fulvio pierangelini

VITA, CUCINE E PADELLATE DI FULVIO PIERANGELINI, IL CUOCO-CONSULENTE CHE FA TREMARE I TROMBONI DELL’ALTA CUCINA: “OGGI I CUOCHI SONO PORTATI AD AVERE PIÙ SUCCESSO PER I RIFLETTORI CHE PER I FORNELLI. I PIATTI SONO UGUALI OVUNQUE: LA CIALDINA, LA FOGLIOLINA” - “ALCUNI TALENT SONO IMMORALI. E QUANDO SENTO "SEI FUORI" PROVO FASTIDIO FISICO - SONO STATO IL REGALO PER I 60 ANNI DI TONY BLAIR. E PRODI UNA VOLTA MI HA CHIAMATO A PALAZZO CHIGI, PERÒ MI HA DETTO COSE ORRENDE. HA DEFINITO IL..."

Alessandro Ferrucci per “il Fatto quotidiano”

 

fulvio pierangelini

La sua Disneyland è il mercato ortofrutticolo, la sua bestemmia (culinaria) è dietro il termine "rivisitazione", il suo mantra è "l'imperfezione", e il suo nome, Fulvio Pierangelini, è diventato un paradigma sottaciuto o esplicito per la maggior parte degli chef stellati e osannati in televisione. Lui è il "maestro". La sua "passatina di ceci con gamberi" è uno dei piatti più copiati al mondo. Eppure in tv ci va pochissimo, ("non mi interessa"), tanto da diventare con gli anni una sorta di Keyser Söze dell'alta cucina, una presenza-assenza per chi appare e crede di essere, per chi arriva a pontificare "attraverso strumenti simili a quelli delle estetiste". La sua sicurezza lo consente.

 

E in questo viaggiare in direzione ostinata e contraria, nel 2008 ha chiuso il suo ristorante (Il gambero rosso a San Vincenzo) quando gli appassionati, i curiosi o i parvenu sgomitavano per un tavolo, e ha iniziato una serie di consulenze, l'ultima ora a Roma, e nell'hotel dove lavora è una processione per assaggiare un suo piatto.

fulvio pierangelini 9

 

Sono passati anni dalla chiusura del suo ristorante.

Allora la gente sentenziava: "In questo mondo così veloce, tra sei mesi nessuno si ricorderà di te".

 

E lei

Ero conscio di perdere potere e visibilità, da numero uno tornavo un signor nessuno, ma non mi interessava, avevo deciso; comunque sono passati anni e ancora oggi mi fermano per parlarmi del cibo provato da me, delle emozioni suscitate; pensare che ho iniziato solo per necessità.

 

Quale?

Magari, e inconsciamente, per ottenere un bravo da mio padre, non me lo aveva mai detto; ma è una supposizione, perché in realtà non c' era uno scopo specifico.

 

Ha conosciuto tutti.

Ogni tanto accendo la televisione mi sento come Manuel Fantoni in Borotalco.

 

Cioé?

fulvio pierangelini e vissani

Molti di quelli che appaiono li conosco: il mio ristorante non era in una traiettoria semplice, però alla fine venivano a trovarmi, a partire dal primo anno di apertura, quando un giorno si presenta un signore: "Voglio il locale per due giorni e solo per me". "Va bene". Di quel gruppo la più sconosciuta era l'Infanta di Spagna, poi c' erano gli Agnelli e gli altri invitati al matrimonio di Noemi Cinzano.

 

Ha cucinato per i potenti del mondo.

L'altro giorno ero all' Hotel de Russie a Roma, entro e mi trovo davanti a un cordone di sicurezza; poi vedo Tony Blair, lo saluto, lui si gira e urla: "Fulvio!".

 

Proprio Manuel Fantoni.

Sono stato il suo regalo di compleanno per i sessant'anni.

fulvio pierangelini 3

 

Ha spesso attaccato i blogger.

Vent'anni fa sostenevo che stanno alla gastronomia come un pedofilo all' amore.

 

Sobrio.

Allora per me Internet era una dittatura, non era democrazia, portata avanti da soggetti che una volta restavano a casa, chiusi in stanza con i loro brufoli, e il resto dell' umanità li definiva degli sfigati. Ora la situazione è migliorata.

 

È nato a Roma.

In via Teulada, accanto alla Rai, però da bambino raramente ho frequentato per due anni consecutivi la stessa classe e nello stesso paese: mio padre metteva i cavi per la Sirti, quindi la nostra vita era lo stato di avanzamento di papà.

 

Ha vissuto il '68 nella Capitale.

