arbre magique

L'ARBRE MAGIQUE COMPIE 70 ANNI - INVENTATO NEL 1952 DAL PROFUMIERE JULIUS SAMANN PER ACCONTENTARE IL LATTAIO CHE SI LAMENTAVA DELL'ODORE RANCIDO DEI PRODOTTI IN AUTO, FU SUBITO UN SUCCESSO - NEL 1964 VENNE IMPORTATO IN ITALIA GRAZIE A GIANCARLO TAVOLA: "E' STATO UN TASSISTA NEWYORKESE A FARMELO SCOPRIRE" - "AFFASCINATO E INCURIOSITO, HO DECISO DI PORTARNE CON ME IN ITALIA UN PO' DI ESEMPLARI E..."

Francesca Cibrario per il "Corriere della sera"

 

Arbre Magique

Il lattaio di Watertown si lamenta dell'odore rancido che i prodotti che trasporta lasciano nel suo furgone. Tra i passanti che lo ascoltano c'è anche Julius Sämann, un profumiere della zona, da poco rientrato nello Stato di New York dopo un lungo soggiorno in Canada, dove aveva studiato gli aromi delle conifere. Catturato da quel problema, Sämann decide di trovarne la soluzione e, per la prima volta, si mette a lavorare su una fragranza non per le persone, ma per le loro auto.

 

I veicoli in quel lontano 1952 puzzano - di carburante, fumo, cibo - molto più di oggi: c'è mercato per la sua idea. Che velocemente prende forma e anche odore, quelli di un piccolo pino. Comincia così la storia di Little Trees, che noi conosciamo come Arbre Magique e che, quasi 70 anni dopo, penzola ancora dagli specchietti retrovisori di tutto il mondo.

 

Arbre Magique 5

Dall'America l'alberello odoroso arriva nel nostro Paese nel 1964, grazie a un altro incontro casuale: «È stato un tassista newyorkese a farmelo scoprire», ricorda Giancarlo Tavola, presidente di Tavola Spa, distributrice esclusiva (e dal 1975 anche produttrice) di Arbre Magique. «Affascinato e incuriosito da quel piccolo oggetto che stravolgeva le abitudini degli automobilisti e capace di deodorare l'abitacolo con attenzione al design, ho deciso di portarne con me in Italia un po' di esemplari. All'inizio ho dovuto faticare per convincere l'azienda della forza del prodotto, ma il suo immediato successo devo dire che mi ha dato ragione».

 

Arbre Magique 2

E anche il tempo: il cartoncino sagomato oggi è leader del settore, ma anche un'icona della cultura pop. «Il vero marchio è proprio la sua forma - spiega Gianpaolo Re, amministratore delegato di Tavola Spa -, perché il nome cambia a seconda del mercato in cui è venduto. I tassisti lo chiamano semplicemente "l'alberello"». E un tempo, invece, «il prodotto delle pin-up», perché veniva venduto dentro una bustina trasparente e pinzato a un cartoncino con illustrazioni sempre diverse. «Quella che lo rese famoso fu proprio quella di una pin-up, che da noi era detta "la Marilyn Monroe". Tirandolo fuori dalla busta si regolava sia la durata sia l'intensità del profumo».

 

Nel nostro Paese, all'inizio, Arbre Magique era disponibile in due fragranze: Pino e Vaniglia. «Oggi se ne contano 28/30, quasi 40 nel mondo», continua Re. «Ogni anno tre o quattro muoiono, e ne immettiamo altrettante». Mantenere l'albero sempre verde è un lavoro continuo, perché «gli odori passano di moda, come i profumi per il corpo». Ma i risultati sono positivi: «Quando siamo partiti in Italia vendevamo intorno alle centinaia di migliaia di pezzi all'anno, oggi decine di milioni».

 

Arbre Magique 3

I best-seller? «Globalmente Vaniglia e Pino sono sempre sul podio, il terzo varia: da noi oggi è lo Sport, molto secco, mascolino. Subito dopo ci sono profumi più classici, come Lavanda e Colonia, e i fruttati». Molto apprezzati Coconut, Fruit Cocktail, Anguria e la fragranza che si chiama Auto Nuova. Non solo successi, però: «Sette anni fa abbiamo fatto una linea che si chiamava Pret-à-Porter: colonie che si legano agli abiti che si indossano. È stato un flop perché, avvicinandoci alla moda, ci siamo allontanati dall'automobile, così la abbiamo dismessa».

 

Arbre Magique 4

Gli ultimi nati? «Per esempio, dopo il primo lockdown, abbiamo lanciato la fragranza Aria Nuova, un profumo fresco e acquoso: ha avuto un'accettazione entusiasta, perché c'era tanta voglia di ricominciare ad andare in giro. Per festeggiare la vittoria degli Europei di calcio, invece, abbiamo lanciato un Arbre Magique tricolore. Oltre ad avere prodotti che piacciano per sempre, bisogna sapere anche interpretare i momenti speciali».

 

Arbre Magique 5

Un prodotto celebrativo e celebrato: «Lo consideriamo quasi un'opera della pop-art», conclude l'amministratore delegato. «E ci gratifica che venga citato nelle canzoni (di 883, Articolo 31, Calcutta, Beastie Boys, ndr) e compaia in film internazionali»: Robin Williams lo porta al collo ne La leggenda del re pescatore di Terry Gilliam e il killer di Seven, capolavoro di David Fincher, lo usa per nascondere l'odore dei suoi crimini. Interpretazioni da Oscar.

Arbre Magique

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