checco zalone amadeus

I VELENI DI FERRONI - COSA DICEVA UNA VOLTA CHECCO ZALONE DI SANREMO? IL VECCHIO SPEZZONE CON TERESA MANNINO: “SANREMO UNA VOLTA ERA IL FESTIVAL DEI FIORI, ERA LA CITTÀ DEI FIORI, LE CANZONI PARLAVANO DI FIORI. ADESSO È DIVENTATO IL FESTIVAL DELLA VERDURA: SI PARLA SOLO DI FINOCCHI” - IVA ZANICCHI PIACE AGLI SCOMMETTITORI - ANNAMARIA FURLAN BOCCIATA PER LA SECONDA VOLTA DAL PD

checco zalone teresa mannino checco zalone show 2009 2

VIDEO - CHECCO ZALONE SHOW 2009

https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/extrashow/teresa-mannino-e-checco-zalone_F306154801004C06

 

Gianfranco Ferroni per “Il Tempo”

 

checco zalone show 2009 1

COME SI CAMBIA, PRIMA PER ZALONE IL FESTIVAL ERA DELLA "VERDURA"

Cosa diceva una volta Checco Zalone del festival? Basta fare un giro su internet e rintracciare un vecchio spezzone di una trasmissione televisiva di Mediaset, con Checco insieme a Teresa Mannino: “Purtroppo Sanremo non è più quello di una volta. Sanremo una volta era il festival dei fiori, era la città dei fiori, le canzoni parlavano di fiori.

 

amadeus checco zalone

Adesso è diventato il festival della verdura: si parla solo di finocchi. Se non hai la canzone sul finocchio, non puoi andare al festival”. E incalzato dalla Mannino, continuava così: “Sto tentando da tanti anni di trovare una uomosessualità in me, purtroppo non la trovo.

 

Diciamoci le cose come stanno: oggi se non hai una bisessualità, una ricchionezza intera, non vai avanti”. E poi si metteva a cantare uno dei suoi cavalli di battaglia “I bambini fanno oh”, parodia della canzone dei Povia. E ora lo hanno chiamato a condurre il festival insieme ad Amadeus.

 

***

iva zanicchi.

 

IVA ZANICCHI PIACE AGLI SCOMMETTITORI

Iva Zanicchi con il suo fascino e la sua esperienza guadagna una standing ovation dal pubblico di Sanremo. La sua quota resta alta, 75, ma adesso c'è chi è molto più indietro di lei.

 

Per esempio Ana Mena, che si colloca a 150. A proposito, si può scommettere anche sull'ultimo posto: la regina dei tormentoni estivi in questo caso è la prima opzione di Snai, a 2,25 in compagnia di Tananai. Segue Yuman a 5,50.

 

checco zalone teresa mannino checco zalone show 2009

***

 

FURLAN BOCCIATA PER LA SECONDA VOLTA DAL PD

E due. Per la seconda volta Annamaria Furlan, già numero uno della Cisl, è stata bocciata dal Partito democratico.

 

Il nome della sindacalista era stato fatto circolare dal Pd in occasione delle elezioni suppletive romane, quando poi la scelta è caduta su Cecilia D’Elia: era un seggio blindato, quello lasciato in eredità da Roberto Gualtieri divenuto sindaco di Roma, e Furlan aveva l’appoggio del segretario del partito, Enrico Letta.

 

ANNAMARIA FURLAN

Ma non c’è stato nulla da fare, a livello locale “chi sta oggi al Nazareno non conta nulla”, come dicono i fedelissimi zingarettiani. Dopo la prima bocciatura, ora è arrivata pure la seconda, per la povera Furlan: il suo nome piaceva a Letta (ti pareva) per la candidatura a sindaco di Genova.

 

Sì, perché Enrico la aveva pure inserita tra i saggi delle “agorà democratiche”, per tenerla “ancorata” al partito. Ma in Liguria, alla faccia di chi pensa che tutti siano impegnati a guardare il Festival di Sanremo, ecco la nuova bordata contro Furlan: l’indicazione lettiana è stata respinta al mittente, definendola “al limite dell’ingerenza”.

 

Rapporti tesissimi, così, tra Roma e Genova: alla faccia di chi lancia le donne in politica, nel Pd in città piace Ariel Dello Strologo. Grande vittoria per il segretario genovese del Pd Simone D’Angelo, davanti al quale ha dovuto chinare la testa anche il responsabile degli enti locali del partito, Francesco Boccia.

 

annamaria furlan

Ma che avrà fatto di male la Furlan per meritare questo? Chi ci guadagna, comunque, è il sindaco uscente Marco Bucci.

 

***

FRANCESCHINI PENSA AI PARTITI E AI LORO ARCHIVI

Il ministro per la Cultura Dario Franceschini pensa ai partiti e ai loro archivi: ecco così un bando pubblico della Direzione Generale Archivi per salvare le carte, e non solo, dei movimenti politici.

 

dario franceschini

Un bel gesto, da parte di Franceschini, nei confronti di chi non sa dove trovare fondi per salvare vecchi documenti della storia italiana. Il bando “stabilisce criteri e modalità per la concessione di contributi a progetti riguardanti interventi da effettuarsi su archivi dei movimenti politici e degli organismi di rappresentanza dei lavoratori o di loro esponenti” (caratteristica, quest’ultima, che ha fatto storcere il naso ad alcuni), progetti che “dovranno essere presentati da istituzioni culturali di natura pubblica o privata o da associazioni pubbliche e private senza scopo di lucro”.

FRANCESCHINI ENRICO LETTA 4

 

La valutazione, sottolineano da via del Collegio Romano, avverrà assegnando punteggi alla “qualità tecnica archivistica dell’intervento”, a “rischio di perdita, deterioramento, dispersione”, a “prosecuzione o completamento di progetti già in corso”, e altro ancora.

 

C’è chi scommette che a fruire dei contributi ministeriale saranno in maggioranza le associazioni e i movimenti della sinistra, ma sono senz’altro malignità…

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