Uno choc: arrivavo da un paesino toscano dove si girava in bici, si andava al mare, una partita a pallone, si ascoltava il juke box anche se non avevo una lira, allora aspettavo i portatori sani di monetina, e invece all' improvviso mi ritrovo nel caos di Roma, dove tutto era veloce, urlato e violento.

fulvio pierangelini 6

 

Stordito.

Non solo, mio padre decise di iscrivermi a un Istituto tecnico industriale, pieno di geni di elettronica, il mio vicino di banco aveva inventato il sintetizzatore, un altro costruiva giradischi; io non capivo nulla.

 

Come ne è uscito?

La fortuna è stata quella di trovare un professore di elettronica con la sensibilità giusta per comprendere la mia condizione: per anni mi ha protetto nonostante non potessi ambire a più del 3.

 

Elettronica proprio zero.

Aprivo il libro e dopo pochi minuti mi lacrimavano gli occhi e non vedevo più nulla, e non sto scherzando né esagerando; sono arrivato ad accettare il mese mariano, tutte le mattine alle sei ero in chiesa, e solo per non studiare.

 

Manifestava?

fulvio pierangelini 7

Certo, però non capivo le reali motivazioni, e poi la scuola era di soli uomini, e volevo vedere le ragazze.

 

Hobby?

A casa non c'era la possibilità di sprecare tempo e denaro: a 16 anni, per Natale, vendevo giocattoli, mentre l'estate diventavo bagnino.

 

Anche lì per le donne.

Arrivai in quella spiaggia perché la vulgata popolare inneggiava alla presenza di francesi in topless, e per le donne avevo studiato la chitarra classica con risultati disastrosi.

 

Meglio la cucina.

Se non sei bravo con la musica, i fornelli sono l'altra metà del cielo.

 

Quelle donne erano in topless?

Neanche una.

 

La cucina è potere?

Solo se riesci a realizzarne una in grado di suscitare emozioni forti; ma oggi i parametri sono differenti, i riferimenti sono più televisivi, spesso i cuochi sono portati ad avere più successo per i riflettori che per i fornelli.

 

fulvio pierangelini 5

"Cuoco", non chef.

Chef significa "capo".

 

I suoi colleghi ci tengono.

Petrolini rispondeva: "Io non ci tengo né ci tesi mai"; a quel tempo per mantenere il Gambero rosso ero obbligato al secondo lavoro.

 

Eppure era iper stellato.

Se i locali vengono gestiti in maniera severa, e sono decentrati, quasi vivono con l'autosufficienza.

 

Addirittura.

L'unica macchina nuova l'ho acquistata quando mi hanno ingaggiato per due consulenze

 

Quali?

Se va al supermercato e vede i Bonroll o l'hamburger di prosciutto, arrivano da me.

fulvio pierangelini

All'epoca non volevo che uscisse il mio nome, e utilizzavo il mio giorno di riposo per andare in macchina nelle Marche, chiudermi in fabbrica, tornare a casa entro mezzanotte, dormire poche ore e poi la mattina facevo la spesa.

 

Più semplice la tv.

All' inizio ci sono andato, ho smesso quando è partita l' infornata generale.

 

Da lei lo spaghetto al pomodoro costava come quello all' aragosta.

È stata una provocazione di una settimana: volevo raccontare che la sfida non è solo gastronomica.

 

Traduciamo.

È come andare da un grande ortopedico e chiedergli di tagliare le unghie; lui magari accetta, ma dietro un lauto pagamento.

 

Ritraduciamo.

La sfida non è solo "è buono" o "non è buono", la sfida tocca un aspetto emotivo forte, tocca i ricordi di ognuno, sollecita delle reazioni.

 

Un suo collega, Bruno Barbieri, ha spiegato: "Se mi tolgono una stella vado dallo psicologo".

fulvio pierangelini 4

Probabilmente è vero.

 

E lei?

Mai avuto il cruccio, ho lavorato per me stesso.

 

La chimica è molto presente nella cucine?

È assente nei ristoranti dove lavoro io e probabilmente in altri otto; la chimica facilita i tempi ed evita l'errore: quando uno vede una goccia di salsa che resta lì fedele nei secoli, c' è un problema; la mia sarà più sgarbata ma è frutto solo della sua essenza.

 

Cosa la colpisce?

L' imprecisione. Sa qual è il capolavoro di Michelangelo? Non La Pietà scolpita quando aveva 25 anni, ma la Pietà Rondanini realizzata quando ne aveva quasi novanta, tutta sbozzata.

 

Perché?

L' imprecisione è spesso frutto di una ricerca maniacale; significa coraggio.

 

Altro che massificazione.

(apre un book fotografico e lo sfoglia con fastidio) Questi piatti sono uguali in tutto il mondo: c' è la cialdina, la fogliolina

fulvio pierangelini 8

 

Chi lavora con lei la teme?

