alessandro cattelan da grande

STORIA DI UN FLOP ANNUNCIATO – L’OPERAZIONE PER PORTARE CATTELAN IN RAI PARTE NEL 2019 QUANDO SALINI SI ERA IMPUNTATO PER FARGLI FARE SANREMO, MA AVEVA DOVUTO RINUNCIARE DI FRONTE AL NIET DI DE SANTIS E MARANO – IL CONTENTINO ARRIVA AFFIDANDO ALLA “GIOVANE PROMESSA” IL PROGRAMMA “DA GRANDE” CHE FA ASCOLTI DISASTROSI. COLETTA SI LANCIA IN UN DRAMMATICO TENTATIVO DI SALVATAGGIO E SI GIOCA IL BIS ALLA DIREZIONE DI RAI1, MENTRE L'AD FUORTES NASCONDEREBBE UN FORTE FASTIDIO PER I DUE MILIONI DI EURO SPESI MENTRE SI CHIEDE AGLI ALTRI LAVORATORI DI FARE SACRIFICI. E CATTELAN? NON FA NEANCHE AUTOCRITICA, ATTACCA TUTTI E… VIDEO

 

Giuseppe Candela per Dagospia

alessandro cattelan

 

Il caso Cattelan. Prima, durante e dopo. Storia di un flop (costoso) nato da lontano.

Estate 2019. A Viale Mazzini si ragiona per il dopo Baglioni a Sanremo, serve un nome forte e rassicurante. L'azienda spinge con forza per l'arrivo di Amadeus, Salini tiene a galla la carta Cattelan. Lo vuole a tutti i costi, avvia anche qualche incontro riservato ma in quei giorni il clima si fa rovente. L'operazione viene ostacolata dal direttore di Rai1 Teresa De Santis e da Antonio Marano (allora ai vertici di Rai Pubblicità), in azienda gira un sondaggio riservato e impietoso: per il pubblico e i pubblicitari è uno sconosciuto, non si venderebbe la pubblicità per il Festival. Vince l'asse De Santis-Marano, Salini accantona l'idea e il resto è storia: Sanremo 2020 è un successo, l'amministrare delegato corre in conferenza stampa a rivendicare la scelta di Amadeus e Fiorello.

 

FABRIZIO SALINI

"Salini vuole Cattelan", lo ripetono come un tormentone. La De Santis va fuori e Coletta appoggia l'operazione. La "giovane promessa" è assistita da Marta Donà, nipote di Claudia Mori, ma ha dalla sua la forza di Fremantle, il peso di Lorenzo Mieli e la stima di Andrea Scrosati. L'operazione "Da Grande", a cui si lavora in gran segreto, viene svelata da Dagospia a marzo scorso, il programma era previsto a maggio ma slitterà a settembre. Non in esclusiva perché intanto lavora per Netflix a un nuovo titolo.

 

alessandro cattelan da grande 3

E qui inizia lo show: annuncio al sabato sera e successiva fuga da Maria De Fillippi, doppio appalto esterno (Fremantle produce, Friends&Partners porta i cantanti), ospitoni, battage pubblicitario importante. Alla conferenza stampa Fasulo piange e lo paragona a Fabrizio Frizzi, Coletta lo esalta con un lungo monologo. Insomma si pompa tutto a dismisura.

 

da grande 1

È tutto pronto, è tutto deciso: Cattelan è il nuovo volto di Rai1. Si fanno progetti, c'è chi parla di una bozza di contratto: Eurovision, nuove puntate di Da Grande e Sanremo 2023. Ci puntano così tanto che RaiPubblicità, come riporta il sito di Davide Maggio, quando ancora era previsto al sabato sera prevedeva ascolti più alti di Tale e Quale Show, Ballando con le Stelle, The Voice Senior e Arena Suzuki.

 

alessandro cattelan da grande 2

Così non va, la versione extralarge di E poi c'è Cattelan ottiene un risultato in Rai mai nemmeno immaginato. 12,7% di share. Coletta viene spinto (dal suo ego o non si sa da chi) a difendere il prodotto ma peggiora la situazione: in un'intervista a La Stampa abbassa l'obiettivo al 16% per la seconda puntata, come Cattelan trova il colpevole del flop nel Volley e nel calcio, assicura che per lui gli ascolti non contano (possono tutti sorridere, nessun programma sarà chiuso per flop) e che non ama cambiare programmazione (poche settimane prima Da Grande era passato dal sabato alla domenica dopo aver vagliato il mercoledì).

 

alessandro cattelan stefano coletta

Alla seconda va ancora peggio, 12% anche senza il Volley. Quasi doppiato dalla versione low budget di Scherzi a parte nel target 15-34 anni. I giovani non ci sono, il 12% lo fa grazie ai "vecchi" (1.3 milione di telespettatori era over 55). Sul finale arriva il colpo basso: attacca giornalisti e addetti ai lavori perché hanno osato criticarlo. Il monologo sulle pernacchie crea imbarazzo ai vertici.

alessandro cattelan elodie

 

Il dopo. Cattelan sceglie Repubblica per dire che lui rifarebbe tutto, di fatto ufficializza la conduzione dell'Eurovision, in campo l'ipotesi di due nuove puntate di Da Grande, non concede nulla e va dritto per la sua strada. La giornalista sembra in imbarazzo: "Fa mai autocritica?". Per lui "flop è una parola infantile", saranno contenti gli investitori. Comunicazione drammatica, come segnala anche lo scrittore Gianrico Carofiglio su Twitter: "Lo show di Cattelan su Rai1 è un disastro. Capita, forse qualcuno ne renderà conto forse no. Ma è interessante quello che (pare) ha detto il conduttore: 'rifarei tutto così'. La frase è la sintesi del modo meno intelligente (eufemismo) di affrontare l’errore e il fallimento."

 

Stando alle nostre fonti il silenzio dell'ad Fuortes nasconderebbe un forte fastidio. Non ha responsabilità, non ha colpe. È arrivato ed era tutto già fatto. L'ad avrebbe però fatto un salto dalla sedia di fronte ai costi: l'operazione Cattelan in due puntate sarebbe costata ben oltre i due milioni di euro. Una cifra importante in un momento in cui a tutti i lavoratori interni vengono chiesti sacrifici, con alcuni programmi di servizio pubblico a rischio.

da grande 2

 

Cosa farà Cattelan in Rai? L'Eurovision, affiancato da altri tre conduttori e due voci fuori campo. Solo quello, per ora. A Viale Mazzini sono in molti ad essere convinti che il flop di Da Grande farà un'altra vittima: Stefano Coletta, il suo bis ora sembra davvero difficile da immaginare. Il vicedirettore Claudio Fasulo non avrebbe gestito la situazione in modo consono, questo filtra dal settimo piano, e in maniera clamorosa la sua presenza all'Eurovision non sarebbe così certa. Il prima, il durante e il dopo Cattelan. La storia di un flop annunciato.

alessandro cattelan da grande 6alessandro cattelan da grande 2alessandro cattelan da grande 7alessandro cattelan da grande 6alessandro cattelan da grande 4alessandro cattelan da grande 5ALESSANDRO CATTELAN - DA GRANDE ALESSANDRO CATTELANalessandro cattelan da grande 1alessandro cattelan da grande alessandro cattelan da grande 5alessandro cattelan da grande 1alessandro cattelan da grande 3alessandro cattelan da grande 4alessandro cattelan da grande 7 6

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…