2019venezia

LA VENEZIA DEI GIUSTI - ECCOLI I PREMI, ABBASTANZA CONDIVISIBILI: IL ''JOKER'' E ''J’ACCUSE'' ERANO I FILM CHE PIÙ ERANO PIACIUTI SIA AL PUBBLICO CHE AI CRITICI. MARINELLI DEDICA LA COPPA VOLPI A CHI SALVA I MIGRANTI IN MARE, LA MIGLIORE ATTRICE È ARIANE ASCARIDE DI ''GLORIA MUNDI'' CHE LA DEDICA ''A TUTTI QUELLI CHE DORMONO PER L'ETERNITÀ NEL FONDO DEL MEDITERRANEO'' - PREMIO SPECIALE PER MARESCO - SALE STRAPIENE E PUBBLICO ATTENTO, IMPUPAZZAMENTO SUL RED CARPET (COME A CANNES), MOLTI FILM DELUDENTI, TROPPI POLPETTONI

leone d oro per todd phillips joaquin phoenix joker

Marco Giusti per Dagospia

 

Venezia. Eccoli i premi, abbastanza condivisibili. Leone d’oro al Joker di Tod Philips con Joaquin Phoenix (è “tutto quello che si merita…”), Gran Premio della Giuria a J’accuse di Roman Polanski, e sembra che i due film se la siano battuta sino all’ultimo per il premio maggiore. Se Todd Phillips si presenta sul palco assieme al suo protagonista, che non apre bocca, a nome di Roman Polanski ritirano il premio Emmanuelle Seigneur fasciata di rosso accompagnata da Luca Barbareschi.

luca marinelli coppa volpi venezia 2019

 

Premio speciale della Giuria a La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco, che, come Polanski, non si è presentato, e ha mandato al suo posto il produttore Rean Mazzone. Miglior regia allo svedese Roy Andersson per Sull’infinito. Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile a Luca Marinelli per il Martin Eden di Pietro Marcello, che ringrazia polemicamente quelli che salvano le vite in mare, per la miglior interpretazione femminile a Ariane Ascaride per Gloria Mundi di Robert Guédiguian, che ricorda di essere la nipote di emigranti italiani sbarcati a Marsiglia e che dedica il suo premio “a tutti quelli che dormono per l’eternità nel fondo del Mediterraneo”.

roy andersson miglior regista

 

Miglior opera prima, con giuria presieduta da Emir Kusturica e premio di 100 mila dollari donati da Aurelio De Laurentiis, a You’ll Die at 20 del sudanese Amjad Abu Alala, che ha ricordato che nel suo paese il cinema era stato bandito dal vecchio regime. Altri premi, per la miglior sceneggiatura al film di animazione taiwanese No.7 Cherry Lane di Yonfan, per il miglior attor giovane a Toby Wallace, il protagonista tossico dell’australiano Babyteeth.

 

Nella sezione “Orizzonti” vincono invece il fantascientifico russo Atlantis di Valentin Visyanovych, lo spagnolo Blanco en blanco di Théo Court, miglior regia, Verdict di Raymund Ribay Gutierrez, premio speciale, Revenir di Jessica Palud, miglior sceneggiatura, Darling del pachistano Saim Sadiq, miglior corto. Miglior attori di “Orizzonti” sono Sami Boujala per Bik Eneich di Mehdi Barsaoui e Maria Nieto per Madre di Rodrigo Sorodoyen.

 

rean mazzone premio per la mafia non e piu quella di una volta

Che dire? Il Joker J’accuse erano i film che più erano piaciuti sia al pubblico che ai critici. Se la regia di Roman Polanski era qualcosa di perfetto in termini di cinema, il film di Todd Phillips era dominato dalla straordinaria interpretazione di Joaquin Phoenix e da una carica politica rivoluzionaria impressionante in un film americano destinato a un vasto pubblico. La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco, al di là delle inutili polemiche, è una meravigliosa commedia umana su Palermo e sul nostro paese. Solo Paolo Mereghetti non l’ha capito.

 

Al Martin Eden di Pietro Marcello, il film italiano più lanciato dai nostri critici, va il premio al miglior attore, Luca Marinelli, che si appresta a girare a fine mese Diabolik con la regia dei Manetti bros. Non si può che essere contenti per il percorso che ha fatto dai tempi, che oggi sembrano lontanissimi, di Non essere cattivo di Claudio Caligari. Il curioso film di Roy Andersson, Sull’infinito, può piacere o meno, ma certo ha una messa in scena innovativa e piena di creatività.

 

emmanuelle seigner riceve il premio per polanski

Ci sarebbe piaciuto, magari, un premio a James Grey di Ad Astra, o alla Catherine Deneuve di La verité di Kore-eda, o alla Ema di Pablo Larrain, ma in generale la giuria, presieduta da Lucretia Martel, attaccata pesantemente per le dichiarazioni su Roman Polanski, ha fatto un buon lavoro. L’Italia ne esce con un consueto premio all’attore, ma anche con un bel riconoscimento al genio cinico-comico di Maresco.

 

Premi per i miglior film di realtà virtuale alla francese Celine Tricart per The Key, al brasiliano Ricardo Laganaro per A linha e al nigeriano Joel Kachi Bender su un tema importante, come le ragazze nigeriane rapite dall’Isis e mai più ritrovate e Premi Venezia Classici vanno, come miglior restauro a Ecstasy di Gustav Machaty, e come miglior documentario sul cinema al brasiliano Babenco-Tell Me When I Die di Barbara Paz, che è anche l’ultima moglie del regista scomparsa, che si è lanciata in un appello al No alla censura.

 

Nulla da dire sull’organizzazione impeccabile del Festival. Sale strapiene sempre e pubblico attento e piuttosto giovane venuto da ogni parte del mondo. Magari si potrebbe dir qualcosa all’impupazzamento da top model del red carpet. Ma Cannes è molto peggio.

coppa volpi ariane ascaride

 

Inoltre. Rispetto agli anni precedenti, con tanti film da Oscar, non è stata una grande edizione, molti film hanno deluso, penso a quelli di Assayas e Egoyan, altri erano esattamente quel che ci poteva aspettare. La seconda metà del festival è franata fra polpettoni e lungaggini già viste e riviste. Troppo pochi i film diretti da donne. Ma magari non c’erano davvero. Alcuni parlano di dimenticanze, come quella di Waves di Trey Edward Shultz, che ha spaccato al Festival di Telluride. Si capirà. Ma non possiamo che essere contenti per il Leone al Joker e i riconoscimenti a Marcello e a Maresco.  

joker joaquin phoenixad astra brad pittla veritejoker joaquin phoenix

 

martin edenmartin eden martin eden martin eden

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…