scalfari serena simonetta

SPOSATO (NEL 1950) CON SIMONETTA DE BENEDETTI, DAGLI ANNI '70 SCALFARI HA UNA RELAZIONE ALLA LUCE DEL SOLE CON SERENA ROSSETTI, DIVENTATA SUA MOGLIE DOPO LA MORTE DI SIMONETTA - TUTTI SAPEVANO, “TUTTI HANNO SOFFERTO”, DICONO LE FIGLIE ENRICA E DONATA. “CERTAMENTE SERENA IN PASSATO HA PESATO TANTISSIMO SUL NOSTRO RAPPORTO, È STATA LA CONTRADDIZIONE CHE ABBIAMO VISSUTO IN MANIERA PIÙ DOLOROSA, SOPRATTUTTO PER MIA MADRE. MA NON AVEVO COMUNQUE GLI STRUMENTI PER AIUTARLA. SICURAMENTE TUTTE E DUE HANNO SOFFERTO MOLTO, MA FINO A UN CERTO PUNTO LA SOFFERENZA DI SERENA NON È STATO UN MIO PROBLEMA…” - VIDEO

Silvia Nucini per VanityFair.it

SCALFARI E LA MOGLIE SIMONETTA NEL GIORNO DEL LORO MATRIMONIO

 

Si parla sempre del mestiere di genitori e mai abbastanza di quello di figli, una professione che, come l’altra, si impara facendola. Con lo svantaggio, però, che la cazzuola te la mettono in mano a tre anni: trattasi quindi di lavoro minorile.

 

«Ci si abitua a essere le figlie di Scalfari», dicono a un certo punto quasi all’unisono (non è vero, ma la sensazione è spesso questa), Enrica (fotografa) e Donata (giornalista) Scalfari, figlie di Eugenio, in una scena di Scalfari, a Sentimental Journey, documentario scritto con Anna Migotto e dedicato all’illustre genitore, già molto raccontato (dagli altri e da sé stesso), ma mai con lo sguardo amoroso e anche spietato che solo un figlio può avere. 

scalfari simonetta de benedetti

 

Giornalista, scrittore, direttore de L’Espresso e fondatore (e direttore per 20 anni) de la Repubblica, Scalfari ha ora 97 anni e, come raccontano le figlie, un’indole da divoratore della vita che solo da poco sta cedendo il passo a una fragilità prevedibile, ma che nessuno si aspettava. «Solo 10 anni fa questo documentario non avremmo potuto farlo, avrebbe deciso tutto lui. Invece adesso si è affidato. E quando lo ha visto si è sorpreso, e commosso», dice Donata.

 

Nel viaggio sentimentale ci sono anche le testimonianze degli amici e dei colleghi (spesso coincidono). Da Natalia Aspesi, che ricorda la sua indignazione femminista per le rose rosse che lui era solito mandarle ogni volta che scriveva un pezzo, a Roberto Benigni, che dice che andare a cena da Scalfari «è come andare a cena da Kant. E si parla di tutto, dall’Illuminismo al basilico», a Massimo Recalcati, cui Scalfari confidò di essere andato una sola volta da uno psicanalista e che questo gli disse di non tornare più perché in fondo un equilibrio lui l’aveva già trovato. 

scalfari figlie donata enrica

la famiglia scalfari donata enrica eugenio e la moglie serena rossetti foto di bacco

 

Un equilibrio da funambolo, almeno nel privato: sposato (nel 1950) con Simonetta de Benedetti, dagli anni Settanta ha una relazione alla luce del sole con Serena Rossetti, diventata sua moglie dopo la morte di Simonetta. Tutti sapevano, «Tutti hanno sofferto», dice Enrica.

 

Che esperienza è stata fare questo viaggio sentimentale con vostro padre?

Enrica: «È stato un po’ un percorso psicologico. Volevamo evitare certe cose, ma Anna Migotto ci ha spinte a raccontarle. E alla fine ci ha messo in pace con certi pezzi di vita».

Donata: «Io stavo in pace pure prima. Però ho fatto anni di analisi, lei no».

eugenio scalfari con la moglie serena rossetti foto di bacco

 

È stato difficile abituarsi a essere le figlie di Scalfari?

D: «È stato difficile sul lavoro, di me tutti pensavano: “Sta qua perché è la figlia di Scalfari”, e questo ha fatto sì che io, nella mia carriera, sia stata sempre un passo indietro, senza mai oltrepassare una linea».

E: «Chiamarsi Scalfari ha avuto anche i suoi lati positivi. Tornavi a casa da scuola e a pranzo c’era Enrico Berlinguer. Ma sul lavoro – ho fatto quello di mia madre, non di mio padre – è vero che abbiamo dovuto fare il triplo per ottenere la metà».

 

scalfari a sentimental journey 67

Se pensate a vostro padre, quale immagine vi viene in mente?

E: «Lui che ride, allegro. L’ho fotografato tanto, ma davanti all’obiettivo non ride mai, come ogni grande narciso è sempre attento a fare l’espressione migliore».

D: «Nel lettone che ci racconta favole assurde inventate, i cui personaggi sono rimasti nel nostro lessico famigliare. Le mie password sono ancora i nomi di quei personaggi».

 

luigi vicinanza eugenio scalfari con la moglie serena rossetti

Vostro padre ha lavorato come un pazzo per tutta la vita. Avete sentito la sua mancanza?

