giorgio pietrostefani marina petrella raffaele ventura luigi bergamin giampiero mughini

LA VERSIONE DI MUGHINI – "I NOSTRI CUGINI FRANCESI NON SANNO NULLA DI CHE COSA È STATO IL TERRORISMO IN ITALIA. MA SU GIORGIO PIETROSTEFANI CHE ARCHITETTÒ LA MESSA A MORTE DEL COMMISSARIO CALABRESI, NON SONO COSÌ SICURO CHE SAREBBE GRAN COSA DAL PUNTO DI VISTA DELLA GIUSTIZIA CHE LUI INVECCHIATO E GRAVEMENTE MALATO SCENDESSE DA UN AEREO PER ESSERE CONSEGNATO ALLA GIUSTIZIA ITALIANA" – IL CASO PIPERNO E IL DISPREZZO PER GLI INTELLETTUALI CHE...

Giampiero Mughini per Dagospia

 

giampiero mughini

Caro Dago, non è semplice per uno della mia generazione ragionare sulla vicenda dei dieci ex terroristi italiani che un magistrato francese ha ritenuto tuttora meritevoli di protezione contro le conseguenze legali dei delitti da loro compiuti in Italia durante gli "anni di piombo".

 

Non è da poco l'argomento che a trent'anni di distanza, e dopo decenni di un comportamento del tutto contrario a quello degli agguati e delle messe a morte, il rilievo penale e morale dei dieci è cambiato sostanzialmente.

 

pietrostefani e gli altri arrestati a parigi

Per citare il caso di gran lunga più noto, quello del settantanovenne Giorgio Pietrostefani che architettò la messa a morte del commissario Luigi Calabresi, non sono così sicuro che sarebbe gran cosa dal punto di vista della giustizia che lui invecchiato e gravemente malato scendesse da un aereo a consegnarsi alla giustizia italiana cui pure si era sottratto a differenza dei suoi due coimputati Adriano Sofri e Ovidio Bompressi, i quali entrambi hanno trascorso in carcere un bel mucchietto di anni.

 

GIORGIO PIETROSTEFANI

Del resto è la stessa valutazione che fanno Mario Calabresi, il figlio del commissario ucciso, e sua madre, la splendida Gemma Calabresi. La quale usa il termine "perdono" nei confronti dell'assassino, ed è un termine schiacciante. Gli altri nove sono dei comprimari, com'erano la buona parte degli assassini "rossi".

 

La cosiddetta dottrina Mitterrand era invece concepita come volta ad accettare dei "combattenti" che la giustizia italiana stava perseguitando oltre misura, gente che aveva "creduto" e che magari non aveva "ucciso" affatto. Del resto Parigi era divenuta la città quanto più accogliente di un assassino della terza fila del terrorismo rosso, Cesare Battisti, che i nostri cugini francesi reputavano un eroe romantico oltre che un discreto scrittore. Poveracci, non sanno di nulla di che cosa è stato il terrorismo in Italia. Nulla di nulla. E beninteso quando uso il termine terrorismo so distinguere benissimo Battisti da uno come Oreste Scalzone, il quale non ha mai fatto del male a una mosca in vita sua.

 

adriano sofri, il suo avvocato massimo di noia e giorgio pietrostefani

Alcuni anni fa Vincenzo Sparagna e io lo incontrammo a Roma e andammo in giro con lui a farci fotografare e a sollecitare dunque un provvedimento di clemenza nei suoi confronti (che poi è venuto). Ebbene in quella occasione la Digos venne di mattina presto a bussare a casa mia dove pensavano di trovare Oreste. Volevano persino entrare nella camera da letto dove continuava a dormire Michela, la quale si mise a urlare che non la scocciassero. Mi convocarono poi a mettere a verbale com'era andata la venuta di Oreste a Roma e pagai un milione all'avvocato che mi assistette per la mezz'oretta dell'interrogatorio.

 

C'è stato il terrorismo rosso, ci sono stati quelli che hanno scherzato con il fuoco (ossia che li spalleggiavano dal punto di vista ideale), ci sono stati i "pentiti" del terrorismo, quelli che una volta catturati hanno fatto i nomi dei loro complici e hanno dato gli indirizzi delle sedi in cui trovare le loro armi. Il pentito più famoso del terrorismo rosso è stato probabilmente Michele Viscardi. Quando lo catturarono consegnò in buona sostanza l'intero esercito di Prima linea, una congrega di assassini non meno feroci di quelli delle Brigate rosse. Quando andai a intervistarlo a Milano, lui viveva nell'ombra. Mi parve che il suo "pentimento" fosse sincero. So che molti non la pensano così.

Sofri Bompressi Pietrostefani

 

Tra quelli che strizzarono l'occhio al terrorismo rosso il più rilevante credo sia stato Franco Piperno, il leader del Potere operaio romano. I magistrati che a un certo punto lo accusarono di non ricordo più quanti delitti non sapevano di che cosa stessero parlando. Lui si era dato latitante e finché una sua amica (che non conoscevo) mi telefonò per poi venire a casa mia e chiedere che lo ospitassi.

 

Dissi di sì, e purché Franco mi desse la sua parola d'onore che lui non aveva niente a che vedere con le Brigate rosse. Franco rimase a casa mia per un mese e mezzo per poi andarsene in Francia. Dove lo catturarono per poi trovarlo innocente di tutte le accuse. Io sono fiero di avere ospitato un innocente, e mi dispiace che nel libro che Franco ha scritto alcuni anni fa il mio nome non compaia nemmanco una volta, non che io non conosca i miei polli. Potrei continuare a lungo.

 

ORESTE SCALZONE

I volti le celle i volantini che attengono al brigatismo rosso se ne stanno sulle pareti della mia camera da pranzo, quella dove ospito non più di sei persone a volte. A dirla in breve qual è stato il bilancio politico e morale di quegli assassini? Che erano degli assassini, punto e basta, e non c'è altro da aggiungere. Che dire di quelli che l'hanno fatta franca e vivono adesso in Francia? E' dannatamente complesso, forse ogni caso andrebbe pesato e soppesato a parte. Caso diverso quello degli intellettuali che giuravano e spergiuravano che quelli di Lotta continua non avessero niente a che vedere con le due pallottole sparate a bruciapelo alla testa e alla schiena del commissario Calabresi. Per loro non la smetto di nutrire il disprezzo intellettuale più profondo.

franco piperno e mughini

 

GIAMPIERO MUGHINI

Giorgio Pietrostefani adriano sofriFranco Pipernofranco piperno domicidio luigi calabresi a milano 17 maggio 1972 Giorgio PietrostefaniGIORGIO PIETROSTEFANIGiorgio Pietrostefanigiampiero mughini

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...