Non lo so, domandi a loro.

 

Sicuro?

Non ho mai sentito come prioritario l' insegnamento o la trasmissione delle mie idee, mentre ultimamente mi dedico, e forse questo è il primo segno delle vecchiaia; e sì, è vero, a volte li tratto male, e al confronto quello che uno vede a Masterchef è un regalo.

 

Lancia i piatti

Non sono così stupido. Utilizzo le parole.

 

Qual è l'articolo 1 della Costituzione gastronomica di Pierangelini?

La pari dignità degli ingredienti: patata e tartufo differiscono solo per l' artificio commerciale.

 

Non ama i talent di cucina.

matteo baronetto e fulvio pierangelini

Alcuni sono immorali, sono un grande fratello, e quando sento "sei fuori" provo fastidio fisico, non si possono trattare così le persone.

 

A lei capita.

Il percorso è differente: io sottolineo l' errore, gli autori dei programmi puntano allo show.

 

Va mai via da un ristorante?

No, mi siedo a tavola sereno, senza ansia o velleità.

 

Quando la riconoscono?

Oggi capita di raro; un paio di anni fa, in Sardegna, il cameriere mi ha spiegato alla lettera la passatina di ceci con gamberi.

 

E lei?

Ho risposto: "Deve essere un piatto splendido, ma preferisco un po' di bottarga".

fulvio pierangelini e vissani.

 

I riflettori quanto le interessano?

Molto, adoro la televisione, mi diverto quando mi truccano, mi imbellettano, ma non a tutti i costi.

 

Ha spesso alluso al suo ego.

Per ridere.

 

Non solo per ridere.

Chiunque affronta un lavoro come il mio lo deve avere evidente.

(entrano due persone, lo vedono e s' inchinano)

 

Ha dichiarato: "Non ricordo il 99 per cento di quello che ho realizzato".

Il professor Rodotà mi domandava di un' astice mangiato da me, e non sapevo cosa rispondere.

 

Un suo fan.

Mi ha difeso contro tutti, compreso Prodi.

 

Cioé?

fulvio pierangelini

Per un G7 è stato ingaggiato un catering straniero, e lui ha scritto: "Potevate chiamare i migliori d'Italia, compreso Pierangelini", e poi ha aggiunto altri nomi di cuochi, altrimenti lo avrebbero impallinato. Risposta di Prodi: "Magari sarebbe costato troppo". E Rodotà: "No, gratis; piuttosto mi mostri quanto ha speso". E poi Prodi una volta mi ha chiamato a Palazzo Chigi, però mi ha detto cose orrende.

 

Ha mangiato male?

No, ha definito il mio carattere di "merda", e ha aggiunto "sei il più bravo di tutti, e qui non sei a Palazzo Chigi ma a casa tua".

 

Dote nascosta?

So far ridere anche se non ci crede nessuno.

 

Una necessità.

Cucinare.

 

gambero rosso fulvio pierangelini

Quando ha intuito di avere un dono?

Non lo so, non mi sono mai soffermato sul presente; ho capito che ogni volta che cucinavo, a partire da casa, piaceva; e questo è un lavoro di coerenza.

 

Sport da ragazzo.

Sono stato un campione di karate, un' arte perfetta per acquisire sicurezza in se stessi e arrivare al punto di non cadere nella tentazione di stupide risse.

 

I suoi genitori si sono mai preoccupati per lei?

No, alla fine il mio lo portavo a casa, giusto in prima elementare non volevo andare a scuola e mamma restava tutto il tempo seduta su una panchina fuori dall' istituto. Così la vedevo.

 

Come in "Caos calmo".

Veronesi mi cita nel suo ultimo libro, ma sono finito in vari romanzi.

 

Chef Fulvio Pierangelini

In questi anni come l' hanno definita?

Mi sono beccato i peggiori epiteti: arrogante, presuntuoso, antipatico, e in parte è stato un modo di difendermi, e poi chi se ne frega.

 

Chi è il cuoco?

Noi siamo gli unici artigiani che entrano nelle persone con il proprio lavoro, ed è una grande responsabilità, e a volte suscitiamo emozioni, altrimenti sarebbe un po' triste pensare che tutto il nostro lavoro termina in una fogna.

 

Va ancora al mercato?

È la mia Disneyland, lì mi innamoro di un pomodoro, di una triglia, accarezzo una rapa, e se non lo fai non potrai mai cucinare.

 

passatina di ceci e gamberi fulvio pierangelini

Chi è lei?

Uno che va a un convegno a Copenaghen e lì come musica in sottofondo mette A muso duro di Bertoli. (E inizia a canticchiarla: "Un guerriero senza patria e senza spada, con un piede nel passato, e lo sguardo dritto e aperto nel futuro")  

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....