mika

SUCCESSO O GIU’ NEL CESSO - LE CONFESSIONI DI MIKA: “AVEVO 13 ANNI. ERO IN BAGNO, ORMAI CONSAPEVOLE DELLA MIA OMOSESSUALITÀ. MI SONO CHIESTO COME AVREI FATTO A ESSERE ME STESSO SENZA FINIRE MALE. MI SONO GUARDATO ALLO SPECCHIO E MI SONO DETTO: O RIESCO A DIVENTARE UNO DI ENORME SUCCESSO O SONO MORTO. E DA QUEL GIORNO HO COMINCIATO A COMBATTERE TENACEMENTE PER CONQUISTARE UN SUCCESSO CHE PER ME SIGNIFICAVA LIBERTÀ, SALVEZZA…”

Massimo Gaggi per il “Corriere della sera”

 

«Sono estremamente esigente con me stesso, uno str...». Lo hai detto di recente in un' intervista radiofonica. E tu, che pur essendo nato in Libano e cresciuto tra Parigi e Londra in una famiglia con radici mediorientali e americane, parli un magnifico italiano, scegli le parole con cura. Cosa intendi con questa immagine dura? Non te l' aspetti dalla pop star gentile entrata nelle case degli italiani anche grazie a tanta televisione.

 

MIKA

Mika risponde di getto. «Str... nel senso che in quello che faccio mi sento sempre obbligato a cercare la perfezione, fino a farmi male. Anche quando creo una canzone dai ritmi accattivanti, con testi apparentemente giocosi: dietro c' è un lavoro duro, ogni volta metto in gioco tutto me stesso. E mi infliggo la sofferenza di questa ricerca quasi maniacale della perfezione. Che, poi, è la chiave del mio successo: creatività ma anche credibilità. Ho fan in tutto il mondo, ma non sono una rockstar commerciale. Mi considero un artista di nicchia. Ampia, planetaria, ma pur sempre nicchia. Per conservarla la buona musica è essenziale ma non basta: servono credibilità e trasparenza».

MIKA

 

Una voglia di trasparenza che spinge Mika, alias Michael Holbrook (il suo vero nome all'anagrafe e il titolo del nuovo album che uscirà il 4 ottobre) a raccontarsi con una franchezza disarmante davanti a un' insalata di cereali esotici e a un giornalista che non ha mai visto prima.

 

Col nuovo disco, il primo dopo quattro anni, e questo tour di concerti americani che lo anticipa, getti alle spalle l'esperienza televisiva che ti ha dato tanta popolarità. Si diceva che sarebbe stata la tua nuova fonte d' ispirazione e invece...

«E invece era una gabbia. Mi è piaciuto fare televisione, mi ha dato molto. Ho potuto sviluppare un progetto occupandomi di tutto: testi, coreografie e costumi con mia sorella Jasmine. Ho fatto perfino il falegname. Un'esperienza che mi ha avvicinato al mio sogno nel cassetto: dirigere un teatro tutto mio. Ma la tv è anche una gabbia: regole, complessità, vincoli organizzativi che uccidono la creatività. Per questo ho deciso di bruciare la mia identità televisiva. E per cambiare, per ritrovare me stesso, non potevo che tornare indietro: riscoprire la mia famiglia, i profumi, le emozioni e anche gli incubi della mia adolescenza».

MIKA

 

La sensualità è sempre stata una cifra della tua musica, ma stavolta lo è molto di più, anche con la rivendicazione della tua identità gay.

«È la mia reazione alla castrazione della musica pop degli ultimi 15 anni: traboccava sesso negli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Poi è improvvisamente sparito dalla creazione artistica. È rimasto solo nei suoi aspetti commerciali, nei video. Ma qui torniamo anche alla ricerca di credibilità: la molla del successo di cui ti dicevo prima. Con Il mio nome è Michael Holbrook sono andato a cercare ispirazione - in un momento di crisi di creatività - nei miei anni giovanili. Tornando a immergermi nelle gioie ma anche negli incubi di un' infanzia comunque difficile. Lo scontro coi professori, l' espulsione da una scuola di Londra, il bullismo. La spinta al successo, la ricerca della perfezione è cominciata qui».

mika

 

In che modo?

«Ricordo ancora il momento chiave. Avevo 13 anni. Ero in bagno, ormai consapevole della mia omosessualità. Era un gigante, un mostro chiuso nel mio armadio. Mi sono chiesto come avrei fatto a essere me stesso, a cercare quello che mi attrae nella vita, senza finire male. Mi sono guardato allo specchio e mi sono detto: o riesco a diventare uno di enorme successo o sono morto. E da quel giorno ho cominciato a combattere tenacemente per diventare un artista importante. Duro, perfino maniacale anche con me stesso, per conquistare un successo che per me significava libertà, salvezza. Così oggi posso parlarti di quel giorno in bagno e dei miei mostri nell' armadio senza vergogna».

mika

 

E del bullismo.

«Un' altra molla. Quando ero vittima dei bulli resistevo grazie a un pensiero fisso: un giorno questi che adesso mi perseguitano verranno ad applaudirmi ai concerti. Beh, è successo».

 

Quanto è stata importante tua madre che ti ha ritirato dalle scuole e ti ha mandato a lavorare quando eri ancora un ragazzino?

«Un ruolo importante. Mi diceva che uno come me, se non riusciva a fare cose importanti, rischiava di finire in galera. Non so perché lo diceva. Certo mi stimolava, mi imponeva ogni giorno ore di prove di canto. A 14 anni ero già una voce della Royal Opera House di Londra. Guadagnavo, conquistavo rispetto e stima. E l' opera mi ha portato in un mondo affascinante di musica, voci, colori, costumi, scenografie».

MIKA ARBORE

 

Dal melodramma al pop sensuale e scatenato saltando da uno stile all' altro: ti hanno accostato a Prince, a George Michael, ti hanno definito un erede di Freddie Mercury.

«La mia identità l' affermo soprattutto con la voce e i testi delle canzoni: molto veri, spesso duri anche quando le musiche sono seducenti, ti fanno ballare. È vero, mi piace mescolare gli stili: nel nuovo album ripercorro quelli degli ultimi trent' anni del Novecento, da Tiny Love ad Ice Cream, giocosa, maliziosa e scatenata, alla rilassante Sanremo. Rilassante ma illustrata con un video tosto in bianco e nero, ispirato ai "ragazzi di vita" di Pasolini».

MIKA

 

In che senso il sesso è sparito dal pop? Non dipenderà anche dal fatto che, nell' era digitale, anche il rapporto dei giovani col sesso, mediato dagli smartphone, è cambiato?

«Forse incide, anche se poi i sentimenti riesci a esprimerli pure via web. Credo che l' enorme carica sessuale della musica di trent' anni fa sia stata depotenziata per motivi commerciali, per costruire le megastar planetarie. Ha pesato anche l' Aids: prima il sesso era solo gioia, poi ha preso riflessi di sofferenza. Sì, io voglio tornare a Prince, a George Michael, a Hutchence».

 

Chi?

«Michael Hutchence. Australiano, un gigante del rock. Mi ha insegnato tanto.

Non lo conosci? E come occuparsi di finanza e non sapere chi è George Soros».

MIKA ARBORE

Eccolo Mika: aperto, trasparente e puntiglioso. Con sé stesso e col giornalista a corto di cultura musicale.

mika con il fidanzato andrea dermanisfede mikaMIKA FEDEZ 2mika con il fidanzato andrea dermanis

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?