ULTIMA IMBURRATA A BERTOLUCCI - IL REGISTA RISPONDE ALL'INDIGNAZIONE PELOSA DI HOLLYWOOD PER LA SCENA CON MARLON BRANDO: ''MARIA SCHNEIDER SAPEVA DELLA VIOLENZA, ERA NELLA SCENEGGIATURA, MA NON DEL BURRO: QUELLA ERA L'UNICA COSA CHE LE AVEVAMO NASCOSTO. IL CINEMA E' FINZIONE, IL SESSO VIENE (QUASI) SEMPRE SIMULATO'' - VIDEO: LA SCENA DELLA VIOLENZA ANALE

Condividi questo articolo


1. VIDEO - ULTIMO TANGO A PARIGI, LA SCENA DELLA VIOLENZA CON IL BURRO

 

 

2. BERTOLUCCI, MARIA SAPEVA TUTTO TRANNE USO DEL BURRO

MARLON BRANDO E MARIA SCHNEIDER NE L ULTIMO TANGO A PARIGI MARLON BRANDO E MARIA SCHNEIDER NE L ULTIMO TANGO A PARIGI

 (ANSA) - "Qualche anno fa, alla Cinematèque Francaise, qualcuno mi ha chiesto dettagli sulla famosa scena del burro. Io ho precisato - dice Bertolucci sul caso della Schneider 'non consenziente' - di avere deciso insieme a Marlon Brando, di non informare Maria che avremmo usato del burro.

 

Volevamo la sua reazione spontanea a quell'uso improprio. L'equivoco nasce qui. Qualcuno ha pensato, e pensa, che Maria non fosse stata informata della violenza su di lei. Falso! Maria sapeva tutto perché aveva letto la sceneggiatura, dove era tutto descritto".

 

bernardo bertolucci bernardo bertolucci

''L'unica novità era l'idea del burro'', dice Bertolucci in una nota in cui intende chiarire ''per l'ultima volta, un ridicolo equivoco che continua a riportare Ultimo Tango a Parigi sui giornali di tutto il mondo''. ''È quello che, come ho saputo molti anni dopo, offese Maria, non la violenza che subisce nella scena e che era prevista nella sceneggiatura del film.

 

È consolante e desolante che qualcuno sia ancora così naif da credere che al cinema accada per davvero quello che si vede sullo schermo. Quelli che non sanno che al cinema il sesso viene (quasi) sempre simulato, probabilmente, ogni volta che John Wayne spara a un suo nemico, credono che quello muoia per davvero''.

 

 

3. BRANDO-SCHNEIDER: RABBIA DELLE STAR USA CONTRO BERTOLUCCI

Stefano Landi per il Corriere della Sera

 

ULTIMO TANGO A PARIGI ULTIMO TANGO A PARIGI

È bastato che il sito americano della rivista Elle ripubblicasse (in inglese) quelle parole per scatenare un nuovo boato di polemiche in Rete su Ultimo tango a Parigi . Si tratta di un' intervista rilasciata nel 2013 dal regista del film Bernardo Bertolucci alla Cinémathèque Française, ora ripresa da tutti i siti americani: «L' allora 19enne Maria Schneider non era consenziente nella celebre scena dello stupro. Perché volevo vedere la sua reazione come ragazza, non come attrice.

 

Volevo si sentisse realmente umiliata» ammette il regista.

BERNARDO BERTOLUCCI 1 BERNARDO BERTOLUCCI 1

E così ieri è (ri)esplosa la reazione sdegnata di attori e registi di Hollywood. «Per tutte le persone che amano questo film, state vedendo una ragazza di 19 anni violentata da un uomo di 48. E il regista aveva pianificato l' aggressione» ha twittato Jessica Chastain. Le repliche sono riassumibili in tre concetti: «Bertolucci dovrebbe finire in prigione».

«Gli andrebbero tolti tutti i premi». «Il film non andrebbe più fatto vedere».

 

ULTIMO TANGO A PARIGI MARLON BRANDO MARIA SCHNEIDER ULTIMO TANGO A PARIGI MARLON BRANDO MARIA SCHNEIDER

Alle parole di Chastain hanno fatto eco quelle di Evan Rachel Wood, che ha rivelato recentemente di essere stata vittima in passato di due stupri: «Una cosa straziante e oltraggiosa: quei due erano malati per pensare che la cosa potesse funzionare». Poi Chris Evans («non guarderò più questo film, va oltre il disgusto, provo rabbia»), Ava DuVernay («come regista posso a malapena immaginare, come donna sono disgustata»), Anna Kendrick («Miss Schneider aveva dichiarato tutto questo anni fa, io ricevevo occhiatacce quando ne parlavo con qualche uomo»).

maria schneider con Marlon Brando in Ultimo tango a Parigi maria schneider con Marlon Brando in Ultimo tango a Parigi

 

Nella sequenza, il personaggio interpretato dall' allora 48enne Marlon Brando, costringe la giovane Schneider a un violento rapporto di sodomia. Lo stesso Bertolucci dice nell' intervista di «aver agito in un modo orribile con Maria, perché non le ho spiegato cosa sarebbe successo. Perché a volte nei film per ottenere una certa reazione bisogna essere completamente liberi».

