascista.

 

 

Il film venne proiettato nel 1947 e non ci furono proteste quando gli americani si impadronirono del nostro personaggio, lo ambientarono nella terra nemica tanto odiata da Collodi – e rimossero la parte coi Carabinieri. Uscì senza alcun problema o critica da parte dei giornali. Alcuni potrebbero dire che la gente aveva altro a cui pensare e non sbaglierebbero; ma penso la spiegazione risieda nel personaggio, che trascende i contesti modaioli.

 

La Sirenetta è un personaggio mediocre.

pinocchio balilla

A Pinocchio viene chiesto di essere Gesù Cristo senza essere il figlio di Dio. Di essere un uomo migliore di tutti, lui che non è nemmeno un uomo, e di esserlo ascoltando la propria coscienza in un mondo che la coscienza non ce l’ha. In cui tutti mentono e in cui lui, pur dicendo la verità, viene punito e accusato di mentire. È un personaggio enorme che incarna i bambini nel mondo degli adulti, l’eroe delle cause perse, il condannato a morte che lotta e nonostante l’orrore, l’impegno, il sudore e la fatica, perde e muore.

La Sirenetta è una figlia di papà che vuole andare in un posto dove esistono peni e vagine, ci va barando, il papi paga e tutti vivono felici e contenti.

 

los angeles skid row

Questo è il vero problema de La Sirenetta. Le vogliamo bene perché fa parte della nostra infanzia, ma è roba per bambini americani scemi e ha un gran bisogno di qualcosa che faccia parlare di lei. E siccome cambiar colore della pelle trascina al cinema quelle enormi masse di persone che negli USA non hanno soldi per mangiare ma hanno fame di favole rassicuranti, eccoci qui.

sirenette di saint hoax

 

È il principio – e il paradosso – del cinema.

 

Ti metto una persona scura nei cartoni, così non ti ricordi che vivi nella Skid row o in periferia di Detroit, e intanto ti pelo i pochi soldi che hai. Senza assicurazione sanitaria puoi morire davanti a un ospedale, puoi essere giustiziato per strada in base al colore della pelle, non potrai mai avere accesso a un’istruzione e vivi in un paese dove l’ascensore sociale è azzerato ma hey: Wakanda forever.

 

Vincono tutti

Vincono i ricchi bianchi che vogliono fare gli alternativi con ‘ste baggianate, vincono i nullatenenti neri che vogliono cambiare le cose ma si accontentano dei simboli, vincono i frustrati in Internet che hanno la battaglia quotidiana, vincono i razzisti che possono indicare il gombloddo della sostituzione etnica, vince la Disney che porta al cinema i neri e i bianchi (o perlomeno quelli “se non lo vai a vedere sei razzista”) e alla fine farà incassi decenti, per il prodotto che offre.

 

Cambia davvero qualcosa?

erezione in la sirenetta

Nah. È polvere sulla scacchiera della Storia, fa starnutire solo chi la guarda da troppo vicino. Il remake di Ghostbuster doveva cambiare il cinema, fu un disastro e oggi è tanto se qualcuno si ricorda che c’è stato. La Sirenetta farà lo stesso. I bambini una volta cresciuti scopriranno che ne esisteva una versione differente, la guarderanno e diranno quello che noi diciamo delle prime versioni di qualcosa.

colonna fallica nella sirenettala sirenetta sul maialestatua della sirenetta SIRENETTAla sirenetta in versione erotica

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....