E: «Veniva a pranzo a casa quasi tutti i giorni. No, non l’abbiamo mai sentita».

 

Vi siete mai ribellate al suo ingombro?

D: «Non abbiamo avuto la classica rottura adolescenziale con i genitori. Sia io sia Enrica siamo rimaste a casa fino ai nostri rispettivi 28 anni. Ci hanno dovuto dare loro un calcio in culo per uscire. È stato un uomo ingombrante, ma anche una coperta».

E: «La cosa più difficile, adesso, è che la sua coperta siamo diventate noi. Mi fa molta nostalgia pensare a come era».

EUGENIO SCALFARI CON LE FIGLIE

 

Si lascia coprire?

D: «A questo punto sì. Però delle volte quando si arrabbia ci zittisce ancora».

 

C’è stato qualcosa del documentario sul quale non è stato d’accordo?

 

E: «La sua unica preoccupazione era che parlassimo di Serena, sua moglie, in modo appropriato e affettuoso. Pacificato. Cosa che è avvenuta. Certamente Serena in passato ha pesato tantissimo sul nostro rapporto, è stata la contraddizione che abbiamo vissuto in maniera più dolorosa, soprattutto per mia madre. Sicuramente tutte e due hanno sofferto molto, ma fino a un certo punto la sofferenza di Serena non è stato un mio problema».

SCALFARI E LA MOGLIE SERENA ROSSETTI

Qualcuno vi ha mai chiesto qualcosa della vostra sofferenza per quello che succedeva?

 

D: «Io non ho mai parlato in casa di questa cosa. Nessuna di noi due sapeva che l’altra sapeva e così non ne parlavamo nemmeno tra di noi. Abbiamo iniziato a farlo quando papà ce l’ha detto apertamente. Ma non è mai diventato un argomento di conversazione. Era così e basta».

E: «Con mia madre io ne ho parlato, mi chiedeva aiuto, complicità. Non sono mai riuscita però ad avere questo ruolo. Avevo 40 anni, anche 45. Ma non avevo comunque gli strumenti per aiutarla».

 

Da donne come giudicate quei rapporti incrociati?

berlinguer - scalfari

D: «Da donna non l’avrei mai accettato. Detto questo, non sento di dover perdonare nessuno, perché erano tre persone adulte che hanno scelto. E i miei genitori non ci hanno mai fatto sentire la mancanza di una famiglia».

E: «Mamma ha sofferto come un cane, ma non ce l’ha mai fatto pesare. I miei genitori stavano bene insieme, erano marito e moglie sotto tutti i punti di vista, padre e madre per noi».

 

Com’è adesso il vostro rapporto con Serena?

scalfari e simonetta

E: «Quando è morta mamma, nel 2006, un po’ di difficoltà le ho avute, ma dopo un paio d’anni si è appianato tutto. Ora mio padre non può vivere un secondo senza di lei. In tutta la sua vita non è mai stato cinque minuti da solo: prima c’era sua madre, poi Nadia, la fidanzata che rubò a Federico Fellini, poi mia madre, infine Serena».

D: «Adesso siamo ben contente che ci sia».

 

È un nonno diverso da come è stato padre?

D: «Il nipote, Simone, mio figlio, è maschio e questo per lui fa la differenza. Qualche tempo fa gli ha detto una cosa bellissima: “Se io potessi ti regalerei le facciate delle chiese”. Ma l’attitudine che ha come nonno è la stessa che aveva come padre».

 

EUGENIO SCALFARI

È curioso vedere un uomo che, con i suoi giornali ha fatto battaglie per l’aborto e il divorzio, che – raccontate – vi spingeva ad andare alle manifestazioni femministe, a un certo punto vi abbia fatto seguire il corso da dattilografe perché siete donne.

D: «Nella concezione piccola, famigliare, per lui la donna era donna. È un uomo nato quasi 100 anni fa». 

E: «È stato molto progressista anche rispetto alla nostra educazione, ma è sempre stato un maschilista e su questo non ci sono dubbi. Io ho potuto fare la fotografa perché l’aspettativa su di me non era prepotente. Se fossi stato un maschio non avrei mai potuto».

enrica e donata scalfari

 

Che padre è stato?

E: «Un padre che ha cercato di non fare pesare il suo ruolo pubblico, che ci ha insegnato a superare le ansie attraverso la curiosità e l’allegria. Il suo insegnamento è che la vita è complicata, ma va vissuta con leggerezza».

D: «A me ha dato una grande sicurezza in me stessa, nonostante, fino a quando è stato il leone che è stato, sentivo un pizzico e pensavo: “Che lo faccio a fare, tanto…”. Ora però, a 60 anni, posso dire che mi ha dato gli strumenti per vivere la vita, e una solidità caratteriale».

 

Lui chiama la morte «la regina», e dice che non la teme. È vero secondo voi?

E: «Forse non la teme razionalmente, ma nel profondo sì: ama troppo la vita per non avere paura che finisca».

scalfari a sentimental journey 66

D: «Da sempre ha l’ansia che accadesse qualcosa agli altri. Chiamava mia madre ogni due ore per sapere se continuavamo a godere di buona salute».

scalfari a sentimental journey 6

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EUGENIO SCALFARI - CARLO CARACCIOLO - MARIO FORMENTONMARIO PANNUNZIO - INDRO MONTANELLI - EUGENIO SCALFARI

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