 

Il film, uscito nel 1972 (premiato con un David di Donatello, un Nastro d' argento e nominato all' Oscar) ha una lunga storia legale, sfociata con la condanna alla distruzione della pellicola nel gennaio del '76, per poi essere riabilitata dalla censura nel 1987. Schneider, che morì nel 2011 per un tumore, dopo una vita complicata anche da problemi di tossicodipendenza, portò i segni di quell' esperienza.

maria schneider con Marlon Brando in Ultimo tango a Parigi maria schneider con Marlon Brando in Ultimo tango a Parigi

 

Ne parlò direttamente nel 2007 in un' intervista al Daily Mail : «Mi sono sentita violentata, porto ancora le sofferenze di qualche scena. Bertolucci nei momenti di crisi non è mai corso in mio aiuto. E nemmeno Brando, dopo aver girato quella scena, mi consolò né chiese scusa» raccontò l' attrice. «La sua morte è arrivata prima che potessi riabbracciarla e chiederle scusa», disse Bertolucci il giorno della sua morte.

 

Marlon Brando e Maria Schneider sul set di Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci GetContent asp jpeg Marlon Brando e Maria Schneider sul set di Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci GetContent asp jpeg MARLON BRANDO E MARIA SCHNEIDER IN ULTIMO TANGO A PARIGI MARLON BRANDO E MARIA SCHNEIDER IN ULTIMO TANGO A PARIGI

 

 

Condividi questo articolo

FOTOGALLERY


ultimi Dagoreport

ARCHEO-POMPINO - ANITA EKBERG IN AUTO CON FELLINI - VALENTINA CORTESE: “FEDERICO SI PORTÒ IN MACCHINA UNA DI QUELLE ATTRICIONE, CHE PIACEVANO A LUI: PROSPEROSE, ABBONDANTI, VISTOSE. INSOMMA, MENTRE ANDAVANO A OSTIA, LEI PARLAVA DELLA SUA VOCAZIONE ARTISTICA, NEANCHE FOSSE LA BERGMAN. A UN CERTO PUNTO FEDERICO COMINCIÒ AD ACCAREZZARLE I CAPELLI E POI CON LA MANO SULLA NUCA A SPINGERLA VERSO IL BASSO. FINALMENTE LA POVERETTA CAPÌ COSA STAVA ACCADENDO E, CON TUTTO IL FIATO IN GOLA, DISSE: "FEDDERICCO, IO ARTISTA, IO NO POMPETTO"

DAGOREPORT - BIDEN È MESSO MALISSIMO: IL 48% DEGLI ELETTORI DEMOCRATICI SI RICONOSCE NELLE RAGIONI DEI PALESTINESI DI GAZA (TRA I REPUBBLICANI SOLO IL 25%), E ACCUSA LA CASA BIANCA DI ECCESSIVA DEBOLEZZA NEI CONFRONTI DI NETANYAHU IN MODALITÀ “DOTTOR STRANAMORE” – HAMAS SI SPACCA: A DOHA, IL CAPO POLITICO HANIYEH VUOLE TROVARE UN ACCORDO; A GAZA, IL CAPO MILITARE YAYA SINWAR E’ CONTRARIO - NETANYAHU SI DICE FAVOREVOLE A UNA TRATTATIVA PER IL RILASCIO DEGLI OSTAGGI, MA ALLO STESSO TEMPO VUOLE SPIANARE RAFAH, L’ULTIMO FORTINO DI HAMAS, DOVE SI SONO RIFUGIATI 1 MILIONE E MEZZO DI SFOLLATI DAL NORD

ARCHEO-QUIZ - UN BELL'ANEDDOTO CHE LA DICE LUNGA SUL TIPO DI RAPPORTI CHE INTERCORRONO TRA STAMPA E POTERE - "QUALCHE TEMPO FA IL DIRETTORE DI UN GRANDE GIORNALE RICEVETTE LA TELEFONATA DEL CAPUFFICIO STAMPA DI UNA GRANDE INDUSTRIA: ‘’CARO DIRETTORE, SAPPIAMO CHE STA PER USCIRE UN SERVIZIO MONDANO DOVE COMPARE LA FOTO DI (E LÌ IL NOME DELL'AD DELLA GRANDE INDUSTRIA) ABBRACCIATO A (E LÌ IL NOME DI UNA SIGNORA, AL MOMENTO AMANTE NUMERO DUE DELL'AD). LEI CAPIRÀ, ALLA NOSTRA GRANDE INDUSTRIA QUESTO DISPIACE NON POCO" - "IL GIORNALE È GIÀ IN MACCHINA", OBIETTÒ IL DIRETTORE. CON LA VOCE DI CHI SA DI ESSERE AUTORIZZATO A TUTTO, IL CAPUFFICIO STAMPA DISSE: "VA BENE, QUANTO COSTA COMPRARE TUTTA LA TIRATURA DEL SUO GIORNALE?" – COME E’ ANDATA A FINIRE? BASTA LEGGERE DAGOSPIA…

A CASA DI CARLO DE BENEDETTI - COME SI FA, AVENDO I SUOI SOLDI, A POSARE DAVANTI A UNA PARETE A TROMPE-L'ŒIL CHE RIPRODUCE UN FINTO TRALICCIO CON VITE, DOVE C’È APPESO SOPRA UN FALSO CANALETTO IN CORNICE DORATA OSCURATO, PER GIUNTA, DALLE FOTO DEI PARENTI, DI CUI UNA IN CORNICE LEOPARDATA? - IL CUSCINO SUL DIVANO SEMBRA LA TOVAGLIA DI UNA PIZZERIA. NON PARLIAMO DEGLI ANIMALETTI POP SU UNA CONSOLLE DI MARMO - JOHN ELKANN AVRÀ DISTRUTTO “REPUBBLICA” MA LUI DEVE AVER IMPARATO DALL’ARCINEMICO BERLUSCONI A FAR FALLIRE IL BUON GUSTO… - VIDEO